11 Febbraio 2019 – Liturgia della Parola e Adorazione Eucaristica

XXVII Giornata Mondiale del Malato
11 febbraio 2019
«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8)

Liturgia della Parola e Adorazione Eucaristica

Canto di inizio ed esposizione del Santissimo Sacramento

C. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.
C. Il Signore Gesù, che ha chiamato i suoi discepoli per annunciare il Regno di Dio, sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
C. Il Signore Gesù, che è passato in mezzo all’umanità facendo del bene e guarendo ogni debolezza e infermità, comandò ai suoi discepoli di aver cura dei malati, di imporre loro le mani e di benedirli nel suo nome. Raccomandiamo a Dio le sorelle e i fratelli infermi perché, sopportando con pazienza i dolori del corpo e dello spirito, si sentano associati alle sofferenze del Cristo e consolati dalla grazia del suo Spirito.
C. Preghiamo.
O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile ringrazia- mento per i beni che gratuitamente ci doni e fa’ che, in una vita libera dalle insidie del male e resa serena dalla tua grazia, ci dedichiamo con rinnovata fiducia all’edificazione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,5-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: “Non andate fra i pagani e non entrate nel- le città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città.
Parola del Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Dal Salmo 102 (103)
Rit. Benediciamo insieme il nome del Signore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R/.

Egli perdona tutte le tue colpe,
ti circonda di bontà e misericordia, sazia di beni la tua vecchiaia,
si rinnova come aquila la tua giovinezza. R/.

Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R/.

Per la riflessione
Dalla Esortazione Apostolica Salvifici Doloris n.26
Questa interiore maturità e grandezza spirituale nella sofferenza certamente sono frutto di una particolare conversione e cooperazione con la Grazia del Redentore crocifisso. È lui stesso ad agire nel vivo delle umane sofferenze per mezzo del suo Spirito di verità, per mezzo dello Spirito Consolatore. È lui a trasformare, in un certo senso, la sostanza stessa della vita spirituale, indicando all’uomo sofferente un posto vicino a sé. È lui – come Maestro e Guida interiore – ad insegnare al fratello e alla sorella sofferenti questo mirabile scambio, posto nel cuore stesso del mistero della redenzione. La sofferenza è, in se stessa, un provare il male. Ma Cristo ne ha fatto la più solida base del bene definitivo, cioè del bene della salvezza eterna. Con la sua sofferenza sulla Croce Cristo ha raggiunto le radici stesse del male: del peccato e della morte. Egli ha vinto l’artefice del male, che è Satana, e la sua permanente ribellione contro il Creatore. Davanti al fratello o alla sorella sofferenti Cristo dischiude e dispiega gradualmente gli orizzonti del Regno di Dio: di un mondo convertito al Creatore, di un mondo liberato dal peccato, che si sta edificando sulla potenza salvifica dell’amore.
E, lentamente ma efficacemente, Cristo introduce in questo mondo, in questo Regno del Padre l’uomo sofferente, in un certo senso attraverso il cuore stesso della sua sofferenza. La sofferenza, infatti, non può essere trasformata e mutata con una grazia dall’esterno, ma dall’interno. E Cristo mediante la sua propria sofferenza salvifica si trova quanto mai dentro ad ogni sofferenza umana, e può agire dall’interno di essa con la potenza del suo Spirito di verità, del suo Spirito Consolatore.

Pausa di riflessione e adorazione personale

Preghiera dei fedeli
C. Fratelli carissimi, la gratuità con la quale siamo stati salvati da Cristo ci chiama a una duplice risposta: l’accoglienza di questo dono e l’impegno ad annunciare che il Regno dei cieli è vicino. Fiduciosi, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera.

L. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

– Perché sappiamo sempre riconoscere nel Papa, successore di Pietro, il dono di fedeltà che Cristo ha fatto alla Chiesa Sua Sposa, e viviamo la comunione ecclesiale come segno di speranza e di salvezza, preghiamo. Rit.

– Perché la Chiesa sia sempre aperta ad accogliere la novità gratuita e l’azione dello Spirito e, superando ogni diffidenza e timore, giunga ad ogni periferia del mondo, preghiamo. Rit.

– Perché tutti coloro che soffrono per malattia, invalidità, divisioni familiari e altre situazioni di dolore, possano sentire sempre la linfa vitale che viene dall’unica vite che è Cri- sto, preghiamo. Rit.

– Perché le famiglie cristiane siano la prima cellula che accoglie, custodisce, protegge la vita in ogni momento dell’esistenza e abbiano sempre la forza per affrontare le malattie, acute o croniche, preghiamo. Rit.

– Perché gli operatori sanitari, e le strutture in cui operano, siano sempre attenti al volto di Cristo presente in ogni persona umana, testimoniando l’amore gratuito con cui tutti siamo amati, preghiamo. Rit.

– Perché santa Madre Teresa di Calcutta, san Luca, medico ed evangelista, san Raffaele Arcangelo, sant’Antonio, san Camillo e san Giovanni di Dio, santa Gianna Beretta Molla, san Giuseppe Moscati, san Padre Pio e gli altri Santi e Beati medici, San Francesco di Paola, guaritori e taumaturghi accompagnino con la loro preghiera il nostro cammino, e ci siano di aiuto nella malattia e nella cura, preghiamo. Rit.

– Perché coloro che hanno in mano le sorti del buon governo delle nazioni e delle città ricordino che c’è più gioia nel dare che nel ricevere e sappiano suscitare prassi concrete di fraternità, giustizia e bene comune, preghiamo Rit.

– Perché tutti noi, trasformati dalla grazia, ci riconosciamo testimoni della Buona novella e siano sempre docili all’azione dello Spirito Santo, preghiamo. Rit.

C. Apri, o Signore, il nostro cuore al tuo mistero d’amore e donaci la consolazione di sapere che la nostra preghiera è a te gradita e da te accolta. Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

Preghiera per la XXVII Giornata Mondiale del Malato
Padre di misericordia,
fonte di ogni dono perfetto,
aiutaci ad amare gratuitamente
il nostro prossimo come Tu ci hai amati.
Signore Gesù,
che hai sperimentato il dolore e la sofferenza,
donaci la forza di affrontare
il tempo della malattia
e di viverlo con fede
insieme ai nostri fratelli.
Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio,
suscita nei cuori il fuoco della tua carità,
perché sappiamo chinarci sull’umanità piagata
nel corpo e nello spirito.
Maria, Madre amorevole della Chiesa
e di ogni uomo,
mostraci la via tracciata dal tuo Figlio,
affinché la nostra vita diventi in Lui
servizio d’amore e sacrificio di salvezza
in cammino verso la Pasqua eterna.
Amen.

Padre nostro

Benedizione eucaristica
C. La misericordia del Signore vi dia occhi per vedere le necessità dei fratelli.
R. Amen.
C. Cristo, buon samaritano del mondo, vi ammaestri e vi guidi per comprendere il mistero della sofferenza.
R. Amen.
C. Lo Spirito Consolatore confermi in voi il proposito e la grazia di fare del bene e vi doni serenità e salute.
R. Amen.
C. E su tutti voi qui presenti, scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.
R. Amen. C. Andate in pace.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Canto mariano

A cura dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI

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