n° 25/ del 20 marzo 2004

n° 25/ del 20 marzo 2004

20 marzo 2004/ Inaugurazione dell’Associazione Giuristi Cattolici Italiani – Sez. di Lamezia a Basilio Sposato.
Relazione della Rappresentante del T.O.M. Maria Zaffina

Porgo intanto il mio più cordiale saluto a tutti i presenti e mi faccio portatrice di quello del Presidente della Fraternità del Terz’Ordine dei Minimi di Sambiase, Domenico Famularo, indeclinabilmente impossibilitato a partecipare.

Quello che cercherò di fare, è tratteggiare il profilo “minimo” di Basilio Sposato, giurista di indiscutibile valore e persona di alta caratura morale, assumendo a mò di riferimento una relazione da lui medesimo stilata in occasione del 25° di Fondazione del Terz’Ordine dei Minimi in Sambiase: IL TERZIARIO NELLA VITA MODERNA.

I suoi scritti sono, soprattutto per chi, come me, non lo ha conosciuto, un vero e proprio testamento spirituale che evidenzia la figura di Basilio Sposato come uomo che ha riversato tutta la sua vita e ogni sua azione nella fede in Dio senza scindere l’uomo dal filosofo, dal giurista, dal magistrato, dal terziario minimo, divenendo così, in un abito di umiltà, esempio di silenziosa e fervida consacrazione al dovere.

Nella relazione di cui sopra, emerge come il problema della UNITA’ DELLA FAMIGLIA sia per Basilio Sposato un tema che lo accompagnerà in tutta la sua carriera di Giurista Cattolico.

Leggo dalla stessa: ” IL DIVORZIO E ANCHE LA SEPARAZIONE SONO IL RISULTATO PIU’ GRAVE DI UN FENOMENO PIU’ GENERALE E PROFONDO: L’AFFIEVOLIMENTO DEL SENSO DELL’UNITA’ ETICA DELLA FAMIGLIA…”

E ancora: “GUAI SE GLI UOMINI DOVESSERO PERDERE CIO’ CHE DI ETICO, ANZI DI SACRO C’E’ NELLA FAMIGLIA: NELLA FAMIGLIA, PICCOLA CHIESA”.

Da alcune testimonianze raccolte, sappiamo che Basilio Sposato, quando aveva un caso di divorzio sulla sua scrivania, cercava in tutti i modi di mettere d’accordo le parti in causa, facendole dialogare, per salvare quella sacralità della famiglia in cui credeva vivamente, conscio che: “STRAPPARE L’UOMO A QUELL’AMBIENTE DI SOFFUSO AMORE, SIGNIFICA CREARGLI IL VUOTO NEL CUORE, L’INFINITA TRISTEZZA CHE LO SOSPINGE SULLA CHINA DELLA DISPERAZIONE”.

È LUCIDA L’ANALISI CHE Basilio Sposato fa degli anni in cui vive e opera, ma, segnalandone gli aspetti negativi, ha voluto soltanto indicare le sfere d’azione in cui maggiormente la “CHARITAS CHRISTI URGET NOS”.

Riporto nuovamente le sue parole: “SE IL MONDO DOVESSE SEMPRE ANDARE DI MALE IN PEGGIO, LA NOSTRA AZIONE SAREBBE PERFETTAMENTE INUTILE E DOVREMMO INCROCIARE LE BRACCIA NELLA PASSIVITA’ E NELL’INERZIA. MA NON E’ COSI’. LA DIVINA MENTE E IL DIVINO VOLERE DIRIGONO E GOVERNANO IL CORSO DELLA STORIA E SEMPRE LO VOLGONO AL BENE, DI GUISA CHE LA PERENNE LOTTA TRA IL BENE E IL MALE HA LUOGO SEMPRE AD UN LIVELLO PIU’ ALTO E CIASCUNA EPOCA NON RIPETE PIU’ I PROBLEMI DELLE EPOCHE ANTERIORI E MENO PROGREDITE”.

Ciò che colpiva di Basilio Sposato era l’importanza che egli dava alla testimonianza cristiana in tutte le manifestazioni della propria vita: “OGNI CREDENTE – scriveva – LO DICE IL VANGELO, E’ UN APOSTOLO, UN MESSAGGERO DI LUCE, LUCE DELLA TERRA E SALE DEL MONDO…MA COME POSSIAMO SPERARE DI SVOLGERE UN PROFICUO APOSTOLATO SE NOI STESSI SIAMO DEL TUTTO DIGIUNI DI SCIENZA RELIGIOSA?”, sottolineano, quindi, la sterilità di una testimonianza non accompagnata dalla dovuta formazione.

Era ottimista Basilio Sposato e profondamente convinto che “GESU’ SIA SEMPRE VICINO A CIASCUNO DI NOI, ANCHE QUANDO NON LO PENSIAMO AFFATTO, ANCHE QUANDO L’OFFENDIAMO COI NOSTRI PECCATI”.

Questo fiducioso abbandono in Dio gli faceva affermare che “OGNUNO DI NOI PUO’ FARE QUALCOSA IN VISTA DELLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI PIU’ URGENTI DEL NOSTRO TEMPO, PERCHE’ SE E’ VERO CHE NON BASTA UNA GOCCIA D’ACQUA PER FARE LA PIENA, E’ ALTRETTANTO VERO CHE LA PIENA NON E’ FATTA CHE DA GOCCE D’ACQUA. IL CONTRIBUTO DELLA NOSTRA AZIONE, PER QUANTO PICCOLO, NON E’ TUTTAVIA MAI VANO”.

La sua fede trova ampio alimento nella pratica del Santo Rosario e nel fervente accostamento alla Santa Comunione. Nella relazione del 1965 scriveva che: “IL TERZIARIO CHE VOGLIA VIVERE SECONDO GLI INSEGNAMENTI DEL NOSTRO SANTO FONDATORE SAN FRANCESCO DI PAOLA, DEVE AVERE MOLTO A CUORE, INSIEME CON LA PIU’ INTENSA VITA EUCARISTICA, LA DEVOZIONE MARIANA, RACCOMANDATA CON TANTA INSISTENZA DALLA REGOLA…MARIA E’ TUTTO PER NOI, PERCHE’ E’ LA MADRE NOSTRA”.

Secondo un aneddoto narratoci, durante la sua attività di magistrato, quando gli si proponevano dei processi con una sentenza dubbia e difficile da proclamare, la mattina prima recitava il Santo Rosario e ascoltava la Santa Messa; subito dopo raggiungeva il Palazzo di Giustizia.

Era infatti convinto che. “I TERZIARI DI SAN FRANCESCO DI PAOLA AVESSERO IN LUI UN GRANDE MODELLO E NELLA SUA REGOLA UNA GUIDA PROFONDAMENTE ISPIRATA AL PRIMO E PIU’ UNIVERSALE DEI PRINCIPI PRATICI, ALLA CHARITAS, CHE OGNI LEGGE E OGNI MANIFESTAZIONE DI VITA REGOLA E COMPRENDE: DUNQUE LA CARITA’ E’ PIENEZZA DELLA LEGGE”.

Animato da queste convinzioni e da questi sentimenti, proseguì nella sua carriera onorifica, meritando le cariche più alte, finchè il 19 settembre del 1980 IDDIO LO CHIAMO’ AL COSPETTO DEL SUO TRIBUNALE, per usare un’espressione che soleva ripetere, riferendosi al giorno in cui sarebbe ritornato alla casa del Padre.

E io non trovo modo migliore di concludere, se non riportando ancora una sua riflessione spirituale, per cui: “ESSERE TESTIMONE MINIMO SIGNIFICA VIVERE OGNI COSA CHE FACCIAMO CON CARITA’ E PER CARITA’, DALLA FAMIGLIA ALL’IMPEGNO CIVICO E POLITICO; DALLO STUDIO AL LAVORO; ALL’ASTINENZA, AL DIGIUNO, ALLA PREGHIERA, ALLA CASTITA’; ALLA PRATICA DELL’ UMILTA’ PER PORTARE NELL’INQUIETA REALTA’ CHE CI CIRCONDA: GIUSTIZIA, VERITA’ E PACE”.

Ringrazio per l’attenzione prestatami e auguro buon proseguimento.