n° 5/ del 14 ottobre 2003

n° 5/ del 14 ottobre 2003

di Maria Zaffina

Incontro formativo del 13 ottobre 2003 sul tema “Dalla Liturgia alla Vita”.
Io non mi vergogno del Vangelo: LA GIORNATA

Il Consiglio Nazionale, per quest’anno, ha proposto di meditare sul tema del collegamento fra Liturgia e vita, in altre parole come mettere in pratica il Vangelo nella vita di tutti i giorni. La Delegata alla formazione ha presentato il sussidio che ci accompagnerà nella nostra riflessione. Si tratta del libro “Io non mi vergogno del Vangelo” (frase tratta dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani) del giornalista laico Luigi Accattoli.Il libro si snoda attraverso dieci provocazioni per la vita quotidiana del cristiano comune, che invitano ad organizzare la vita quotidiana in modo tale che “si veda” la nostra fede cristiana, la libertà di presentarsi come cristiani senza che ciò costituisca motivo di rigetto.

Nella riunione di oggi ci siamo soffermati a considerare l’aspetto della GIORNATA.

Dare infatti un orientamento cristiano alle proprie giornate è la cosa più difficile, ma al contempo, più urgente per la vita del cristiano. Orientare una singola giornata significa, infatti, in senso più profondo, orientare l’intera esistenza. Ogni giorno ci è dato come argilla all’artista. Per non sprecarlo occorre dare il giusto rilievo all’ATTESA che feconda il tempo che deve venire. Per orientare la giornata è innanzitutto necessario RENDERE GRAZIE per il tempo che ci viene donato e offrire il MASSIMO IMPEGNO e la MASSIMA DISPONIBILITA’ a viverla come se fosse l’ultima (“Non sapete quando sarà il momento”, San Matteo). La previsione della giornata è più importante dello stesso esame di coscienza che arriva ormai a cose già fatte, mentre la previsione della giornata aiuta la preghiera a farsi spazio in essa e a fare di ogni giorno un’avventura cristiana. La previsione della giornata deve essere soprattutto attenta ai rapporti e incontri da uomo a uomo in cui si realizza quella missione che abbiamo assunto col Battesimo. Il cristiano vive nella fiducia e nella speranza del Signore ed è dunque predisposto al miracolo perché il Signore è in grado di rimescolare le carte di un destino che può sembrarci già scritto. Per organizzare al meglio le nostre giornate è molto importante che “non tramonti il sole sulle nostre ire” a testimonianza di come sia indispensabile riappacificarsi con i propri fratelli per vivere nella grazia di Dio. Il nostro stesso San Francesco amava ripetere che “la vita è breve e il resto altro non è che fumo che presto svanisce”. Piuttosto che stare a rimuginare sulle nostre inimicizie e dissapori, è invece più salutare impiegare il tempo per ciò che conta davvero: la pace interiore, la preghiera, gli spazi d’anima nella vita di coppia. Il tempo dell’uomo è elastico; non è vero che non c’è tempo libero nei nostri giorni. La giornata del cristiano non ha tempi morti; anche una frase del Vangelo può riempirla. Una volta poi realizzato che il tempo è a nostra disposizione, bisogna fare delle scelte per non sprecarlo, utilizzando anche le soste, le file, gli spazi d’anticamera per una benefica preghiera.”Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo la sapienza del cuore” (dal Salmo 90).Sono state poi proposte alla nostra attenzione due domande:

1) Sai godere e profittare della libertà d’essere terziario? Se sì, come?

2) Vivi ogni giorno come se fosse dono di Dio, anche pensando che potrebbe essere l’ultimo?

Alla prima domanda, quasi all’unanimità, è stato risposto che non è affatto un problema dichiarare la propria fede e anzi, impiegare ogni momento utile per coltivarla, anche se si è in presenza di persone estranee alla Fraternità o sul posto di lavoro.

Perplessità ha suscitato il secondo quesito, a cui è stato obiettato che la consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo della propria vita, varia a seconda delle fasce d’età, per cui, tra i più giovani si preferisce vivere come se “ogni giorno fosse il primo”, cercando di instaurare buoni rapporti e di mantenerli nel tempo. E’ proprio delle persone più adulte invece, riflettere sul tempo che passa per cui è meglio sfruttare ogni occasione per cancellare dissapori e risolvere eventuali contrasti.

Infine il Correttore, in conclusione della riunione, ha posto all’assemblea una ulteriore domanda lasciando a ciascuno la la possibilità di meditarci:

C’è la libertà,come Fraternità, di testimoniare verso il mondo esterno l’ essere cristiani e terziari minimi?