12 Novembre 2018 – Sintesi: Dall’ansietà nervosa e violenta alla sopportazione, pazienza e mitezza

La dimensione contemplativa del carisma minimo
Leggendo l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete et exultate”
Le caratteristiche della santità nel mondo attuale

I Tappa: “Dall’ansietà nervosa e violenta alla sopportazione, pazienza e mitezza”
Relazione di Gisella Leone

Il discernimento svolto dai gruppi sulla tematica della Santità, in particolare sulla prima tappa: Dall’ansietà nervosa e violenta alla sopportazione, pazienza e mitezza, secondo l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete ed exultate”, è stato proficuo e reciprocamente arricchente. C’è stata infatti una condivisione delle nostre realtà spirituali e temporali e si sono evidenziati dei concetti fondamentali per la concretizzazione in ognuno di un proprio percorso di Santità.

E’ emersa una consapevolezza che la chiamata alla Santità sia una chiamata Universale; Dio infatti, Padre Misericordioso, ha sin dagli inizi della Storia nel suo Progetto, la salvezza di tutto il genere umano, nonostante le sue continue infedeltà ha tanto amato il mondo da immolare il proprio Figlio, Gesù che obbediente al volere del Padre,  pieno anch’Egli  di un amore profondo per l’Umanità Peccatrice, ha scelto di morire in croce, risorgendo il terzo giorno, per lavare le nostre colpe e darci la possibilità di salvezza, nell’osservanza dei “Comandamenti Divini”.

La Santità quindi è un cammino di continua conversione, nella continua scelta di morire al peccato per rinascere a vita nuova, di “trasfigurazione”, per ottenere la Salvezza Eterna. (Apocalisse 7,14-17).

La Santità non è correlata solo ad eventi straordinari, quali le Stimmate, i Miracoli; non è appannaggio solo dei consacrati, ma la si può conseguire vivendo e testimoniando i “Comandamenti Divini”, primo fra tutti l’Amore verso Dio e il prossimo nella propria quotidianità Secolare, vivendo ognuno il proprio ruolo con spirito di  responsabilità e sacrificio.
Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione.
Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa.
Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con umiltà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli.
Sei un genitore o nonno o nonna ? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù.
Hai autorità? Sii santo lavorando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.
La Santità quindi, è disponibilità al servizio verso l’altro in tutta umiltà; donazione gratuita di sé e dei propri talenti per amore verso Dio e i fratelli, non per auto-referenzialità, sull’esempio di Cristo che, gratuitamente ha dato la Sua Vita per la nostra salvezza.
La Santità è accoglienza dell’altro senza pregiudizi e discriminazione, è solidarietà, condivisione, soprattutto negli stati di fragilità materiali e spirituali. E’ ancora perdono, comprensione, accettazione dell’altro nella sua diversità, anche con i difetti e le molestie, ricercando sempre la comunione, non l’emarginazione. La Santità è sobrietà, onestà, rettitudine, ricerca solo dell’“Essenziale” in pieno affidamento alla Provvidenza Divina, evitando i compromessi, le illegalità per “spianarsi la strada” e conseguire successo, potere, ricchezze, carriera. Le cosiddette luci accecanti e fatue del mondo odierno alle quali ogni cristiano credente, ma soprattutto noi laici minimi per la nostra Spiritualità Penitenziale, dobbiamo contrapporre la luce della nostra Fede, che ci porta in tutt’altra direzione..
“Siate nel mondo, ma non siate del mondo”; perché chi vuol essere amico di questo mondo, non potrà essere amico di Dio. (IV capitolo della Regola TOM);
San Francesco di Paola ci esorta anche: “E’ meglio una vita virtuosa che longeva; è meglio una coscienza pura che un forziere colmo di quattrini”.

Vivere in santità significa prediligere i desideri dello Spirito a quelli della Carne (cupidigia, inganno, delitti,  concupiscenze ecc.) che portano l’uomo alla perdizione. Significa temperare  le proprie passioni e far emergere le proprie virtù; sopprimere il proprio IO a volte molto ingombrante (fardello materiale), per dare il primato a DIO, vivendo l’amore e il rispetto per i fratelli. Far tacere il proprio IO non è facile; non è facile sopportare le ingiustizie, i tradimenti, le offese ricevute, ricambiare il male con il bene.

Emergono ansia, tensione, bisogno di rivalsa, ira, rancori che disperdono e debilitano, ostacolando un cammino di santità, nonostante sia prevalente in tutti la volontà di perseguirlo!

Cosa fare?  In Matteo 11,25-30 Gesù esorta : << Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e Io vi ristorerò; prendete il mio giogo sopra di voi e imparate  da me che sono mite ed umile di cuore e riceverete ristoro per le vostre anime >>.
Gesù non ci toglie le croci, ma nel suo esempio, ci insegna a viverle con pazienza e speranza di una ricompensa futura. Vedi Vangelo delle beatitudini e del Giudizio Finale.

La prima grande caratteristica di Santità è quindi rimanere centrati, saldi in DIO che ama e sostiene, riscoprendo la propria Fede in Lui, abbandonandosi fiduciosi alla Sua Provvidenza. “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”. La forza interiore che scaturisce da questo incontro con Cristo, alimentata dalla speranza in Lui, permette di sopportare e sostenere le contrarietà della vita e vivere quindi la Carità in tutte le sue sfaccettature.

Nel cammino verso la Santità elemento importante è la Preghiera in tutte le sue forme: da quelle più classiche di preghiera recitata (Rosario, Lodi, Vespri), alla preghiera  di contemplazione, Lectio Divina,  preghiera del cuore,  Adorazione Eucaristica,  da promuovere e intensificare perché alimenti la nostra Fede.

I Sacramenti, soprattutto la Confessione e l’Eucarestia che rispettivamente, nella rinascita del perdono e nel rivivere il grande Sacrificio di Gesù per noi, ci rinforzano a proseguire il nostro cammino offrendo le nostre piccole croci quotidiane per il bene dei fratelli.

Purtroppo, la vita frenetica della società odierna e gli impegni lavorativi resi più ingombranti impediscono a volte un ritempramento spirituale.

Importante nel cammino verso la santità è l’educazione alla Fede e soprattutto l’esempio di vita dato dai genitori ai propri figli nell’ambito della famiglia, ritenuta la cellula della società; quindi cercare un ritorno alla famiglia come “Chiesa Domestica” da contrapporre ad una società che oggi misconosce i valori cristiani, sfasciando questa importante “Istituzione” con le conseguenze che ne derivano.

La stessa Fraternità TOM tramite la condivisione del Carisma, i vari momenti di Spiritualità, la formazione continua, il confronto e rinforzo reciproco tra i singoli membri, è un ottimo aiuto nel cammino di Santità, soprattutto se in essa regna un clima costruttivo di collaborazione reciproca, per essere “ Pietre Vive” nell’edificazione del Corpo di Cristo che è la CHIESA.

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