5 Novembre 2018 – Adorazione Eucaristica

Santuario Diocesano San Francesco di Paola
Fraternità del Terz’Ordine dei Minimi Lamezia Terme
Adorazione Eucaristica sul Vangelo della XXXIª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”

G. Dio non abbandona nessuno, ma domanda a noi di diventare suoi collaboratori per trasformare il nostro mondo. In questa prospettiva l’insegnamento di Gesù, che il Vangelo di questa Domenica ci consegna, salda insieme in un unico “comandamento” l’amore di Dio e l’amore del prossimo. La disponibilità ad accogliere chi grida il suo bisogno e interpella la nostra sensibilità è per noi il vero banco di prova, la verifica concreta, del nostro amore di Dio.

SAC. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.”

+ Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 12,28-34)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.

Pausa di Silenzio

G. Il Vangelo riafferma il primato dell’amore di Dio. Ed è questo riconoscimento che necessita di essere posto in evidenza nel nostro tempo. Il primato di Dio non è solo per gli eremiti, per i monaci o per chi si dedica interamente al Signore, ma per ogni credente, per chi si confronta con le situazioni di povertà e di disagio sociale, per chi nell’universo economico e politico afferma la propria identità cristiana, per coloro che sentono la sfida dell’incontro con altre culture e religioni, per chi affronta il quotidiano nella vita lavorativa e di famiglia. La complessità del nostro tempo, la fretta che contraddistingue il mondo occidentale, i molteplici campi cui far fronte non possono distrarci dal riservare il primo posto all’amore di Dio.

Tutti
Dal Salmo 17: Rit. Ti amo, Signore, mia forza
Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore. Rit.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Rit.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia, sia esaltato il Dio della mia salvezza. Egli concede al suo re grandi vittorie, si mostra fedele al suo consacrato. Rit.

Pausa di Silenzio

“Ascolta Israele, il Signore è il solo Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze”.
È una delle parti più belle dell’Antico Testamento. Certamente questa preghiera, se ripetuta e assimilata, cambia il cuore e la vita. Secondo il vangelo di oggi, Gesù riprende questa indicazione e la completa, la fa diventare il “suo” comandamento, il comandamento nuovo.
Il primo comandamento è – dice Gesù – “amerai il Signore con tutto il cuore… e il secondo è simile al primo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Dove sta la novità che porta Gesù?
Il cristianesimo, la vera religione di Gesù, è la religione dell’amore, non della paura; della fiducia, non del timore; del cuore e non delle pratiche esteriori.
La religione dell’amore: scopriremo sempre di più che Dio ci ama di un amore infinito, pieno di tenerezza, di bontà, di misericordia, di fiducia.
E da questa consapevolezza potrà derivare tutto il resto. Dio è Amore; anche noi siamo chiamati a diventare amore, pur nel nostro piccolo e con tutti i nostri limiti.
Ripetutamente Gesù ci annuncia il comandamento dell’amore che è l’essenziale del vangelo, la cosa più bella, più grande, l’unica che dà senso e pienezza alla vita: l’amore a Dio e l’amore al prossimo.
L’amore a Dio e l’amore al prossimo sono così legati, da essere una cosa sola. “Non si può amare Dio, che non si vede, se non si ama il prossimo che si vede. Se uno dice di amare Dio e non ama il prossimo, è un bugiardo”.
Gesù ritiene fatto a Sè, tutto ciò che facciamo al prossimo: “Qualunque cosa avete fatto a uno di questi, l’avete fatto a me”.
E Gesù, nella pienezza della sua missione, non si accontenta di dire: Ama il prossimo come te stesso, ma invita ad amare secondo la misura del suo Cuore: “Amatevi gli uni gli altri, come Io vi ho amati”.
E Lui ci ha amati offrendo tutto se stesso per noi, fino al sacrificio della vita. Questo è “il mio comandamento”, è “il comandamento nuovo”.
Dice il Vangelo: Amare Dio e il prossimo è l’unica cosa importante, l’unica cosa che vale; questa vale più di tutto il resto.
È abbastanza facile parlare di amore. Ma l’amore non lo si dimostra con le parole, ma coi fatti.
Anzi dobbiamo imparare a parlare poco e a compiere molte azioni di amore vero, generoso, disinteressato, verso tutti, con particolare attenzione verso le persone che hanno più bisogno, anche quelle che non ci sono simpatiche o verso le quali non ci sentiamo portati.
Gesù dirà di amare perfino i nemici… “perché se amate coloro che vi amano, che merito ne avete?”
Se vogliamo intraprendere la strada dell’amore, non bisogno riempirsi la bocca di belle parole, ma riempire la vita di fatti concreti.
Si tratta di prendere coscienza che, nonostante tutto ciò che ci ha detto Gesù e che noi stessi conosciamo quasi a memoria, è così facile sbagliare e peccare contro la carità e l’amore del prossimo. È soprattutto verso il prossimo che noi siamo peccatori.
Basta pensare le mancanze che facciamo con le persone che ci sono più vicine, in casa nostra, nel lavoro, nelle relazioni con gli altri: egoismo, parole, giudizi, critiche… Basta pensare anche ai peccati tra noi cristiani: le divisioni, le critiche, i personalismi, le incomprensioni…
n fondo anche le grandi divisioni tra le varie denominazioni cristiane sono peccati contro la carità, contro l’amore. E dire che Gesù ci aveva raccomandato solo questo. Lo aveva posto come distintivo dei cristiani.
“Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Non basta allora la preghiera, la messa, la comunione… La preghiera e la messa sono necessarie per diventare capaci di amare il prossimo. Questo ci porta ad essere umili, a chiedere perdono, a essere molto concreti nei nostri propositi.
E’ possibile amare veramente? Sì è possibile! Ed è la cosa più bella, più facile, più vera: basta provare ogni giorno. Gesù ci dà l’esempio… Gesù ci dà il suo Spirito che è la forza dell’amore vero nel nostro cuore.
Ciascuno di noi in questo momento può certamente offrire a tante persone atti di bontà, di generosità, di incoraggiamento, di aiuto, sia morale che materiale.
E tutto lo vogliamo fare col cuore, con disinteresse, anche con sacrificio, ma sempre con amore sincero. Alla fine della vita, saremo giudicati sull’amore.
Ma già ora sulla terra sappiamo che la cosa più bella è amare Dio e il prossimo: questo ci fa persone di luce, di gioia, di pace; persone che fanno trasparire anche “dal volto qualcosa della bontà di Dio. E la gente ha bisogno di questo! (d.R.Rossi)

Tutti
Signore Gesù, noi ti ringraziamo
perché la Parola del tuo Amore
si è fatta corpo donato sulla Croce,
ed è viva per noi
nel sacramento della Santa Eucaristia.
Fa’ che l’incontro con Te
nel Mistero silenzioso della Tua presenza,
entri nella profondità dei nostri cuori
e brilli nei nostri occhi
perché siano trasparenza della Tua carità.
Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia
continui ad ardere nella nostra vita
e diventi per noi santità, onestà, generosità,
attenzione premurosa ai più deboli.
Rendici amabili con tutti,
capaci di amicizia vera e sincera
perché molti siano attratti
a camminare verso di Te.
Venga il Tuo regno, e il mondo si trasformi
in una Eucaristia vivente.
Amen.

Pausa di Silenzio

Amerai Dio con tutto il tuo cuore. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Che cosa c’è al centro della fede? Ciò che più di ogni cosa dona felicità all’uomo: amare.
Non obbedire a regole né celebrare riti, ma semplicemente, meravigliosamente: amare. Gesù non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla legge antica: il primo e il secondo comandamento sono già nel Libro. Eppure il suo è un comando nuovo.
La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l’unico comandamento. L’averli separati è l’origine dei nostri mali. La risposta di Gesù inizia con la formula: shemà Israel, ascolta popolo mio.
Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami, per favore. Voglimi bene, perché io ti amo. Amami!»
Invocazione, desiderio di Dio. Cuore del comandamento, sua radice è un’invocazione accorata, non una ingiunzione. Dio prega di essere amato.
Amare «è tenere con tenerezza e passione Dio e l’uomo dentro di sé: se uno ama, l’altro è come se dimorasse dentro di lui» (A. Casati).
Amare è desiderio di fare felice qualcuno, coprirlo di un bene che si espande oltre lui, va verso gli altri, inonda il mondo… Amare è avere un fuoco nel cuore.
Ma amare che cosa? Amare l’Amore stesso. Se amo Dio, amo ciò che lui è: vita, compassione, perdono, bellezza.
Amerò ogni briciola di cosa bella che scoprirò vicino a me, un atto di coraggio, un abbraccio rassicurante, un’intuizione illuminante, un angolo di armonia. Amerò ciò che Lui più ama: l’uomo, di cui è orgoglioso.
Ma amare come? Mettendosi in gioco interamente, cuore, mente, anima, forza. Gesù sa che fare questo è già la guarigione dell’uomo. Perché chi ama così ritrova l’unità di se stesso, la sua pienezza felice:
“Questi sono i comandi del Signore vostro Dio… Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice. Non c’è altra risposta al desiderio profondo di felicità dell’uomo, nessun’altra risposta al male del mondo che questa soltanto: amare”.
Ama il tuo prossimo come te stesso. Quasi un terzo comandamento: ama anche te stesso, insieme a Dio e al prossimo. Come per te ami libertà e giustizia così le amerai anche per tuo fratello, sono le orme di Dio.
Come per te desideri amicizia e dignità, e vuoi che fioriscano talenti e germogli di luce, questo vorrai anche per il tuo prossimo. Ama questa polifonia della vita, e farai risplendere l’immagine di Lui che è dentro di te. Perché l’amore trasforma, ognuno diventa ciò che ama.
Se Lo amerai, sarai simile a Lui, cioè creatore di vita, perché «Dio non fa altro che questo, tutto il giorno: sta sul lettuccio della partoriente e genera» (M. Eckhart). Amerai, perché l’amore genera vita sul mondo. (E.Ronchi)

Tutti
Non sono degno, Signore,
che tu entri nella mia casa.
Vedi bene che c’è del disordine.
Non è pronta ad accoglierti.
Avrei voluto per te un ambiente più ospitale
e prepararti qualcosa di gustoso, per trattenerti.
Sono impreparato e perciò ti confesso:
non son degno che tu entri!
Mi piacerebbe tanto che, come facesti una volta
con Zaccheo, tu dicessi anche a me:
«oggi devo fermarmi a casa tua».
Non ardisco sperarlo, non oso domandarlo.
Vedi, Signore: la porta è aperta,
ma la casa non è pronta!
Almeno così a me pare. E a te?
Rimaniamo, ad ogni modo,
a parlare un po’ sull’uscio.
È bello ugualmente. Ho delle cose da dirti.
Ho, soprattutto, bisogno di ascoltare
tante cose da te.
Quante vorrei udirne dalla tua bocca!
Ne ha bisogno il mio cuore ferito.
Parla, allora, Signore. Ti ascolto.
La tua Parola è vita per me. Vita eterna. Amen.
(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

Pausa di Silenzio

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

G. La risposta che hai dato è chiara: l’essenziale nella vita è amare te e il prossimo. Siamo sempre tentati di separare Dio dal prossimo, ma tu non vuoi perché l’amore è unico. Tutta la creazione è una fuoriuscita di te e non possiamo allora amare te e non amare ciò che hai creato. Tu sei un Dio geloso e vuoi che amiamo te, che sei presente in ogni uomo. Travolti dalla tua gelosia come possiamo non amarti? Ma se amiamo te come possiamo non amare tutti i nostri fratelli che sono “tua immagine e somiglianza”? Ci hai chiamati, Signore, a fasciare il mondo con la tela dell’amore. Aiutaci a svegliare il mondo, che dorme la sua notte di odio e di violenza, con il fresco canto dell’amore che è in noi vita e lavoro, preghiera e poesia, lotta e contemplazione, orizzonte e frontiera di ogni nostra giornata.

Tutti
Preghiera per le vocazioni sacerdotali
Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:
“manda operai nella messe”.
Nella nostra preghiera, però,
riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:
mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,
aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.
Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,
un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.
Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.
Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;
soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.
Siano apostoli appassionati del tuo Regno,
ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.
Un’altra cosa chiediamo, Signore:
assieme ai “chiamati” non ci manchino i “chiamanti”;
coloro, cioè, che, in tuo nome,
invitano, consigliano, accompagnano e guidano.
Siano le nostre parrocchie segni accoglienti
della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.
Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:
crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.
Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata
– il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,
confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,
custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.
All’intercessione della tua Santa Madre,
affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.
Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni
le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.
(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

Canto: Tantum Ergo

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.
R Che porta con sé ogni dolcezza.

Guarda, o Padre, al tuo popolo, che professa la sua fede in Gesù Cristo, nato da Maria Vergine, crocifisso e risorto, presente in questo santo sacramento e fa’ che attinga da questa sorgente di ogni grazia frutti di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Amen

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.

Al termine: Acclamazioni: Dio sia benedetto.

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