Formazione 2008-2009

Incontro del 9 febbraio

Iniziamo l’incontro con la recita comunitaria dei Vespri. Prende la parola la delegata alla formazione Rita Vincenti la quale ci comunica che la Fraternità di Sambiase insieme a tutte le altre Fraternità è chiamata, in preparazione al Congresso Nazionale del Terz’ordine dei Minimi, ad effettuare una verifica del percorso formativo e spirituale della Fraternità stessa e dei singoli terziari. Spiega che per fare questo, ci viene offerta una pista da seguire divisa in due parti: la prima di analisi dell’esistente e la seconda di riflessione progettuale.
Insieme cerchiamo di dare una risposta alle domande che ci vengono proposte

Prima Fase
• Dalla devozione alla vocazione: è solo un gioco di Parole?
• Come si svolge la Formazione nella Fraternità?
• In quale modo viene curata la crescita spirituale dei terziari?
• Quali momenti si ritengono più qualificanti nel percorso di approfondimento del carisma? Individuare le esperienze già compiute provare a pensare a cosa può proporsi.

Seconda Fase
• Riflettere sui due capisaldi della nostra identità: Laicità e carisma Penitenziale.

Raccolte le riflessioni di ognuno, Rita Vincenti stila la seguente relazione che sarà consegnata alla Presidente Provinciale la quale, raccolte le relazioni delle altre fraternità della provincia, dovrà preparare un breve contributo da offrire al Congresso Nazionale:
Dalla devozione alla vocazione
Per la nostra Fraternità è stato in questi anni un cammino che ci ha portato a capire e meglio interpretare il ruolo dei terziari nel mondo. Da quando ci sono state consegnate le Costituzioni (1991) esse sono state oggetto di uno studio continuo ed approfondito che ci ha permesso, prima a livello di consiglio poi in tutte le fraternità, ma soprattutto per noi terziari, di fare questo grande passaggio fino a capire che entrare nel TOM non è solo amare S. Francesco ma (v, n. 5 costituzioni) “desiderare vivere con maggior impegno il Vangelo, nel proprio stato di vita, seguendo la spiritualità di San Francesco di Paola. Ancora oggi la maggior parte delle persone chiede di entrare nel TOM perché mossa dalla devozione verso S. Francesco ma ci sono anche persone spinte dal buon esempio di vita cristiana di alcuni di noi, altri che desiderano fare un cammino di conoscenza della Sacra Scrittura e vedono nel TOM questa possibilità e così via. Nel cammino formativo la dimensione vocazionale ha un posto prevalente negli aspiranti e nei novizi ma, in questi ultimi anni, anche negli incontri di fraternità si è data grande rilevanza a concretizzare la chiamata a vivere la spiritualità di San Francesco.
Formazione
Gli incontri di formazione che 20 anni fa erano uno al mese ed erano gestiti dal padre Assistente gradualmente, sono diventati settimanali e il Consiglio provvede alla loro articolazione tenendo presenti sia le necessità della Fraternità sia i programmi proposti dal Consiglio Nazionale.Inoltre essi sono gestiti per la maggior parte dei terziari stessi che, di loro iniziativa o spronati dal Consiglio, riescono così a dare il loro contributo alla crescita della fraternità ed alla crescita personale. II Padre Assistente, è presente alla formazione, attualmente tiene il terzo incontro del mese, questo permette alla Fraternità di camminare più speditamente nella certezza di compiere un percorso aderente alla spiritualità penitenziale di cui appunto il Padre Assistente è garante. Le iniziative formative a livello provinciale sono state fondamentali per gli animatori nella nostra fraternità perché ne hanno permesso sia la crescita culturale che spirituale.

SPIRITUALITA’
Di difficile verifica è la crescita spirituale di una fraternità perché ogni terziario ha tempi e modi diversi di crescere spiritualmente. La fraternità può solo offrire iniziative per favorire la crescita spirituale di ognuno. Gli incontri di formazione sono la prima delle occasioni offerte, poi ci sono i tredici venerdì, gli incontri davanti a Gesù Eucarestia nella Adorazione settimanale, gli incontri nei momenti forti, Avvento e Quaresima, offerti dal Consiglio provinciale. Per quanto riguarda la preghiera quotidiana, i terziari, singolarmente e comunitariamente, hanno imparato a pregare l’Ufficio Divino soprattutto nelle Lodi e nel Vespro e sono tanti i terziari capaci di organizzare comunitariamente la recita. Del resto sono ormai diversi anni che l’incontro di formazione è preceduto dalla recita del Vespro.
LAICITA’ E CARISMA PENITENZIALE
Tutti gli incontri sia locali che provinciali vertono sull’intensità e sul carisma ma la crescita della comunione e della carità nella fraternità è l’obbiettivo primario da raggiungere. Valutare quanto le varie iniziative abbiano contribuito in questi anni a far maturare e crescere l’umiltà, la disponibilità verso l’altro, l’accoglienza, la capacità di vedere nell’altro il volto di Dio e così via, è molto difficile. L’inserimento di molti terziari nelle attività della parrocchia rende visibile la “carità operosa” che è la concretizzazione del carisma penitenziale tra noi laici. Ancora c’è molto da lavorare perché lo spirito penitenziale possa realmente essere accolto e praticato così da trasformare la nostra comunità in una vera famiglia cristiana.
PROPOSTE
Al momento non è stata elaborata alcuna nuova proposta.

Termina l’incontro con la preghiera comunitaria

di Maria Piera Liparota

Incontro del 2 febbraio

Si inizia con la recita comunitaria dei Vespri, prende poi la parola la consorella Tilde Gaetano che, nel corso dell’anno approfondirà la Regola del terz’Ordine dei Minimi. Ci ricorda che nel primo incontro dedicato alla Regola abbiamo approfondito il Cap I nel quale il Terziario minimo è invitato ad amare Dio con tutto il Cuore, con tutte le forze sopra ogni cosa, ad osservare i comandamenti ad a fissare l’animo in Cristo per attingere forza e coraggio.
In questa serata, la consorella, si approfondisce il Capitolo II della Regola presentando e commentando la relazione che si riporta integralmente:

….Il II Cap. parla tutto della preghiera “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia,.” Da questa citazione evangelica Mt. 6,33 appare chiara l’esortazione a privilegiare l’ottica di fede nei confronti di tutti i problemi e di tutte le difficoltà.
Il primato di Dio quindi si esprime in modo privilegiato attraverso la preghiera della quale viene indicata una vera e propria metodologia. Prima di tutto la preghiera del TOM deve essere fatta secondo la spiritualità minima implica la conversione del cuore ed il cambiamento di vita e di mentalità.

Leggiamo insieme la Regola Capitolo II ……..

Soffermiamoci a quanto ci indica la Regola quanto, come e quali preghiere deve innalzare a Dio il Terziario Minimo. Da sempre l’uomo ha sentito l’esigenza di chiedere aiuto e protezione a “qualcuno”. Gli uomini primitivi identificavano i fenomeni naturali con le divinità. L’atto di pregare è quindi innato nell’uomo. Ma che cosa significa “Preghiera” = Manifestazione fondamentale della vita religiosa consistente nel rivolgersi a Dio con la parola e con la mente per chiedere con umiltà e sottomissione, per ringraziare e per glorificare, Per il cristiano la preghiera è una esigenza dell’animo verso Dio, è una continua ricerca del piano di Dio per realizzarlo. La preghiera accompagna tutta la storia della salvezza, anche Gesù nei momenti importanti della sua vita terrena invoca l’aiuto del Padre rivolgendosi a Lui teneramente e ai discepoli che chiedevano “Insegnaci a pregare, Gesù li educa a recitare con amore purificato, con una fede viva ,con un’audacia filiale la preghiera perfetta, il Padre Nostro. Una preghiera intensa aprendo il cuore all’amore di Dio lo apre anche all’amore dei fratelli. I cristiani non si possono accontentare di una preghiera superficiale. Occorre quindi educarsi puntando ad una preghiera più qualificata e qualificante. Dobbiamo educarci a pregare per non correre il rischio di veder affievolire la nostra fede, per non cadere nell’abitudine; la nostra fede deve essere forte e testimoniata soprattutto di fronte alle prove che la vita ci impone ( Magistero Nuovo Millennio Ineunte).
La nostra preghiera di Terziari Minimi inoltre si deve inserire nel contesto della spiritualità penitenziale dell’Ordine dei Minimi dobbiamo quindi parlare di una preghiera fatta con il cuore penitente perché la preghiera stessa è inseparabile da una vita virtuosa. Questo rapporto tra preghiera e penitenza sono come due pilastri nella spiritualità quaresimale dei minimi. San Francesco dà alla preghiera una definizione inserita molto bene nel contesto della sua proposta di spiritualità “Come un fedele messaggero compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne”. La preghiera paragonata ad un messaggero indica il cammino ascensionale del penitente. Solo la preghiera ci consente di raggiungere Dio e sperimentare la presenza e la dolcezza della sua comunione.
Le forme di preghiera: La preghiera liturgica (liturgia delle ore) occupa gran parte della giornata. Nella regola vengono indicati alcuni modi su come la recita debba essere fatta con riverenza, devotamente, con esultanza. La spiritualità penitenziale minima spinge ad una preghiera assidua. Queste preghiere vanno fatte sempre con impegno , con le lacrime e con il cuore pentito. L’orazione è la preghiera mentale. Santa Teresa definisce l’orazione come un intimo rapporto di amicizia nel quale ci si intrattiene spesso da solo a solo con quel Dio da cui si sa di essere amati- La preghiera pura – San Francesco nella regola parla di preghiera pura ed assidua. Secondo il Leclercq queste sono tra le qualità che si attribuiscono tradizionalmente alla preghiera contemplativa: pura, breve e frequente laddove l’aggettivo pura è quello che meglio di ogni altro esprime l’ideale di una preghiera fatta con il cuore penitente. “Pura” è anche la preghiera con il cuore sgombro dalle preoccupazioni mondane che scaturiscono da una affettività orientata verso le persone, i beni di questo mondo o verso le proprie ambizioni personali. San Bernando diceva “pura è la preghiera quando, mentre salmodiate a niente altro pensate che a salmodiare”. Per giungere ad una preghiera pura è necessario soddisfare alcune condizioni che consentono il raggiungimento di un equilibrio interiore:
1)Libertà – La preghiera è resa possibile da un cuore libero da ogni impedimento esterno o interno che possa ostacolare o impedire l’elevazione a Dio.
2) La povertà di spirito – E’ la liberazione dalle preoccupazioni temporali e dall’affanno di questa vita che passa ed è cammino spedito verso Dio. “siate pellegrini e forestieri in questo mondo al servizio del Signore”
3) Il digiuno – Insieme all’astinenza dalle carni, il digiuno è il mezzo privilegiato per conseguire la libertà di tendere a Dio e di poter realizzare una preghiera pura. Digiuno e astinenza ci aiutano a riconoscere il primato di Dio su tutto.
4) Il silenzio – E’ una condizione ovvia per giungere ad una preghiera pura. Chi si accinge a pregare sa che non può fare a meno di ritirarsi, come Gesù, in un luogo solitario, di chiudersi nella solitudine perché il Signore parla al cuore e l’uomo riesce ad ascoltarlo solo quando le altre voci tacciono.
5) Il perdono – E’ una degli aspetti del silenzio richiesto per consentire una preghiera pura. San Francesco evidenzia i danni che si arrecano alla preghiera per l’odio e l’inimicizia che sono chiamati verme della mente, distrazione della preghiera, inoltre, deve essere assidua. Questa è un’altra condizione di chi prega con cuore penitente San Francesco dice “la pura e assidua orazione dei giusti è una grande forza”. Con il termine assidua si fa una distinzione fra l’atto di preghiera che è normalmente breve e lo stato di preghiera che può e deve essere continuo . Di San Francesco si diceva : “O pregava o dava di sé l’immagine dell’orante. Condizione necessaria dell’assiduità è la taciturnitas interiore.
Come pregare con cuore penitente :
Impegno – nelle orazioni che scaturisce dalla scelta penitenziale.
Capacità di penetrare nel profondo i contenuti della preghiera
Umiltà – Il primo passo del penitente è quello di avvertire il bisogno della conversione – humilitas- taciturnitas-caritas.
La contrizione o compunzione (dolore dei peccati connessi.
Dall’umiltà scaturisce la preghiera fatta con cuore contrito.
La speranza – La certezza della misericordia di Dio fa si che la preghiera del penitente sia una preghiera alimentata dalla speranza- “Come un fedele ambasciatore giunge là dove non può arrivare la carne” Questa espressione è un inno alla speranza ” A chi ama Dio tutto è possibile” .Quanto più grande è la fede tanto più intensa è la speranza.
La gioia -Aperta alla speranza nella certezza di conseguire ciò che si richiede, la preghiera del penitente sfocia nella gioia che è unita all’amore con il quale si deve pregare.
La carità è il vertice della perfezione cristiana e religiosa. Il cristiano, ma di più il minimo, deve tendere alla carità come l’ideale più alto. San Francesco ci invita a pregare con affetto collegando la carità alla gioia.
La solennità della preghiera un’altra prerogativa da non trascurare è quella della preghiera fatta con riverenza interiore ed esteriore manifestata con la compostezza del corpo.
Tilde Gaetano

L’argomento appassiona tutti e molti sono gli interventi:
Vincenti R. – ricorda quanto sono belle le giaculatorie che i nostri genitori recitavano ripetutamente durante la giornata: “Signore mio aiutami. Signore ti ringrazio, Signore Perdonami…” , sono la forma più bella della nostra preghiera che in ogni momento della nostra giornata ci uniscono a Dio.
Calidonna G. – dice che ognuno di noi ha un rapporto particolare, intimo con Dio, il Terziario Minimo in particolare, unito nella preghiera deve abituarsi a chiamare fratello e sorella l’altro, in modo da sentire più forte l’appartenenza alla stessa famiglia.

Con la preghiera di ringraziamento termina l’incontro.

Maria Piera Liparota

Incontro del 26 gennaio

La Fraternità si riunisce in Chiesa per la preghiera comunitaria.
Breve introduzione di Padre Marco il quale ricorda che inizialmente l’incontro di preghiera mensile era stato programmato dai terziari, successivamente si è pensato di allargarlo a tutti i gruppi parrocchiali: TOM – Ministri Straordinari, Gruppo Caritas- Giovani, affinché nella preghiera e con la preghiera la Comunità Parrocchiale diventi Fraternità.
La preghiera è divisa in due momenti forti la prima parte ci invita alla contemplazione e alla meditazione ; la seconda parte ci chiede l’impegno nel nostro cammino personale.
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Amen

Canto
SCUSA SIGNORE
Scusa Signore se bussiamo alla porta
del tuo cuore siamo noi.
Scusa Signore sa chiediamo mendicanti
dell’amore un ristoro da te.
Così la foglia quando è stanca cade giù
ma poi la terra ha una vita sempre in più
Così la gente quando è stanca vuole te
e tu Signore hai una vita sempre in più
sempre in più.
Scusa Signore se entriamo nella reggia
della luce siamo noi.
Scusa Signore se sediamo alla mensa
del tuo corpo per saziarci di te.
Scusa Signore quando usciamo dalla strada
del tuo amore siamo noi
Scusa Signore se ci vedi solo all’ora
del perdono ritornare da te.

Guida
Tutti voi, Correttori e Correttrici di questa Congregazione, farete di tutto per comporre ogni sorta di liti che potessero sorgere tra i fratelli e tra le sorelle, e li condurrete amorevolmente alla vera concordia e alla pace. Avrete poi amore scambievole tra tutti e non temerete di chiamarvi tra voi fratelli e sorelle. Nelle vostre tribolazioni, avversità e infermità visitatevi scambievolmente e confortatevi nel Signore.
Carissimi, queste sono le cose che vi esortiamo ad osservare quali mezzi di salvezza e che conducono per il retto sentiero alla vita eterna. (Reg. Terz’Ordine)

1. Contemplare

Dalla Prima Lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi
1Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: 3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.4Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza. 6La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, 7che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo: 9fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Adorazione silenziosa a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Alli Nobili e Nostri Procuratori della Comunità di Spezzano

…Noi e tutti li nostri frati, dall’altra parte, benché siamo indegni, sempre pregheremo l’eterno Dio, e il suo figliuolo Gesù Cristo, e la gloriosissima Vergine Madre Maria, che vi aiutino e indirizzino alla salute delle anime vostre, perché avete da morire, e questa vita è breve, e non è altro che un’ombra che presto presto passa. Ricordatevi della Passione del Nostro Salvatore, e pensate quanto fu infinito quell’amore, che è disceso in terra, per salvarci, ricevette tanti affanni, e patì fame, freddo, sete, e caldo, e tutte le passioni, quante possono patire l’omini, non ricusando alcuna pena per nostro amore, pensando che Nostro Signore Gesù Cristo maggiori affanni e tribolazioni patì per noi. Vi prego ancora: Lasciate tutti gli odi, inimicizie, amate la pace, che è il migliore tesoro, che possano avere i popoli; e Nostro Signore Gesù Cristo non lasciò altro precetto agli Apostoli che la pace, amate per il bene comune, aiutate li poveri orfani, le vedove e i bambini; sappiate certo, che siamo appresso lo fine del mondo, e quello che patimo è per li nostri peccati, che sono grandi; e commuovono Dio ad ira e per quello correggetevi per l’avvenire e pentitevi del passato che Dio è misericordioso, e ci aspetta con le braccia aperte. Sappiate, che se ci nascondiamo al mondo, non ci possiamo nascondere a Dio. Fate una vera, e fedele confessione, la quale così osservando come veri Cristiani, avremo la benedizione, e saremo aiutati dall’Eterno Dio e dalla sua diletta, e Nostra Vergine Maria. Pregate Iddio che mitighi li grandi supplicii che riceverà la povera Italia. Altro non vi scrivo, eccetto che: “la pace sia con voi”, questo prego a voi nostri Procuratori, per carità annunciatelo a tutto il popolo, e specialmente al Venerabile Clero, come sopra è detto.

Lo vostro indegno oratore, frate Francesco di Paola

Adorazione silenziosa
che vi aiutino e indirizzino alla salute delle anime vostre…

Ricordatevi della Passione del Nostro Salvatore, e pensate quanto fu infinito quell’amore, che è disceso in terra, per salvarci

Vi prego ancora: Lasciate tutti gli odi, inimicizie, amate la pace, che è il migliore tesoro, che possano avere i popoli

correggetevi per l’avvenire e pentitevi del passato che Dio è misericordioso, e ci aspetta con le braccia aperte

Canto
Dov’è Carità e Amore, qui c’è Dio Ci ha riuniti tutti insieme Cristo, Amore:
godiamo esultanti nel Signore!
Temiamo ed amiamo il Dio vivente
e amiamoci tra noi con cuore sincero. Noi formiamo qui riuniti un solo corpo,
evitiamo di dividerci tra noi.
Via le lotte maligne, via le liti!
E regni in mezzo a noi Cristo Dio.

2. Vivere

Dalla Prima Lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi
1Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. 2E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione! 3Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione: 4nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, 5questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore. 6Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 8Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. 9Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. 10Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! 11Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. 12Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? 13Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!…
Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente senza autorità nella Chiesa? 5Lo dico per vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello?

Adorazione silenziosa
Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta?

8Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.

11Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme
Dalle Regole dell’Ordine dei Minimi
Anzitutto, fratelli carissimi, non dimenticate che bisogna conoscere e osservare con somma diligenza i comandamenti di Dio, affinché amando Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima e con tutte le forze, e il prossimo come se stessi, possiate conseguire il frutto della vita eterna.
(I Regola dei Frati, I)
Coloro che intraprendono tale vita e professano questa Regola, anzitutto si premureranno di apprendere e osservare fedelmente tutti i precetti morali del Decalogo, insieme a tutto ciò che concerne la loro salvezza, amando Dio sopra ogni cosa con tutto il cuore e con tutte le forze, e il prossimo come se stessi. Procurino, poi, di osservare prontamente i precetti generali della santa madre Chiesa… Quando infine, con la grazia del Signore, avranno fatto tutto ciò, si riconoscano servi inutili e si ricordino trepidando che invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte (III Regola dei Frati, III)

Vita dell’Anonimo
Le sue opere le faceva in segreto, di modo che difficilmente potevano essere avvertite, tranne da coloro i quali ben sapevano che egli operava queste cose. Austero con se stesso, era generoso e accondiscendente con gli altri; e in particolare, di specchiata prudenza in tutte le sue azioni…
Era benigno e servizievole con tutti, sia con i secolari che con gli stessi suoi religiosi. Non c’era persona che si recasse da lui per chiedere consigli o per qualche afflizione, senza che tornasse interamente confortato, lieto e soddisfatto per le risposte da lui ricevute. Gli infermi, come ben risulta da ciò che si è narrato, venivano guariti dalle sue preghiere. Con i suoi religiosi era terribile in volto come un leone e terribile nelle parole con le sue minacce. Affettuosamente paterno, invece, e tutto benigno con gli umili e i pentiti. E si mostrava terribile per conservare nel timore quelli che non erano venuti meno al loro dovere. Cercava di scusare i colpevoli allorché erano accusati dagli altri durante la loro assenza; e non usava punizioni troppo severe. Non parlava mai male di nessuno, anzi prendeva ad occhio e riprendeva severamente coloro che volentieri prestavano orecchie ai detrattori. Allontanava i maldicenti, scusando quelli dei quali sparlavano; provava invece un vero godimento nell’ascoltare coloro che parlavano bene degli altri…

Agiva con tanta prudenza, che nessuno riusciva a dargli alcun biasimo per alcuna cosa, quantunque avesse parecchi nemici e gente che cercava di ingannarlo!
Adorazione silenziosa

Coloro che intraprendono tale vita e professano questa Regola, anzitutto si premureranno di apprendere e osservare fedelmente tutti i precetti morali del Decalogo, insieme a tutto ciò che concerne la loro salvezza amando Dio sopra ogni cosa con tutto il cuore e con tutte le forze, e il prossimo come se stessi. Procurino, poi, di osservare prontamente i precetti generali della santa madre Chiesa… invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte
Gesto
Vengono offerti al Signore i passi della Scrittura e dell’esempio di S. Francesco che più hanno colpito il cuore di ognuno come impegno per la propria vita.

Canto
Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve
scendono giù dal cielo
e non vi ritornano
senza irrigare
e far germogliare la terra,
così ogni mia parola
non ritornerà a me
senza operare quanto desidero,
senza aver compiuto
ciò per cui l’avevo mandata.
Ogni mia parola, ogni mia parola.

Scambio della Pace
Come figli del Dio della Pace scambiatevi un segno di Pace

Preghiera comune
Signore Gesù,
desideriamo spalancare le porte della nostra Comunità
e sentirci vicini a tutti i nostri fratelli.
Signore, fa’ che mai nessuno si scoraggi quando vuole essere operatore di pace,
fa’ che mai manchino cristiani adulti,
capaci di gesti di accoglienza e di fraternità.
Vogliamo come Te raggiungere tutti.
Signore, vogliamo con Te costruire un mondo di pace.
Noi tutti, guidati dalla tua Parola e dall’esempio di S. Francesco vogliamo
rendere visibile la Pace,
realizzando il bene che è presente in tutti.
Desideriamo realizzare il grido di pace di tutti i nostri fratelli,
soprattutto di chi piange per la guerra o la violenza
e continua a coltivare il perdono.
Signore, vogliamo offrirti le nostre mani.
Tu ci chiami da sempre; con Te vogliamo far arrivare a tutti la bellezza del Tuo Regno.
Signore il tuo Vangelo riempie di bellezza le nostre case, le nostre scuole, ogni quartiere della terra!
Il Tuo Vangelo è il messaggio che rende belli i cuori e i volti degli uomini.
Questo è il messaggio che vorremmo gridare fin da stasera
con la nostra vita:
abbiamo bisogno del Tuo aiuto, Signore,
noi vogliamo regalarti il nostro impegno,
Tu regalaci il Tuo Spirito di Bellezza e di armonia.
Amen.
Padre Nostro…

Benedizione Eucaristica

Canto
Tantum ergo sacramentum /
veneremur cernui /
et antiquum documentum /
novo cedat ritui. /
Praestet fides supplementum /
sensuum defectui.
Genitori genitoque / laus et jubilatio /
salus, honor, virtus quoque /
sit benedictio. /
Procedenti ab utroque /
compar sit laudatio. /

Termina l’incontro di preghiera alle 20, 15 circa, lasciando tutti sicuramente più ricchi della parola di Dio appena ascoltata e meditata e certi, che con l’aiuto del Signore Nostro Gesu’ Cristo, possiamo impegnarci maggiormente nella nostra crescita personale.

Maria Piera Liparota

19 gennaio

Dopo la recita dei Vespri, si continua la preghiera con l’ invocazione dello Spirito Santo. Apre l’incontro il Padre Assistente il quale spiega che volutamente si è recitata la preghiera allo Spirito Santo affinchè in questa serata particolare, possa ispirarci la votazione di confratelli che nello spirito di servizio, si mettano a disposizione della Fraternità per rappresentarla nel Congresso Nazionale che si terrà il 27/28/29 Marzo 2009.
Si procede alla votazione, che viene regolarmente effettuata dai confratelli presenti all’incontro. Alla fine della votazione si procede allo spoglio delle schede, precedentemente timbrate e vidimate da due scrutatori nominati per l’occasione. Dallo spoglio risulta eletto a maggioranza di voti il confratello CALIDONNA GENNARO il quale sarà il delegato della Fraternità per il Congresso Nazionale.
A lui, da parte di tutta la Fraternità, vanno i ringraziamenti per la disponibilità del servizio e gli auguri di un buon cammino in questa esperienza.

Con la preghiera di ringraziamento termina l’incontro.

Maria Piera Liparota

12 gennaio

Dopo la recita comunitaria dei vespri, il Presidente informa i confratelli che i corsi di formazione per i formatori sono stati rinviati al 7 e 8 febbraio; i corsi sono obbligatori per i consiglieri attuali e per tutti coloro che, in futuro, intendono far parte del Consiglio.
Comunica, poi, che il Congresso Nazionale per l’elezione del nuovo Consiglio Nazionale, si svolgerà nei giorni 27- 28- 29 marzo a Paola, come previsto nella Riunione del Consiglio Nazionale (Roma 4 ottobre 2008).
Occorre a tal punto eleggere un terziario della nostra fraternità che faccia parte del Congresso Nazionale e si stabilisce che il prossimo incontro sarà dedicato all’elezioni del “Delegato della Fraternità di Sambiase”.
Il Consiglio Nazionale ha affrontato anche la tematica sulla Formazione, in particolare “Il cammino del TOM negli ultimi 20 anni”e “La nuova figura del Laico Minimo nella Chiesa e nel mondo”.
A tal proposito alle Fraternità e al singolo terziario si richiede una pista di riflessione come verifica del percorso formativo e spirituale attuato negli ultimi vent’anni.
La delegata alla Formazione, Rita Vincenti, prende la parola per svolgere la prima parte del programma: “Il Recupero della Dimensione Vocazionale del T.O.M.”; “Dalla Devozione alla Vocazione: Solo un gioco di parole?”
Ci invita a leggere le domande, a riflettere ed esprimere ognuno le proprie esperienze.
La prima testimonianza è proprio la sua.
Lei certamente non è entrata per devozione, non avendo origini del nostro paese, non conosceva il nostro Santo.
Eppure, quando è stata invitata a far parte del T.O.M., non ha avuto esitazioni e, man mano che conosceva la figura di San Francesco e la sua Regola, rimaneva affascinata dal suo Carisma.
Poi è diventata “Maestra dei novizi” e ha avuto modo di approfondire e maturare continuamente la sua vocazione. Oggi più che mai è convinta che non sia mai stata una sua scelta, ma la volontà del Signore che l’ha guidata. Bisogna saper ascoltare, aprire il proprio cuore e affidarsi alla Sua volontà.
Questo vale per tutti i terziari, che intendono far parte del Terz’Ordine.
San Francesco ha lasciato norme che si conoscono solo entrando nel T.O.M.; con la conoscenza di esse, attraverso la formazione dell’aspirantato prima e del noviziato dopo, si passa a conoscere, ad apprendere e a condividere il Carisma di San Francesco, con lo studio della Regola, e si accetta solo se ci si sente pronti a seguire le sue orme.
Dalle sue esperienze, in questi anni di Delegata alla Formazione, rileva che quanti pensavano di entrare nel Terz’ordine solo per devozione, non sono andati avanti, si sono fermati perché evidentemente non hanno maturato l’idea della vocazione. Altri ancora frequentano la fraternità, ma non hanno ancora chiaro il concetto di vocazione, quindi sono presenti, ma fanno più fatica ad accettare o a condividere alcune norme della regola e della fraternità.

Le testimonianze espresse dai confratelli, concordano molto tra loro e con quanto espresso dalla delegata alla formazione.
Nel nostro paese quasi tutti, sicuramente, entrano a far parte del T.O.M.
per devozione, è inevitabile: San Francesco si respira nell’aria fin da piccoli.
Poi, però, al momento della professione si acquista consapevolezza, attraverso i due anni di formazione e subentra la vocazione.
Non c’è contrasto tra devozione e vocazione, c’è una presa di coscienza che essere nel T.O.M. è una chiamata che si realizza quando si conosce il carisma.
Entrare per devozione può essere una chiamata, perché probabilmente succede qualcosa che ci fa decidere di entrare nel T.O.M., qualcosa che, anche se si pensa di avvicinarsi a San Francesco per devozione, poi ci si innamora della sua Regola e si sente il bisogno di impegnarsi sempre di più, di perfezionarsi secondo la sua scuola e, automaticamente, la devozione si trasforma in vocazione.
Il terziario è un cristiano che si mette in discussione ogni giorno e deve essere qualcosa in più che un semplice cristiano, perché valuta, proprio alla scuola di Francesco, ogni minuto della propria vita e del proprio operato, mettendosi secondo l’ottica di Dio.
Vocazione è una parola importante. Non c’è dubbio che si entra per devozione, poi nel cammino formativo avviene la maturità del Carisma, diversa da persona a persona; non tutti riescono a superare il devozionismo, chi è più preparato dovrebbe guidare gli altri confratelli.
L’importante è che la Fraternità resti unita nel cammino di formazione, con la speranza che tutti, con l’aiuto reciproco, possano camminare insieme per migliorare sempre e progredire di “bene in meglio”.

Con la preghiera terminal’incontro.

Elisabetta Mercuri

22 dicembre

La Fraternità ha partecipato, unita nella preghiera, alla celebrazione della S. Messa della Novena di Natale

Ritiro spirituale d’Avvento

LA FRATERNITA’ T.O.M. DI SAMBIASE A PAOLA PER IL RITIRO SPIRITUALE DI AVVENTO.
Tema del Ritiro: “La forza della Parola nella vita del cristiano e del terziario”.

di Gisella Leone

Domenica 14 dicembre 2008, in piena comunione di intenti, si è svolto il ritiro spirituale del periodo d’Avvento per tutte le Fraternità T.O.M. , organizzato a Grottaglie, con la guida di padre Franco Santoro, per le fraternità della Puglia e della Basilicata; a Paola con la guida di padre Franco Russo, per tutte le fraternità della Calabria, compresa quella di Sambiase. Assenti all’evento formativo le fraternità di Catona, Catanzaro e Pizzo, impossibilitate a raggiungerci le prime due per le cattive condizioni climatiche, l’altra per l’imprevisto di un guasto al pulmann; le stesse sono state comunque presenti nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. Al nostro arrivo a Paola, all’incirca le ore 9, l’incontro gioioso con i fratelli e sorelle delle altre fraternità nel piazzale antistante il Santuario; poi, secondo programma, ha avuto inizio la giornata di ritiro con la recita delle Lodi nello stesso Santuario, seguita dalla meditazione del Rev. Padre Franco Russo. Alle 11,30 nella nuova Basilica, la Santa Messa, presieduta dall’ M.R.P. Padre Provinciale Padre Rocco Benvenuto, durante la cui celebrazione, ad ogni fraternità nella persona del proprio correttore é stata regalata la statua del Bambin Gesù. Nel pomeriggio, dopo l’agape fraterna, la condivisione di un intenso momento di preghiera con le suore minime di clausura, con la recita dell’ora Media, il Rosario meditato, l’Adorazione Eucaristica ed infine la recita dei Vespri. Il Tema del Ritiro: “L’importanza della Parola nella vita del cristiano e del terziario”, è stato svolto in maniera esaustiva dal Rev. Padre Franco Russo, sia con la sua relazione, sia con domande prestabilite sull’argomento appena trattato che hanno stimolato la nostra riflessione ed introspezione personali. Dio chiama ognuno di noi nei modi più svariati, perché vuole il nostro bene proprio là dove operiamo. Ci chiama con la Sua Parola che è efficace perché realizza ciò che promette (ved.Is.55,10-11)- rigenerante, perché porta ad un’esistenza nuova, basata sull’amore, rispetto reciproco, riconciliazione e quindi comunione con i fratelli. Tutto ciò però dipende dalla nostra capacità di credere veramente alla Parola, di nutrirci di Essa accogliendola col cuore, per poi viverla nella nostra vita annunciandola anche agli altri.(ved.Ez.3,1-2-10-11). Nel periodo d’Avvento che stiamo vivendo, dobbiamo pertanto con l’aiuto della Preghiera, dei Sacramenti, lasciarci inondare della Luce del Cristo che viene; Luce che ci porta a compiere le opere buone, le opere giuste, a essere uomini e donne rinnovati nella fede e nell’amore, divenendo anche noi come Giovanni il Battista < Voce di Colui che grida nel deserto >, ossia concreti testimoni del Regno di Dio. Tale testimonianza, come riferito dallo stesso Padre provinciale nella sua omelia, deve essere come quella di Giovanni Battista, una testimonianza in tutta umiltà, nel nascondimento, senza nemmeno accorgercene, proprio perchè insita nel nostro stesso stile di vita. Ciò ai fini di non evidenziare se stessi, ma il Signore, divenendo quindi il VERO sale della terra, che SOLO sciogliendosi riesce a dare il vero sapore al vivere sociale.

8 dicembre: Immacolata Concezione

La Fraternità ha partecipato, unita nella preghiera, alla celebrazione della S. Messa in onore dell’Immacolata Concezione.

Incontro del 30 novembre

La Fraternità ha partecipato, unita nella preghiera, alla celebrazione della S. Messa del novenario in onore dell’Immacolata Concezione.

Incontro del 24 novembre

La Fraternità si è unita nella preghiera comunitaria nella chiesa di San Francesco di Paola