Domenica 27 Novembre 2011 nella casa di spiritualità di Longorbardi Marina, ci siamo ritrovati per vivere alla scuola di San Francesco di Paola, un’esperienza di comunione e di vita fraterna
Dopo la recita delle Lodi, abbiamo con attenzione ascoltato il Padre Assistente, che ha posto alla nostra riflessione il tema:
” SPIRITUALITA ‘ IN TEMPI DI VIOLENZA E PAURA”.
Varie religioni hanno nomi specifici per indicare Dio e la salvezza.
Non importa la religione o il nome che si vuol dare, né le storie, rituali e tradizioni culturali che abbiamo ereditato.
Dio è semplicemente Dio.
Spesso, la religiosità popolare si basa su certe espressioni come i santi, medaglie, francobolli, o novene miracolose.
Alcune icone religiose sono utilizzate come amuleti.
Il problema con questa visione della religione è che, anche se adoriamo le icone sacre e le immagini, se non c’è spiritualità, non vi è alcun cambiamento o trasformazione interiore.
Ecco come gli amuleti, religiosi o altro, sembrano solo portare buona fortuna.
Così, anche coloro che percorrono la strada sbagliata, sono abbastanza devoti.
Si accendono candele per ottenere piccoli miracoli o essere messi fuori dai guai.
ALTRI chiedono:
Ti serve amuleto CONTRO LA VIOLENZA?
E chiedono anche:
A CHE ORA E’ la rovina del nostro paese?
- Il mio paese, il paese-
COME permetteriamo questo? Come reagiamo?
Quale SPIRITUALITA ‘ ci può aiutare?
PRIMA è necessario rivedere l’immagine che abbiamo di Dio
Ci sono domande che ci ossessionano:
Dov’era Dio quando ci fu lo TSUNAMI ‘?
Dov’era Dio ad Auschwitz?
Dov’era Dio quando ci fu L’UCCISIONE DEI MIGRANTI IN Tamaulipas?
Molte volte la nostra idea di Dio, è quella di un Dio arrabbiato che punisce, che manda il male, che richiede sacrifici e ha tutti i fili del mondo nelle sue mani.
In qualche modo, noi continuiamo a credere in un Dio primitivo o in un Dio del Vecchio Testamento, cioè un dio che premia, col quale bisogna negoziare, pagare le tasse per placare la sua rabbia.
In realtà, la nostra vita è fragile, appesa a un filo e ogni momento è esposta alla sofferenza e alla morte. Noi non siamo eterni.
Dio non risolve nulla, ma è sempre con noi.
Dio è coinvolto con noi,
combatte al nostro fianco
contro il male e la sofferenza,
contro ciò che ci disumanizza,
contro l’insicurezza.
Ha sempre mantenuto il suo status di amore creativo che ricostruisce, sostiene, incoraggia, promuove e accompagna …
… Egli ci invita a prendere la nostra libertà e responsabilità.
Preghiera di Hillesum -morta ad Auschwitz nel 1943 -
“Voglio aiutarvi, Dio,
perchè non mi abbandoni …
Con ogni battito del cuore comprendo più chiaramente
che non puoi aiutarci, ma che dobbiamo aiutarti
a difendere la nostra casa
dentro di noi fino all’ultimo momento. “
PREGHIERA DI UNA MADRE DI RAGAZZA IN AGONIA:
“Mi Sono sentita accompagnata da Dio.. Dio non mi ha risolto nulla.
O meglio, ha fatto molto:
mi ha dato la forza di
stare con mia figlia e far fronte al dolore.
Mi ha accompagnato
sempre, ha dato e continua
a dare un senso alla mia vita
dopo la morte di mia figlia. ”
CAMBIARE ATTEGGIAMENTO:
Chi deve cambiare sono io ed essere una persona che lavora per la pace, per condividere il meglio di me e di sradicare la fame e l’ingiustizia nel mondo.
Dio non
ci scavalca,
agisce attraverso
di noi.
Non c’è strada per la pace,
la pace è il cammino.
Mahatma Gandhi (1869-1948)
Dio opera con noi, mai senza di noi.
Non si tratta di una azione magica, è un’azione che è in noi, con noi.
Dio è con noi, vuole il nostro bene.
A parte, il MALE contiene una minaccia di morte, dolore, distruzione e sofferenza.
Ma se il male esiste, esiste per la libertà dell’uomo.
Il male e la distruzione possono essere modi di vivere e di possibilità tra cui scegliere.
Dio ha creato il mondo. L’Ha reso indipendente e funziona con le proprie leggi.
Gli esseri umani e l’universo sono opera del Creatore, che rispetta la libertà umana e il dinamismo della natura.
Se cerchiamo un Dio miracoloso che esaudisce sempre i desideri o i capricci umani, lo cerchiamo nella superstizione, e non nella vera spiritualità.
In un’occasione, ad Auschwitz, qualcuno chiese:
Dov’è Dio?
Ha detto Elie Wiesel, sopravvissuto: “Dio era nell’impiccato,nel perseguito, nell’ucciso ad Auschwitz e in tutti i campi di concentramento e ha subito tutte le violenze, le ingiustizie e la disumanità del mondo.”
Dio soffre con noi, sostenendoci, ci accompagna nella nostra lotta contro il male.
PROPOSTA:
COME INTENDERE LA PRESENZA Dio nel mondo?
CHE COSA è il modus operandi di Dio?
* Il Dio della verità, è un buon padre che crea esseri liberi.
E’ un Dio che si pone nelle mani degli esseri umani.
Egli è il Dio Onnipotente che si spoglia del suo potere per la libertà del mondo e dell’essere umano.
In una certa misura …
Non E ‘ Dio che può aiutare, ma siamo soprattutto noi che possiamo aiutarlo.
Dio si ritira, per consentire ad ogni persona l’esercizio della sua libertà, non sale in tribunale, Dio non mette sanzioni come facciamo noi.
Il Dio che fa tutto nel mondo …
Un Dio che crea il nostro dinamismo interno, il nostro senso di orientamento, ma non ha il comando delle cose, nè si sostituisce alla nostra libertà.
Troveremo Dio quando siamo solidali con le vittime, quando chiediamo alle persone di buona volontà di lavorare per salvare e ricostruire la giustizia e la pace.
Pedro Arrupe, SJ.
(1907 – 1991)
UN RACCONTO DI ANTHONY DE MELLO, SJ.
La giornata è stata piovosa e grigia. Improvvisamente, ho conosciuto una ragazza con un vestito quasi tutto rotto, tremante di freddo e fame.
Mi sono arrabbiato e mi sono lamentato con Dio:
“Come può Dio, che, avendo tante persone che vivono nella ricchezza, lasciare che questa bambina soffra la fame e il freddo? Come puoi stare lì così calmo, così indifferente alle ingiustizie e non fare nulla?”. ..
… Dopo un lungo silenzio,
Ho sentito la voce di Dio mi ha risposto:
“Certo che ho fatto qualcosa!
Ho fatto TE! ”
“E ‘Dio che veramente
incoraggia la ricerca di tutto ciò che lenisce e guarisce tutto
(Anche nel caso dei non-credenti in Dio, a prescindere dalla religione).
Quanto più ci opponiamo alla sofferenza con tutto il cuore e con tutta la nostra forza, tanto più aderiamo al cuore e all’azione di Dio “.
P. Teilhard de Chardin, SJ.
Hanno chiesto il DALAI LAMA
Qual è la migliore religione?
Il Dalai Lama ha detto:
“La migliore religione che ti rende una persona migliore, cioè più compassionevole, che ti rende più sensibile, più distaccata, più amorevole, più solidale, più responsabile … La religione che è in grado di farlo a te
è per voi la migliore religione “. (Stessa cosa con la spiritualità)
La spiritualità è centrata sul Regno di Dio, a prescindere dal suo nome, è alimentata dal nostro abbandono a Dio, che cerca solo una umanità più giusta e felice, che tiene come principio e impegno costruire una vita più umana.
In questi giorni abbiamo bisogno di una spiritualità che ci aiuta a vivere una vita più dignitosa e felice, una spiritualità che invita alla conversione e trasformazione, invita a vivere facendo del bene, la guarigione della gente dal dolore e dalla paura, la costruzione di un mondo più umano.
Dopo una pausa di riflessione, si sono svolti i lavori di gruppo per approfondire il tema, dove ognuno ha potuto esprimere i propri pensieri ed esperienze, alla fine, ricomposto il gruppo, sono state condivise le varie riflessioni e conclusioni.
Dopo aver ringraziato Dio per la giornata trascorsa insieme e per averci donato la possibilità di vivere insieme questo momento di preghiera, ci siamo interrogati su Chi è Dio per noi?
La risposta è stata unanime: Il nostro Dio è un Dio che ci ha creato per Amore e che non interviene mai contro il Libero Arbitrio di ciascuno.
Purtroppo, nel proseguo della giornata, abbiamo appreso la notizia della scomparsa improvvisa di Emanuele Pisano, Presidente della Fraternità di Pizzo Calabro, che ci ha scosso e ci fatto riflettere molto anche in considerazione della tematica odierna. Dio ha vinto la morte e noi siamo chiamati a credere nella vita eterna che ci aspetta a conclusione del nostro viaggio terreno, altrimenti la nostra vita è vana.
Crediamo che sia il mondo ad essere cambiato, ma se ci soffermiamo anche solo per un attimo ci accorgiamo che non è il mondo ad essere cambiato ma siamo noi.
Colpa del benessere, che ci spinge a cercare il Paradiso in terra.
Alcuni di noi hanno raccontato la loro esperienza di dolore e sofferenza.
Nella sofferenza e nel dolore il Signore ci dona la forza e la speranza e non va mai contro il Nostro Libero Arbitrio. Ascoltandoci l’un l’altro, abbiamo compreso che ciò che ci manca è l’Amore con l’ “A” Maiuscola, siamo egoisti e coltiviamo solo il nostro orticello. Il Cristiano è chiamato a credere nonostante tutto!
Dobbiamo imparare l’Umiltà da San Francesco di Paola, che era molto pratico e guardava all’essenziale. Nelle sue scelte, S. Francesco metteva davanti a sè, sempre l’altro, perchè dalle nostre scelte ne derivano delle conseguenze belle o brutte. Siamo noi a dovere scegliere sempre il bene per noi e per gli altri.
La Preghiera è un mezzo necessario per non perdere il legame con Dio e per non disperarci. Noi dobbiamo imparare a metterci sempre in discussione.
Con la preghiera di ringraziamento, e il Pranzo, si è conclusa questa giornata di esperienza di fraternità.
Concetta Cerra














