14 Maggio 2018 – Collatio Finale: Le vie dell’umanesimo cristiano per una chiesa sempre più missionaria: uscire, andare, annunciare e abitare

LE VIE DELL’UMANESIMO CRISTIANO PER UNA CHIESA SEMPRE PIU’ MISSIONARIA: USCIRE, ANDARE, ANNUNCIARE E ABITARE

Alla luce delle riflessioni svolte, nell’ambito delle riunioni dei gruppi di studio TOM, circa la possibilità di attualizzare e rendere concreto nella nostra realtà comunitaria il messaggio rivolto da Papa Benedetto XVI alla Caritas in occasione del quarantesimo anniversario dalla sua fondazione, dell’esperienza maturata presso il Centro di Ascolto San Pancrazio ed in occasione della recente Missione Popolare che ha interessato il nostro territorio, ed in virtù delle numerose iniziative che la Comunità e il Terz’Ordine portano avanti da sempre in favore dei più deboli, si ritiene di sottoporre alla Vs. attenzione la possibilità di costituire, all’interno della nostra Parrocchia, un organismo pastorale in grado di coordinare e strutturare le attività svolte e da svolgersi per sopperire ai bisogni primari di coloro che vivono situazioni di disagio.

Lungi dall’essere una mera forma di distribuzione di opere di beneficenza, l’istituzione di una Caritas parrocchiale vuole avere quale scopo quello di promuovere nella Comunità la prossimità evangelica, rendendo operosa la fede di chi vorrà collaborare nelle forme più consone ai tempi, secondo le esigenze del territorio ed in risposta alle svariate forme di povertà esistenti.

La Caritas parrocchiale, coordinando, come detto, le iniziative di volontariato già presenti nella nostra Parrocchia (distribuzione di indumenti, doposcuola, servizio di baby sitter, raccolta alimentare, visite agli ammalati etc.), proponendone di nuove –come si dirà oltre- e svolgendo opera di sensibilizzazione intorno alle problematiche riscontrate, sarà senz’altro in grado di rispondere con maggiore puntualità alle urgenze, non solo materiali, che la parte più debole della società invoca e spesso, purtroppo, implora.
Di più, potrà, attraverso la collaborazione di tanti ed in particolare con il supporto dei terziari, testimoniare con maggiore forza il carisma minimo che anima la Comunità.

Perché la Caritas parrocchiale, così come immaginata e proposta, possa funzionare, dovrà dotarsi di una precisa struttura organizzativa e di uno Statuto che ne delinei, tra l’altro, la natura, le finalità e gli obiettivi. Quanto alla struttura organizzativa, è innanzitutto necessario che la Caritas nomini, quali figure apicali, un Presidente, da individuarsi nel Parroco della Comunità, ed un Direttore –da individuarsi in un terziario minimo- che si occupi di coordinare le varie attività da svolgersi. Verrà, in ogni caso, stilato apposito organigramma che permetta a tutti di collaborare secondo le forme più consone ai propri carismi.

Quanto alle concrete forme di supporto alla collettività che la Caritas potrebbe garantire, ferme restando quelle già assicurate dalle realtà esterne alla Parrocchia – il Centro di Ascolto San Pancrazio, l’Emporio ed altri-, con le quali verranno di certo determinate le più idonee forme di collaborazione, si ritiene che possano proseguire, con rinnovato entusiasmo, le attività di distribuzione di indumenti, il servizio di doposcuola, il babysitteraggio (in particolare destinato ai figli di immigrati, per garantire ai genitori la frequenza ad appositi corsi di lingua italiana).
Con particolare riferimento a tale ultima iniziativa, si ritiene che la struttura debba dotarsi di apposita assicurazione volto alla copertura di eventuali sinistri che dovessero capitare ai bambini.

Per ciò che attiene alla raccolta alimentare, si evidenzia che, attualmente, i beni reperiti attraverso le collette alimentari effettuate presso i supermercati e attraverso l’autotassazione a cui molti parrocchiani –specie terziari- si sono sottoposti, vengono distribuiti direttamente presso le famiglie bisognose. È, altresì, operativo l’Emporio alimentare (gestito da volontari Mascia e finanziato dalla Caritas diocesana), al quale però è possibile accedere solo dichiarando un reddito ISEE inferiore a € 3.000,00.
Si ritiene, pertanto, che tali forme di sostegno possano essere integrate o modificate, previa accordi con le attività commerciali locali, attraverso la dazione di appositi buoni spesa alle persone indigenti, da poter essere utilizzati per l’acquisto dei beni più consoni ai propri bisogni. Tali buoni, sempre previa accordi con le attività commerciali, potrebbero essere utilizzati per l’acquisto di generi di prima necessità diversi da quelli alimentari (si pensi, ad esempio, prodotti per l’infanzia).
In aggiunta ai buoni, ipotizzando magari due distinte “fasce” di bisogno, si potrebbero raggiungere convenzioni con le suddette attività commerciali che garantiscano particolari forme di scontistica ai possessori di una speciale tessera, individuati tra soggetti bisognosi “meno gravi”.
Tali forme di assistenza garantirebbero maggiore adattamento alle reali esigenze di chi versa in situazione di difficoltà, e assicurerebbero allo stesso tempo un minore disagio emotivo in chi si trova in stato di necessità.

Ancora, la Caritas parrocchiale garantirebbe la possibilità di organizzare e coordinare laboratori per la realizzazione di bomboniere e oggettistica di vario genere; tale iniziativa, affidata alla cura di terziari preparati alla lavorazione del legno o altro materiale, ai lavori di ricamo e uncinetto o altro,  avrebbe quale fine l’inserimento/reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale di soggetti inoccupati, e potrebbe portare, attraverso esperienze di educazione al lavoro, a percorsi di orientamento al mondo professionale e percorsi di tutoraggio e accompagnamento all’inserimento lavorativo.
Attraverso i laboratori, peraltro, si potrebbero creare bomboniere e oggetti di vario tipo da destinare alla vendita o comunque alla distribuzione, secondo le modalità più opportune.

Ancora, attraverso la Caritas parrocchiale si potrebbero costituire sportelli per dare consulenza gratuita in determinati ambiti professionali: si pensi all’ausilio di un legale, di uno psicologo, di un commercialista, o comunque di esperti in ulteriori settori che offrirebbero ricevimento –secondo tempi, modi e luoghi da concordarsi- a coloro che versano in situazione di necessità.

Tutte le attività ora indicate, così come iniziative di formazione, di assistenza agli anziani, e  qualunque altra che fosse proposta e concordata, potranno essere portate avanti in maniera continuativa e stabile attraverso la costituzione di una struttura forte e organizzata; la Caritas parrocchiale, pertanto, attenderebbe agli specifici bisogni della comunità, offrendo una risposta accurata alle tante forme di povertà presenti, e renderebbe maggiormente operosa la fede delle tante persone di buona volontà, specie terziarie, presenti nella nostra Parrocchia, disposte a farsi “prossimo”.

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