9 Dicembre 2019 – Collatio Laboratorio 2: II Tappa

La dimensione penitenziale del carisma minimo
Leggendo l’Enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì”
Penitenza evangelica ed ecologia integrale

II Tappa: “La coscienza non è la norma suprema. Prima di tutto bisogna ricercare la verità.
Se la terra ci è donata non la possiamo sfruttare per un profitto individuale.
E’ una questione di giustizia”

Relazione di Teresa Paonessa

Riuniti in gruppo, abbiamo iniziato con il leggere la relazione che era stata inviata tramite WhatsApp, integralmente, soffermandoci su alcune parti.

La prima figura con cui ci siamo confrontati è stato San Francesco di Assisi, uomo ecologico per eccellenza, che partendo dal vangelo, è arrivato con il definire tutte le creature e il creato fratelli e sorelle.

Altre figure che sono stati esaminati, sono i nostri antenati che avevano rispetto della natura, ad esempio ripiantavano subito un albero che avevano tagliato, purtroppo, il consumismo distrugge tutto, e al centro di ogni azione oramai, c’è solo il guadagno, non si fa nulla se non c’è un ritorno economico, meglio definito, cultura del guadagno.
In nome del Dio guadagno ci hanno fatto credere che abbiamo tanti bisogni, creando una sorte di dipendenza dall’acquisto sfrenato.

È stato importante avere avuto prima la relazione fatta il lunedì precedente, in quanto è stata data la possibilità di meditarla, di approfondirla.

La nostra attenzione si è soffermata sulla parte dove troviamo scritto “Dobbiamo intraprendere uno stile di vita eco-sostenibile rispettoso di ogni creatura sulla terra”.
È emerso che è in noi, è ben radicata una coscienza ecologica, ma ugualmente ci siamo interrogati, su quello che dobbiamo fare di più. Coscienza ecologica che ci è stata tramandata, soprattutto dalle famiglie, dove, vuoi per una vita non molto agiata, siamo cresciuti, con la cultura del risparmio che dava vita a tanti comportamenti che ora dobbiamo recuperare.
Il consumismo è nato dal benessere.
È necessario il ritorno ad una vita sobria, a cui siamo stati chiamati professando la Regola del Tom.

Attraverso l’approfondimento fatto a casa, sono stati riportati in Fraternità 10 modi di comportamento per una vita ecosostenibile.
I 10 consigli per attenersi a questo stile di vita e per prendere coscienza del peccato ecologico.

  • Informazioni per iniziare il PROPRIO PROGETTO ECOLOGICO, es. sul sito del ministero dell’ambiente
  • Vivere senza auto o acquistare auto ibride, chiedere passaggi
  • Risparmiare acqua
  • Cibo sostenibile biologico a km 0, quindi senza pesticidi, e senza allevamenti con terapie intensive
  • RIDUCI, RIUTILIZZA E RICICLA.
  • Fai da te o ritornare all’antico baratto
  • Abiti, non più in uso, da regalare o risistemarli
  • Rifiuti 0
  • Smettere di fumare
  • Sentirsi coinvolti e coinvolgere

Alla Prima domanda: Quale sarà da domani la tua azione completa nel quotidiano e all’interno della comunità?
Cercare di abolire la plastica, nelle nostre case evitare piatti e bicchieri di plastica, anzi, tutto il mono uso. Non sprecare acqua per l’igiene personale (doccia veloce, lavarsi i denti usando il bicchiere per risciacquo). Evitare l’acqua imbottigliata per evitare le bottiglie, ridurre detersivi preferendo quelli alla spina.
Fare una spesa oculate per evitare sprechi, e senza farci attirare dal bello.
Prima di un acquisto porsi la domanda: mi serve veramente?
Il riciclo delle buste di plastica, o portare le buste da casa di stoffa, iuta ecc.
Limitare le comodità in casa: non lasciare luci accese inutilmente.
La consapevolezza dell’ecologia già c’è, ma da adesso vogliamo ritornare più all’essenziale e al semplice, abituandoci alla sobrietà.
Attenersi ad uno stile di vita ecologica, consumando di più cibo vegetariano, poca carne.

Alla seconda domanda: Perché ognuno di noi (bambini, adulti, anziani) deve fare la sua parte per custodire il creato?
Abbiamo l’obbligo di custodire il Creato, perché ci è stato affidato da DIO, avendo rispetto della sua naturale evoluzione, perché Dio ha creato tutto in ordine. Se distruggiamo il creato distruggiamo anche noi stessi.
Dobbiamo custodire il Creato senza violazioni delle caratteristiche morfologiche del territorio (copertura ponti, costruzioni abusive lungo fiumi, su falde ecc.)
Custodire il creato è un comandamento, che dà senso di pace, per essere tranquilli di consegnare ai nostri nipoti il mondo che meritano.
Dobbiamo custodire il Creato perchè figli di San Francesco che amava e rispettava la natura e il creato, dobbiamo riflettere e avere un’attenzione maggiore.

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