n° 13/ del 17 novembre 2003

n° 13/ del 17 novembre 2003

di Teresa Paonessa

14 luglio 2003 / cinque giorni a Roccadimezzo
UNA SETTIMANA DI SILENZIO INTORNO A NOI
Per il nono anno consecutivo il Consiglio Nazionale del T.O.M. organizza gli Esercizi Spirituali

Vorrei raccontare la stupenda esperienza vissuta quest’estate a Roccadimezzo, sede stabilita dal consiglio nazionale per gli esercizi spirituali. Da ben 9 anni vengono organizzati a livello nazionale gli esercizi spirituali ai quali per svariati motivi non avevo potuto partecipare, e se devo essere sincera non immaginavo come si svolgevano anche se ero a conoscenza che sia i vari gruppi ecclesiali, che i sacerdoti, e i religiosi ogni anno organizzano tali esercizi. Quest’anno quando è arrivato il programma, mi sono detta devo andarci. Insieme a me si sono aggregate tre consorelle e il 14 luglio siamo partiti in macchina dalla nostra Lamezia Terme (Sambiase) alla volta di questo paesino sconosciuto quasi nel cuore dell’Italia in Abruzzo con dentro una gran curiosità, la voglia di rivedere alcune consorelle e l’entusiasmo di conoscerne altre, ma più di tutto con il desiderio di fare un po’ di silenzio intorno a noi, riuscire a rivedere la nostra vita e trovare la forza di affrontare i mille problemi quotidiani. Arrivati dopo il primo pomeriggio svoltosi tra i saluti e la programmazione, la sera ci siamo ritrovati nella cappella, che si trovava appena all’entrata dell’albergo e appena vi sono entrata ho avuto una sensazione di pace, di abbandono e mi sono sentita estraniata da tutto. Le opportunità di preghiera che ho avuto in quei giorni non, li avevo mai avuto, e credo che solo in occasioni simili si riescono ad avere. Quando parlo di preghiera intendo il rapporto che si riesce ad avere con Dio non solo quindi alla recita di orazioni o altro. Cinque giorni quindi di contatto diretto con il Padre sentendo più che mai la vicinanza della Madonna che di San Francesco. Ho avuto in quei giorni la sensazione di partecipare alla SS. Eucaristia in un modo totalmente diverso, lo scorrere della giornata intercalando la recita di tutta la Liturgia Delle ore, riuscire a partecipare a tre messe durante la giornata, l’opportunità di adorare Gesù Eucaristia liberamente in qualsiasi momento, ma l’apice si è raggiunto il venerdì quando siamo stati invitati a fare la giornata di deserto. Quanto bisogno avevo di una giornata di silenzio con il mondo, di distacco da tutto e da tutti cercando un contatto più intimo con il Padre, posso dire che in quel giorno non mi è mancato niente mi sono sentita riempita della parola di Dio che Padre FRANCO ci aveva proposto.Oltre alle esperienze spirituali che come ho detto prima non avevo mai avuto, anche se sono stata Pellegrina in vari santuari importanti dal punto di vista della fede quali Fatima, Lourdes, Santiago de Compostela ecc., quello che mi rimane di quei giorni è l’essere riuscita a sentirmi parte viva della famiglia del T.O.M. Ho instaurato un contatto particolare con le consorelle e i confratelli, contatto che mi sono portata a casa e mi capita , di sentire la loro mancanza specie con chi non fa parte della mia Fraternità e quando ho questi momenti di nostalgia corro al telefono. A dire il vero ogni tanto, quando pensavo alla mia famiglia, mi dicevo avrò fatto bene a lasciare tutti? La risposta mi è stata data dal Padre che ci ha accompagnato: “se al tuo ritorno ti accorgerai che la tua famiglia ha risentito della tua mancanza vuol dire che non dovevi venire, altrimenti non farti scrupoli” (considerando che ho lasciato tre figli di cui una di appena due anni oltre al marito). A dire il vero al ritorno tutto era andato nella normalità delle cose. Quando sono rientrata per un bel periodo ho avuto una pace dentro di me, una calma, una serenità che mi meravigliavo di me stessa, riuscivo a sopportare tutto e tutti. La cosa mi è durata per un tre mesi, quindi ho dedotto che gli esercizi una sola volta in un anno sono pochi, visto la frenetica vita che oramai tutti conduciamo.Mi auguro che ogni hanno il Signore mi dia la possibilità di fare quest’esperienza e l’augurio che mi sento di fare a chi leggerà questo mio scritto di sentire il bisogno di fare queste esperienze forti. Perché si è ripagati di tutto.