Maria ci insegna a pregare.
Noi preghiamo quasi unicamente per chiedere. Col suo Magnificat ci insegna che la preghiera è soprattutto lode, ammirazione, ringraziamento.
Risentiamo le prime espressioni: “Voglio lodare il Signore per le sue grandi opere. Dio è il mio Salvatore: io sono piena di gioia. Egli ha guardato a me, alla sua povera serva: d’ora in poi tutti mi diranno beata. Dio che tutto può, ha fatto in me cose grandi e santo è il suo nome”.
Una preghiera legata alla vita: espressione di sentimenti che gli avvenimenti del giorno suscitano in noi. Mettiamoci dunque alla scuola di Maria: essa ci insegnerà quanto può illuminare le difficili e spesso intricate vie della nostra esistenza terrena.
Accogliamo l’esortazione di S. Ambrogio: “Deve essere in ciascuno dei cristiani l’anima di Maria, per magnificare il Signore, deve essere in ciascuno di noi il suo spirito per esultare in Dio”. (cf MC 21) (La fraternità dei P. Minimi)
Come figli di S. Francesco da Paola “che nutriva una particolare devozione a Gesù Sacramentato”abbiamo accettato volentieri l’invito di animare l’Ora Santa nella chiesa della Beata Vergine Addolorata del rione Miraglia, in occasione dei festeggiamenti solenni.
In comunione tra di noi e spinti dall’esempio del Padre Fondatore e dalle sue parole, abbiamo adorato il Signore presente in mezzo a noi nel mistero Eucaristico, meditato brani della Parola e parti delle Regole del Primo e Terz’ordine dei minimi, recitato salmi, preghiere e canti Eucaristici intervallati da pause di adorazione silenziosa.
Tina Di Cello

