25 Febbraio 2019 – Collatio Laboratorio 2: Dalla accidia comoda alla audacia e fervore – Dall’individualismo alla comunità

La dimensione contemplativa del carisma minimo
Leggendo l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete et exsultate”
Le caratteristiche della santità nel mondo attuale

III Tappa: “Dalla accidia comoda alla audacia e fervore”
IV Tappa:“Dall’individualismo alla comunità”
Relazione di Rita Vincenti

Dopo aver letto tutte e tre le domande, si è deciso di rispondere ad ogni domanda separatamente.
Letta la prima domanda sono intervenuti tutti i componenti del gruppo. Ognuno cerca di testimoniare il Vangelo singolarmente in ogni contesto dove si trova ad operare, cercando di dare a questa testimonianza il colore Minimo.
E’ emerso che come Fraternità questo avviene di meno.
Da questo è scaturita una discussione sull’andamento della Fraternità. Purtroppo si è evidenziato che manca innanzitutto l’accoglienza, alcuni non si sentono accolti e continuano a frequentare spinti da una forza interiore ma, senza molto entusiasmo. Manca l’audacia e il fervore in molti, l’accidia spesso ha il sopravvento. Da qui la mancanza di partecipazione alla vita della Fraternità di tanti confratelli, con motivazioni spesso risolvibili con un maggiore fervore e spirito di sacrificio.
Si nota un momento di stanca, dobbiamo recuperare il nostro essere Terziari in una Fraternità.
La correzione si faccia con amore e la gioia traspaia dai nostri volti, altrimenti non attireremo a noi persone. Infatti, quando la Fraternità ha dei problemi al suo interno e non dà una testimonianza conforme alla Regola, non ha persone che scelgono di conoscere la Fraternità.
Alcuni tratti della nostra spiritualità, come l’apostolato, sicuramente cerchiamo di praticarli. Altri un po’ meno. L’accoglienza, come già emerso, facciamo fatica a realizzarla. Sia tra di noi che verso gli altri. Sebbene abbiamo avuto incontri sull’accoglienza di immigrati, le nostre idee sono riamaste più o meno le stesse.
Disertiamo con facilità i vari momenti di preghiera che ci vengono offerti (Adorazioni Eucaristiche, Esercizi spirituali) e non stimoliamo alla programmazione di forme specifiche della nostra spiritualità (Lectio Divina, Preghiera del cuore, Liturgia delle ore) espresse, tra l’altro, nelle proposte operative del programma nazionale.
Alla morte dei confratelli non partecipiamo quasi più, le esequie dei Terziari sono da noi disertate, ben venga la preghiera nelle case funerarie ma non deve sostituire la messa.
Si nota un calo anche nella formazione, ci siamo chiesti il perché la partecipazione non è assidua e perché si saltano facilmente gli incontri. Quando si inizia una tematica sarebbe bello portarla a termine. E’ stato evidenziato che in alcuni mesi gli incontri sono stati pochi e non si è creata una continuità.
Le decisioni sono molte per poter vivere concretamente il Vangelo.
Ricordiamo che noi Terziari dobbiamo vivere prima di tutto il Vangelo, dobbiamo avere un impegno costante nella Fraternità e nella comunità, soprattutto nella preghiera ma anche nelle varie forme di apostolato e nella formazione che è alla base di tutto.
Facciamo tutti insieme un buon discernimento, ammettiamo gli errori e cerchiamo di far rinascere la nostra Fraternità.

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