18 Novembre 2019 – Incontro di Preghiera

Incontro di Preghiera
Preghiera dei Vespri del Lunedì I settimana del salterio

Al posto della lettura breve: Dal Vangelo secondo Matteo 6,19-23
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!”

Preghiera
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Riflessione

  • Nel vangelo ascoltato bisogna anzitutto tenere presente il Discorso della Montagna (cap 5: le beatitudini; la luce delle buone opere “voi siete il sale della terra”; il compimento della legge; l’ira…ecc). Questo, il cap 6, ci parla della pratica delle tre opere di pietà: elemosina (Mt 6,1-4), preghiera (Mt 6,5-15) e digiuno (Mt 6,16-18).
    Il nostro brano, invece, e il passo seguente presenta quattro raccomandazioni sul rapporto con i beni materiali, esplicitando così come vivere la povertà della prima beatitudine: (a) non accumulare (Mt 6,19-21); (b) avere una visione corretta dei beni materiali (Mt 6,22-23); (c) non servire due padroni (Mt 6,24); (d) abbandonarsi alla provvidenza divina (Mt 6,25-34). Questo passo presenta le due prime raccomandazioni: non accumulare beni (6,19-21) e non guardare il mondo con occhi malati (6,22-23).
  • Matteo 6,19-21: Non accumulare tesori sulla terra. Se, per esempio, oggi in TV si annuncia che il mese prossimo mancheranno nel mercato zucchero e caffè, tutti compreremo il massimo possibile di caffè e zucchero. Accumuliamo, perché non abbiamo fiducia. Nei quaranta anni di deserto, la gente è stata provata per vedere se era capace di osservare la legge di Dio (Es 16,4). La prova consisteva in questo: vedere se erano capaci di raccogliere solamente la manna necessaria per un solo giorno, e non accumulare per il giorno seguente. Gesù dice: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.” Cosa significa accumulare tesori nel cielo? Si tratta di sapere dove pongo la base della mia esistenza. Se la pongo nei beni materiali di questa terra, corro sempre il pericolo di perdere ciò che ho accumulato. Se metto la base in Dio, nessuno potrà distruggerla ed avrò la libertà interiore di condividere con gli altri ciò che posso. Per fare in modo che questo sia possibile e vivibile, è importante giungere ad una convivenza comunitaria che favorisca la condivisione e l’aiuto reciproco, ed in cui la maggiore ricchezza o tesoro non è la ricchezza materiale, bensì la ricchezza o il tesoro della convivenza fraterna nata dalla certezza portata da Gesù: Dio è Padre e Madre di tutti. Perché là dove è il tuo tesoro, è anche il tuo cuore.
  • Matteo 6,22-23: La lucerna del corpo è l’occhio. Per capire ciò che Gesù chiede è necessario avere occhi nuovi. Gesù è esigente e chiede molto: non accumulare (6,19-21), non servire Dio e il denaro insieme (6,24), non preoccuparsi del cibo e delle bevande (6,25-34). Queste raccomandazioni esigenti hanno a che vedere con quella parte della vita umana dove le persone hanno più angoscia e preoccupazioni. Fa parte anche del Discorso della Montagna, che è più difficile da capire e praticare. Per questo Gesù dice: “Se il tuo occhio è malato, ….”. Alcuni traducono occhio malato e occhio sano. Altri traducono occhio meschino e occhio generoso. E’ uguale. In realtà, la peggiore malattia che si possa immaginare è una persona chiusa in se stessa e nei suoi beni e che si fida solo di loro. È la malattia della meschinità! Chi guarda la vita con questi occhi vivrà nella tristezza e nell’oscurità. La medicina per curare questa malattia è la conversione, il cambio di mentalità e di ideologia. Mettere la base della vita in Dio e così lo sguardo diventa generoso e la vita tutta diventa luminosa, perché fa nascere la condivisione e la fraternità.
  • Gesù vuole un cambiamento radicale. Vuole l’osservanza della legge dell’anno sabbatico, dove viene detto che nella comunità dei credenti, non ci possono essere poveri (Dt 15,4). La convivenza umana deve essere organizzata in modo tale che una persona non debba preoccuparsi del cibo e delle bevande, dei vestiti e della casa, della salute e dell’educazione (Mt 6,25-34). Ma ciò è possibile se tutti cerchiamo prima il Regno di Dio e la sua giustizia (Mt 6,33). Il Regno di Dio vuol dire permettere che Dio regni: è imitare Dio (Mt 5,48). L’imitazione di Dio porta alla condivisione giusta dei beni e dell’amore creativo, che genera una vera fraternità. La Provvidenza Divina deve essere mediata dall’organizzazione fraterna. Solo così è possibile eliminare qualsiasi preoccupazione per il domani (Mt 6,34).

Per un confronto personale

  • Gesù disse: “Là dove è il tuo tesoro, è anche il tuo cuore”. Dove si trova la mia ricchezza: nel denaro o nella fraternità?
  • Qual è la luce che ho nei miei occhi per guardare la vita, gli avvenimenti?

 Come vivere questa Parola?
L’occhio esprime la luce che abita il cuore e se il cuore è ingolfato l’occhio lo mostra perché si poserà sulla realtà che lo circonda e la vedrà così come gli suggerisce il cuore. La vedrà ingolfata.
L’occhio non è solo uno dei cinque sensi che permette alla realtà di entrare nell’uomo ma è anche l’organo ( fisico e spiritale insieme) da cui esce la luce o la tenebra che ci abita. Luce e tenebra che si proietteranno su ciò che ci circonda. Chi è abitato dalla pace saprà vedere occasioni e gesti di pace intorno a lui, chi è abitato dalla guerra non saprà vedere che guerra. Chi è guidato dalla bontà riuscirà a tirare fuori dal prossimo il bene nascosto senza scoraggiarsi per la corazza dura che magari ha di fronte, chi al contrario è amareggiato e incattivito affronta tutti come se fossero nemici. Siamo responsabili di ciò che diffondiamo: luce o tenebra. E diffondiamo ciò di cui è colmo il nostro cuore. Non può essere altrimenti, anche se a volte ci illudiamo che un falso sorriso stampato sule labbra basti ad imbellire una situazione.
Gesù di sé ha detto: “Io sono la luce del mondo”. A lui dobbiamo esporci e a tutto ciò che ci parla di lui.
E, come quando si va in spiaggia, dobbiamo liberarci dei vestiti pesanti, dagli accumuli di cose che tanto promettono e tanto deludono, di ciò che appunto ci ingolfa, per rimanere a pelle nuda davanti al sole che nasce per noi, quel sole che Dio fa sorgere su ogni uomo, giusto o ingiusto, perché nel suo cuore la luce vinca sulle tenebre. E vedremo il mondo con occhi diversi, sotto un’altra luce.

Aiutami Signore a guadare al mio cuore e a riconoscere la mia tenebra per esporla alla tua luce. Lava i miei occhi con il collirio della tua Parola e della tua grazia perché da essi possa uscire la tua luce.

La voce di un predicatore
“Chi diffonde tenebra invece di luce quanto buio deve avere nel cuore! La luce, principio della creazione e della vita, esce dalla bocca di Dio, che dice: Sia luce, e la luce fu. La tenebra è la bocca del nulla, che tutto mangia e seppellisce nella morte.”

I commenti sono chiusi.