22 Ottobre 2018 – Collatio Laboratorio 2: Dall’ansietà nervosa e violenta alla sopportazione, pazienza e mitezza

La dimensione contemplativa del carisma minimo
Leggendo l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete ed exultate”
Le caratteristiche della santità nel mondo attuale

I Tappa: “Dall’ansietà nervosa e violenta alla sopportazione, pazienza e mitezza”
Relazione di Mimmo Famularo e Teresa Paonessa

Dopo aver letto la relazione esposta da Gisella Leone abbiamo commentato alcuni punti salienti della stessa e abbiamo proseguito rispondendo singolarmente alle domande che ci sono state poste.

La domanda sulla quale maggiormente ci siamo soffermati che in parte abbraccia anche le altre due è stata la prima: Cos’è la santità? Quali sono le tue riflessioni sul contenuto del Vangelo delle beatitudini e del giudizio finale?
Tutti, in modi diversi, siamo intervenuti rispondendo che in qualche modo cerchiamo di vivere la santità.
Ma prima di viverla ci siamo posti la domanda: cos’è? Variegate sono state le risposte.

La santità è un cammino di perfezione, ma un cammino tortuoso soprattutto per la vita frenetica che oggi viviamo.
E’ emerso nel dibattito che l’accidia, uno dei 7 vizi capitali, citata nella relazione, è un forte ostacolo nel cammino di santità. Spesso siamo presi dalla pigrizia che ci porta a rimanere nelle comodità delle nostre case, invece di uscire a compiere del bene o a partecipare a messa, ad un’Adorazione o allo stesso incontro di Fraternità.

La santità è un obiettivo difficile da raggiungere. Ma non impossibile.

In sintesi, santità per noi è avere fede, è una fermezza interiore, è fare un’opera di bene verso colui che ti ha fatto del male, è sopportazione, è perdono, “non tramonti il sole sopra la vostra ira” prima di sera chiarirsi e chiedersi scusa.
E’ emerso anche che alla santità si ci educa iniziando a viverla in famiglia.

La santità è cercare il bene dell’altro, e si raggiunge, con quanto si esprime nel Vangelo delle beatitudini, la Magna Carta del Santo, o meglio, la sua carta d’identità.
Accogliamo l’altro, ascoltiamo l’altro che magari ci chiede aiuto, fermiamoci e non andiamo sempre di corsa, sempre senza tempo disponibile. Ricordiamoci che non diventeremo santi da soli, ma vivendo ogni giorno con i fratelli che il Signore ci pone al fianco.

Tutti, secondo quanto è emerso, aspiriamo alla santità, anche perché la santità ci porta a conquistarci la vita Eterna, quindi la Contemplazione di Dio. Per noi Terziari questo obiettivo è fissato già nel Primo Capitolo della Regola “Vi siete posti al servizio del Re del cielo abbracciando questa Regola e, in virtù dell’osservanza di essa, sperate di possedere la vita Eterna”. Quindi “Gaudete ed exultate”, rallegriamoci ed esultiamo perché grande è la nostra ricompensa nei cieli.
L’inferno, al quale non sempre si pensa, fa paura.

Nel Cammino verso la santità elemento importante è la Preghiera, in tutte le sue forme. Da quelle più classiche di preghiera recitata (Rosario, Lodi, Vespri), alla preghiera di contemplazione, Lectio Divina, preghiera del cuore, Adorazione, da promuovere e intensificare (così come suggerite tra le proposte operative nel Programma Nazionale).

Fermiamoci un attimo a pensare, meditare, fare un’autocritica e chiederci quanto amiamo il prossimo?
Nel prossimo vediamo il Cristo? Domanda che oggi non ci poniamo, nonostante siamo a contatto con il problema dell’immigrazione e della morte che giornalmente alberga e riempie i nostri mari.

La santità oltre che con la preghiera si raggiunge con l’umiltà. Umiltà nel pregare, umiltà nell’affidarsi al Signore senza il quale niente è possibile.
Altro elemento importante è l’offerta al Signore dei nostri momenti di dolore, delle nostre pene, dei momenti di sopportazione per delle offese ricevute ingiustamente.
L’umiltà del cuore e della mente è un grande mezzo per raggiungere la santità.

Nella relazione ha colpito la disposizione delle tre parole: sopportazione, pazienza e mitezza. Lette in questo modo indicano il cammino della santità. Se invece si leggono in senso inverso, identificano già il santo.

Prima di rispondere alla seconda domanda: Cerchi di vivere la santità nel tuo quotidiano? abbiamo letto dal retro copertina dell’Esortazione Apostolica quanto segue:
“Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiosi o religiose.
Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno.
Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione.
Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa.
Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli.
Sei un genitore o nonna o nonna? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù.
Hai autorità? Sii santo lavorando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.”

Meditando su questo, ci siamo resi conto che poi non ci viene richiesto chissà che cosa, ma vivere quotidianamente il ruolo in cui siamo stati chiamati con spirito di responsabilità e di sacrificio.

Quali sono le difficoltà? Abbiamo risposto mettendo in evidenza che ciò che ci allontana dalla santità sono: le diverse educazioni ricevute, le diverse vedute della vita, il carattere, l’arrivismo, il mondo virtuale dove oggi si vive che impedisce la comunicazione e il rapporto cono glia altri. Pensiamo a quando ci troviamo seduti nelle sale di attesa di qualche posto, con altre persone, la foto che ne esce fuori è: tutti a testa bassa davanti ai cellulari, i vari social che sembrano essere mezzi di comunicazione si trasformano in mezzi di isolamento.

Tutti siamo stati concordi nell’affermare che il cammino di ognuno di noi progredisce, anche se a rilento, nessuno di noi si sente uguale a qualche anno fa, sicuramente ci sforziamo di “progredire di bene in meglio”.

Se rimaniamo saldi al Signore sicuramente ci accompagnerà nel modo giusto verso la Santità, la Sua Parola sarà la via giusta da percorrere.
Non scoraggiamoci e chiediamo al Signore, con la preghiera costante, la Santità e stiamo certi che ci esaudirà.

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