9 Ottobre 2017 – Celebrazione della Riconciliazione Comunitaria all’inizio dell’Anno Pastorale 2017-2018 – Corresponsabilità e Condivisione per la Comunione

SANTUARIO S. FRANCESCO DI PAOLA – FRATERNITA’ DEL TERZ’ORDINE DEI MINIMI SAMBIASE

Celebrazione della Riconciliazione Comunitaria all’inizio dell’Anno Pastorale 2017-2018
CORRESPONSABILITÀ E CONDIVISIONE PER LA COMUNIONE

«Nella stessa assemblea verranno deputati, se sembrerà opportuno, quattro, e anche di più o di meno, Vice-Correttori Vigili, cioè Colleghi Discreti triennali, i quali parteciperanno dell’autorità del Correttore Generale, così che per lui il peso diviso con altri diventi più leggero» (III reg., X, 60).
«In una comunità cristiana l’unica cosa che importa è che ognuno sia anello indispensabile di una catena. Solo li dove anche l’elemento più piccolo è ben saldo, la catena non si spezzerà. Una comunità che permette che in essa vi siano membri inutilizzati, ne sarà distrutta» (D. Bonhoeffer, La vita comune, p. 143).

I – SALUTO DI INIZIO
C.: Fratelli, il Dio della pace vi renda perfetti in ogni bene (Eb 13, 20).
T.: Amen. Che tutti possiamo essere irreprensibili davanti a Dio, in pace (2 Pt 2, 14).
C.: Siate solleciti per le necessità dei fratelli (Rm 12, 13).
T.: E il Dio della pace sarà con noi (Fil 4, 9).
C.: Per volere del nostro Padre e Fondatore siamo riuniti per celebrare la nostra riconciliazione fraterna. La celebreremo ricordando alcuni suoi insegnamenti su come vivere la nostra comunione. Ci siano di monito e di conforto le parole di S. Paolo: «Portate i pesi gli uni degli altri, cosi adempirete la legge di Cristo» (Gal 6, 2).

II – LA PAROLA DI DIO
Lettura di Es 18, 13-24
Dal libro dell’Esodo
Il giorno dopo Mosé sedette a render giustizia al popolo e il popolo si trattenne presso Mosé dalla mattina fino alla sera. Allora Ietro, visto quanto faceva per il popolo, gli disse: «Che cos’è questo che fai per il popolo? Perché siedi tu solo, mentre il popolo sta presso di te dalla mattina alla sera?». Mosé rispose al suocero: «Perché il popolo viene da me per consultare Dio. Quando hanno qualche questione, vengono da me e io giudico le vertenze tra l’uno e l’altro e faccio conoscere i decreti di Dio e le sue leggi». Il suocero di Mosé gli disse: «Non va bene quello che fai! Finirai per soccombere, tu e il popolo che è con te, perché il compito è troppo pesante per te; tu non puoi attendervi da solo. Ora ascoltami: ti voglio dare un consiglio e Dio sia con te! Tu stai davanti a Dio in nome del popolo e presenta le questioni a Dio. A loro spiegherai i decreti e le leggi; indicherai loro la via per la quale devono camminare e le opere che devono compiere. Invece sceglierai tra tutto il popolo uomini integri che temono Dio, uomini retti che odiano la venalità e li costituirai sopra di loro come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. Essi dovranno giudicare il popolo in ogni circostanza; quando vi sarà una questione importante, la sottoporranno a te, mentre essi giudicheranno ogni affare minore. Cosi ti alleggerirai il peso ed essi lo porteranno con te. Se tu fai questa cosa e se Dio te la comanda, potrai resistere e anche questo popolo arriverà in pace alla sua meta. Mosé ascoltò la voce del suocero e fece quanto gli aveva suggerito.

Cantico: ls 53, 2-7 (a cori alterni)
È cresciuto come virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non apri la sua bocca;
era come un agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non apri la sua bocca.

III – L’ESEMPIO DEL FONDATORE
Dalla sua vita
Francesco aveva tanta umiltà, da prestarsi a lavare gli indumenti dei frati e non permetteva che i suoi indumenti fossero lavati da altri, ma solo da se stesso. Dormiva sulla paglia sparsa sulla legna, con una fune, che pendeva da sopra, perché potesse alzarsi più facilmente. Si pensava che dormisse poco, in quanto la luce della lampada la si vedeva accesa per tutta la notte nella sua cella. Fu visto più volte, dopo che i frati si erano ritirati in dormitorio, ispezionare le porte del convento per vedere se fossero chiuse e non permetteva che le soglie e le scale rimanessero aperte, ma, affinché nessuno si servisse di esse di notte, si preoccupava di sbarrarle.

Inno a S. Francesco (recitato a due cori)
Francesco, accogli gli uomini
che Padre ti acclamano, e i difficili sentieri
sull’orme tue, forti di tanta gloria affronteranno.

Se potenti sovrani onor ti danno
e di segni ti adorna il cielo stesso,
tu resti semplice, umile, innocente, d’orgoglio immune.

La carità, unica fiamma accesa
nel tuo gran cuore, alle regioni eteree
ti solleva, lasciando le bassure di questa terra.

Tutto pieno di Dio, a quel torrente
di luce ti disseti e squarci il buio
del futuro, e gli ascosi, alti misteri del cuor riveli.

Al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo
che con egual splendore, egual potenza
reggon la terra, i cieli e l’altro abisso, sia gloria eterna.
Amen.

IV – L’INSEGNAMENTO DEL FONDATORE
Lettura dalle nostre regole
Dalla seconda regola (V, 34):
Qualora … i correttori facessero qualcosa contro questa regola, a ciascun professo sarà lecito ammonirli benignamente e caritatevolmente.
Dal correttorio (IV, 30): Come si deve celebrare il Capitolo. (…) E poiché è giusto e ragionevole che ciascuno sieda e prenda la parola secondo la propria precedenza, condizione e grado, così ordinatamente i singoli professi in quest’Ordine esporranno in coscienza il loro parere su gli affari prospettati.
Dal Correttorio (IX, 72): I Correttori conducano gli affari con consiglio dei Seniori e del Capitolo: Tuttavia non si ometta il consiglio del Capitolo dove e quando sarà necessario richiederlo, come esplicitamente indicato nella Regola di quest’Ordine e nel presente Correttorio. I Seniori, poi, diano a ciascun Correttore l’appoggio e l’aiuto necessario perché siano fedelmente osservati la Regola, i quattro voti di quest’Ordine e il presente Correttorio, ammonendo eventualmente anche lui.

Lettura dai testi del nostro S. Patrono
Dalla Filotea di S. Francesco di Sales
Meglio imparare a vivere senza collera, che volersi servire con moderazione e saggezza della collera, e quando, a causa della nostra imperfezione e debolezza, ci coglie di sorpresa, è meglio respingerla immediatamente che voler entrare in trattativa con essa. E sai perché? Per poco che tu le conceda, diventa subito padrona della piazza e fa come il serpente che, dove riesce a far passare la testa, fa passare tutto il corpo. Ma come faccio a respingerla? Dirai. Semplicissimo, ti rispondo. Al primo allarme raccogli tutte le tue forze, non con precipitazione e violenza, ma con dolcezza, tuttavia con serio impegno. Hai notato quello che accade nelle sedute di molti senati e parlamenti? Gli uscieri che gridano: zitti là o zitti qui, fanno più confusione di quelli che vorrebbero far tacere. Allo stesso modo, può capitarci che quando con forza vogliamo reprimere la collera, provochiamo più agitazione nel nostro cuore di quanta non ne avrebbe causata la collera; il cuore così agitato non riesce più ad essere padrone di se stesso.

Esortazione del P. Assistente

Preghiera comune
C.: Fiduciosi nel Signore, che è presente in mezzo a noi a pregare in noi e con noi, eleviamo la nostra preghiera al Dio dell’amore.
T.: Dacci Signore di partecipare al mistero della comunione trinitaria.

L.: Aiuta la tua Chiesa a risplendere sempre come esempio di comunione;
T.: perché gli uomini trovino in essa una guida sicura per una convivenza pacifica.
L.: Illumina i reggitori dei popoli perché promuovano fra le nazioni una politica di pace;
T.: perché privi di minacce, di violenze e di guerre, non manchi agli uomini la gioia della vita.
L.: Fa della nostra famiglia religiosa un segno eloquente di vita evangelica;
T.: perché quanti ne accettano l’ideale trovino in essa la realizzazione piena dei loro propositi.
L.: La vita della nostra comunità sia sempre ispirata alla legge della carità;
T.: perché attraverso la testimonianza di una serena convivenza fraterna nuovi giovani possano rispondere all’appello di Cristo per il regno.
L.: Perdona i nostri peccati contro la carità, che hanno attentato alla nostra comunione;
T.: ravviva con la tua grazia i nostri propositi di riconciliazione e di perdono.
L.: Fa che nell’impegno e nella generosità di ciascuno, la comunità trovi un equilibrio di concordia e di pace;
T.: e possiamo tutti sperimentare la gioia di un servizio reso leggero dalla condivisione.

C.: Mostraci o Dio la tua misericordia che salva ; liberaci dalle nostre colpe e per l’umile omaggio, che nella nostra penitenza quaresimale a te facciamo, soccorri benigno con la tua grazia quanti sono stati oggetto del nostro peccato. Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.

V – ABBRACCIO DI PACE
C.: Il gesto di pace che ora ci scambieremo sia il segno della futura pace (Corr.. IV, 26).
Tutti si scambiano il segno della pace
C.: Riconciliati tra noi, rivolgiamoci a Dio nostro Padre, fondamento della nostra comunione.
T.: Padre nostro…
C.: O Signore, il mistero della tua morte operi in noi, figli di un solo riscatto, unità armonia e pace; e per l’umiliazione del mistero della tua incarnazione, concedici che il vincolo di carità, che per tua grazia si è rinsaldato fra noi, per la tua misericordia mai venga meno. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T.: Amen.

VI – CONGEDO E BENEDIZIONE
C.: Siamo un corpo solo noi tutti che partecipiamo di un solo pane (1 Cor 10, 17).
T.: Il Dio dell’amore e della pace sarà sempre con noi (2 Cor 13, 11).
C.: Ci custodisca il Signore nella pace.
T.: Amen.
C.: Insieme con il suo divin Figlio.
T.: Ci protegga la Vergine Maria.

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