7 Ottobre 2019 – Rosario Missionario per l’inizio dell’Anno Pastorale 2019-2020

Santuario Diocesano San Francesco di Paola
Parrocchie San Francesco di Paola e San Pancrazio

Rosario Missionario
Battezzati e Inviati
Ottobre 2019 – Mese missionario straordinario

Anche il rosario è un percorso di annuncio e di approfondimento, nel quale il mistero di Cristo viene continuamente ripresentato ai diversi livelli dell’esperienza cristiana. Attraverso una presentazione orante e contemplativa, che mira a plasmare il discepolo secondo il cuore di Cristo, percorreremo le strade del progetto di Dio su ciascuno di noi e su tutta l’umanità. La Vergine del Rosario continua anche in questo modo la sua opera di annuncio di Cristo. “Battezzati e inviati” anche noi come lei, possiamo portare Gesù al mondo.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

V- O Dio, vieni a salvarmi.
R- Signore, vieni presto in mio aiuto.
V- Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
R- Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Nel Mistero della Contemplazione meditiamo la gioia che viene dal Battesimo
Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: «Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita». E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Allora Filippo prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua: che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’Eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. (At. 8, 26-40)

Il Battesimo ci regala la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. È la gioia che scaturisce dalla consapevolezza di avere ricevuto un grande dono da Dio, la fede appunto, un dono che nessuno di noi ha potuto meritare, ma che ci è stato dato gratuitamente e al quale abbiamo risposto con il nostro Sì. È la gioia di riconoscerci figli di Dio, di scoprirci affidati alle sue mani, di sentirci accolti in un abbraccio d’amore, allo stesso modo in cui una mamma sostiene ed abbraccia il suo bambino. Questa gioia, che orienta il cammino di ogni cristiano, si fonda su un rapporto personale con Gesù, un rapporto che orienta l’intera esistenza umana. È Lui infatti il senso della nostra vita, Colui sul quale vale la pena tenere fisso lo sguardo, per essere illuminati dalla sua Verità e poter vivere in pienezza. Ci affidiamo a Maria perché ciascuno di noi sappia manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui crede, anche di fronte ad una società che considera spesso fuori moda e fuori tempo coloro che vivono della fede in Gesù.

Preghiamo  per  l’ASIA,  perché  la  sua  popolazione  possa  ricevere  e  accogliere  l’annuncio  del Vangelo, e con gioia e stupore sentirsi, con tutta la sua ricchezza culturale e sociale, parte del Popolo di Dio.

Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre

 

Nel Mistero della Vocazione meditiamo il progetto di Dio che ci invia nel mondo
E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». (Mc. 16, 15-18)

Siamo chiamati e inviati da Dio. Ciascuno di noi ha ricevuto questa chiamata a uscire dalla sua terra. Dalla situazione in cui ciascuno si trova, siamo chiamati ad aprire il nostro sguardo verso il mondo che attende. Preghiamo Maria perché possiamo rinnovare la coscienza di essere chiamati e inviati e possiamo rispondere all’invito di Dio con la nostra vita.

Offriamo questa decina per l’Europa, perché riconosca la fiducia con la quale è chiamata ad annunciare il Vangelo, in questo particolare momento di sofferenza di tanti fratelli che cercano in essa rifugio, condividendo i valori dell’accoglienza e della solidarietà dei popoli.

Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre

Nel Mistero dell’Annuncio meditiamo la Buona Notizia che ci ha raggiunti
Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio!» I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cosa cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbi (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti? Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo). (Gv. 1, 35-41)

Abbiamo trovato il Messia, fu l’annuncio di Andrea. Abbiamo trovato Colui che cambia la nostra storia, le nostre storie! Da un incontro vero nasce il desiderio di incontrare e annunciare agli altri. “Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo “discepoli” e “missionari”, ma che siamo sempre “discepoli-missionari”. Se non siamo convinti, guardiamo ai primi discepoli, che immediatamente dopo aver conosciuto lo sguardo di Gesù, andavano a proclamarlo pieni di gioia: «Abbiamo incontrato il Messia» (Gv 1, 41)”. (EG 120). Maria è madre dell’annuncio, colei cha ha ricevuto l’annuncio dell’angelo diventa la prima annunciatrice. Ci affidiamo a lei nostra compagna perché possiamo essere strumenti a servizio dell’annuncio.

Offriamo  questa  decina  per  l’Africa,  perché  ogni  popolo  di  questo  continente,  raggiunto dall’annuncio della Buona Notizia trasmetta con gioia la fede e la speranza laddove si trovano guerre, ingiustizie e soprusi dei potenti.

Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre

Nel Mistero dell’Amore meditiamo il sogno di Dio per l’umanità
Di nuovo Gesù si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.  Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». E diceva: “Chi ha orecchi per intendere intenda!”. (Mc 4, 1-9)

 “Convertitevi perché il Regno dei Cieli è vicino” (Mt 4, 17). Sono le prime parole di Gesù dopo il lungo silenzio di Nazareth. Altre non potevano essere. Egli è presenza di Dio, che rinnova la faccia della terra e comincia a costruire nuovi spazi di fraternità. È vicino il Regno, cioè accanto, affianco a chi ascolta, perché è interamente presente nella persona di Gesù, che si fa prossimo. Ma è vicino, ancora promessa perciò, perché esso è un cantiere, che Gesù inaugura. I suoi gesti raccontano di un Regno, vivo, operante, efficace, qui e ora nel perimetro della storia. La realtà dinamica del Regno è evidente nel discorso di Gesù quando parla del progetto del Padre come lievito che fa crescere la massa (Lc 13,21), ma soprattutto quando lo racconta come seme (Mc 4, 3-20), che arriva lentamente a portare pieno frutto, ma deve sopravvivere alla fame degli uccelli, all’aridità della pietra, all’aggressione del sole, all’abbraccio dei rovi.

Il Regno ci interpella, interroga il senso del nostro essere discepoli di Gesù, ci chiede continua conversione. La cittadinanza del Regno non è mai acquisita una volta per tutte, perché è vita secondo la logica spiazzante delle Beatitudini.   Preghiamo Maria, madre e discepola del Regno, perché ci insegni a custodire e a far fruttificare i germi del Regno che lo Spirito ha sparso nel mondo.

Offriamo questa decina per  l’America, perché le diverse culture, i diversi popoli che la abitano possano aver cura gli uni degli altri, costruendo una nuova civiltà dell’amore; i fratelli che vivono in Paesi vittime di persecuzione  possano fissare la  loro speranza nel tesoro del Regno che siamo chiamati a costruire insieme.

Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre

Nel Mistero del Ringraziamento meditiamo l’Amore di Dio che ha cura
di ciascuno di noi e della sua creazione
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. (Mt. 6, 25-33)

Dio Padre ci accompagna con amore premuroso e attento. Ha cura noi, si preoccupa delle nostre vite. Siamo importanti ai suoi occhi. Il nostro creatore custodisce e ha cura degli uccelli del cielo, dei gigli del campo e ancor più di noi suoi figli. Preghiamo Maria, madre della fiducia, perché ci aiuti a fidarci in ogni nostro passo per essere missionari dell’Amore che si preoccupa di ogni uomo  e ha cura di tutto il creato.

Offriamo questa decina per l’Oceania, perché i suoi abitanti si prendano cura della vita e della bellezza del creato e possano vivere come fratelli nel rispetto delle diverse culture e nella costruzione di una nuova civiltà dell’amore.

Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre

Litanie missionarie
Madre di tutti i popoli
Madre delle giovani Chiese
Madre di ogni battezzato
Madre di ogni uomo di buona volontà
Madre di chi lotta per amore dei fratelli
Madre di ogni famiglia
Madre dei giovani
Madre dei consacrati
Madre dei laici
Madre dei poveri
Madre dei senza voce
Madre dei bambini lavoratori
Madre delle ragazze costrette alla prostituzione
Madre di tutti i condannati a morte
Madre di chi è costretto ad uccidere
Madre di chi è costretto a lasciare la propria terra
Sostegno dei missionari del Vangelo
Casa di chi non ha casa
Giustizia degli oppressi
Rifugio dei profughi
Parola di chi è senza diritti
Speranza di chi attende un futuro migliore
Stella dell’evangelizzazione
Fonte di speranza
Giardino della creazione
Profezia di una fede senza confini
Compagna di viaggio
Attesa di liberazione
Nostra Signora di tutti i popoli
Madre della creazione nuova
Regina di ogni continente

Preghiera: Annunciatori (Paolo VI)
Signore Gesù! Eccoci pronti a partire per annunciare ancora una volta il tuo Vangelo al mondo, nel quale la tua arcana, ma amorosa provvidenza ci ha posti a vivere!
Signore, prega, come hai promesso, il Padre affinché per mezzo tuo ci mandi lo Spirito Santo, lo Spirito di verità e di fortezza, lo Spirito di consolazione, che renda aperta, buona ed efficace, la nostra testimonianza. Sii con noi, Signore, per renderci tutti uno in Te e idonei, per tua virtù, a trasmettere al mondo la tua pace e la tua salvezza. Amen.

Padre nostro,
il Tuo Figlio Unigenito Gesù Cristo
risorto dai morti
affidò ai Suoi discepoli il mandato di
andare e fare discepoli tutti i popoli“;
Tu ci ricordi che attraverso il nostro battesimo
siamo resi partecipi della missione della Chiesa.
Per i doni del Tuo Santo Spirito, concedi a noi la grazia
di essere testimoni del Vangelo, coraggiosi e zelanti,
affinché la missione affidata alla Chiesa,
ancora lontana dall’essere realizzata,
possa trovare nuove e efficaci espressioni
che portino vita e luce al mondo.
Aiutaci a far sì che tutti i popoli
possano incontrarsi con l’amore salvifico
e la misericordia di Gesù Cristo,
Lui che è Dio, e vive e regna con Te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

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