Formazione 2008-2009

Incontro del 17 novembre

Dopo la recita dei vespri, prende la parola Padre Ivano Scalise per trattare l’argomento previsto dalla programmazione mensile: “Il Sacramento della Penitenza”.
Questo sacramento, detto anche della Conversione, della Confessione e della Riconciliazione, segna un cammino di ritorno a Dio. Lui è l’unico per la nostra salvezza, perché Cristo, medico dell’anima e del corpo, ha voluto che la chiesa continuasse la sua opera di salvezza e di guarigione mediante i sacramenti della Penitenza e dell’Unzione degli Infermi (Catechismo della Chiesa Cattolica- Compendio, pag. 84).
La scelta del sacramento deve essere una preghiera di cui fidarsi, perché rappresenta Gesù Cristo.
IL pentimento deve essere ispirato da motivi dettati dalla fede.
Gli effetti spirituali della Penitenza sono: la Riconciliazione con Dio e con la Chiesa.
Confessare i propri peccati vuol dire mettersi davanti al Signore con umiltà e sentito pentimento, perché Dio ascolta la voce degli umili; bisogna avere fiducia in Lui.
La Riconciliazione è il miracolo della fede e della salvezza; nell’assoluzione del sacerdote: “Va, i tuoi peccati ti siano salvati”, bisogna riconoscere la grazia di Dio.
La Riconciliazione ridona l’armonia con Dio e gli uomini, dopo la confessione non c’è più la divisione, ma si ristabilisce l’Alleanza con Lui.
Il Sacramento riporta l’uomo alle origini: il Battesimo; è una grazia santificante che si rinnova, come la veste bianca del Battezzato che toglie il peccato.
San Francesco viveva il Sacramento della Penitenza ogni giorno, perché voleva essere puro davanti al Signore senza ombra di peccato.
Con la preghiera termina l’incontro.

Elisabetta Mercuri

Incontro del 10 novembre

Dopo la consueta preghiera comunitaria, prende la parola la delegata alla formazione “Rita Vincenti”, per svolgere la tematica inerente al Programma Nazionale, prevista dall’itinerario di formazione: “Comprendere che solo insieme, nell’accoglienza e nella collaborazione reciproca, possiamo essere espressione della pienezza di Cristo ed edificare il suo Corpo”.
Il Programma Nazionale “Insieme per servire il mondo”, ha come obiettivo principale quello di vivere la fede e la spiritualità nella vita di comunione che per noi terziari è fondamentale.
Nel percorso fatto già nello scorso anno è stato più volte ribadito il concetto del saper stare insieme nella collaborazione per essere veramente una comunità.
Bisogna essere assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli sia nell’unione fraterna, sia nella frazione del pane, sia nella preghiera, (Atti degli Apostoli 2, 42-47).
Comunità significa un insieme di persone che operano e collaborano per un fine comune; per camminare insieme è utile che ciascuno metta a frutto i propri doni con umiltà, dolcezza e pazienza, “Sopportandovi gli uni gli altri con amore, studiandovi di conservare l’unità di spirito nel vincolo della pace, un solo Corpo e uno Spirito solo; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo ” (Lettera agli Efesini 4, 2-5).
La vita di fraternità si fonda sull’amore di Gesù; è Lui che ha costituto alcuni apostoli, altri profeti, altri evangelisti ecc…, affinché tutti arrivino all’unità della fede, (Ef 4, 7-13).
Laddove non c’è accoglienza non può esserci comunità.
Dobbiamo imparare a correggerci noi stessi; dalla Regola “….cercherete, con carità, di correggere i vostri fratelli o sorelle” e, dalle Costituzioni PG.61, n°54 – 55 “La pace e la riconciliazione sia il clima primario da raggiungere, evitando pregiudizi, antipatie, polemiche e contrasti”.
Il paragrafo “La missione: irradiazione nel mondo di vita nuova”, enuncia proprio l’unità tra noi terziari, la carità operosa, la missione per essere testimoni nel mondo (Lc9, 1-8).
Tutti, animati dalla carità, dobbiamo impegnarci per diffondere la nostra testimonianza nel mondo, “Li mandò ad annunciare il regno di Dio” (Mt5, 13-16).
Dobbiamo organizzarci in gruppi, guardare la realtà del nostro territorio e impegnarci là dove c’è bisogno.
Con la preghiera termina l’incontro.

Elisabetta Mercuri

Incontro del 3 novembre

Questa sera, primo lunedì del mese, l’incontro di Formazione è sulla “Regola T.O.M.”, come previsto dalla programmazione mensile.

Dopo la recita comunitaria dei Vespri, la consorella Tilde Gaetano prende la parola.

Da stasera, e per tutti i primi lunedì d’ogni mese, la nostra fraternità tratterà la Regola, perché vogliamo approfondire e meditare insieme i diversi capitoli.
Propone di portarla agli incontri per poter seguire e riflettere insieme e invita tutti a svolgerne, liberamente, qualche capitolo.
E’ vero che l’abbiamo studiata e commentata più volte, ma è la nostra Regola “il nostro secondo Vangelo”; quindi dobbiamo tenerla sempre presente, anche perché, crescendo la nostra formazione, ogni volta possiamo riscoprirla in modo diverso.
Ogni capitolo va interiorizzato e attualizzato.
Come terziari, abbiamo fatto un bel cammino e, sicuramente, ognuno di noi, s’impegna a fare sempre meglio.
Una volta eravamo convinti che bastasse avere la devozione per San Francesco per essere terziari, poi si è capito che la devozione non basta. E’ un impegno continuo, una scuola che forma e ci matura; non si entra “a cuor leggero” e rivedere le motivazioni deve essere una scelta personale.
Vivere la Regola vuol dire essere seguaci di San Francesco.
“Vi siete posti al servizio del Re del cielo abbracciando questa Regola” recita il primo paragrafo del primo capitolo, quindi siamo stati noi a scegliere, non c’è stato imposto da nessuno.
Come terziari, ma già come cristiani, la Regola ci esorta ad “osservare fedelmente i precetti di Dio e della santa Chiesa”, quindi con più impegno dobbiamo rispettare le leggi di Dio e, soprattutto amare Lui, come ci insegna San Francesco, “con tutto il cuore e con tutte le forze sopra ogni cosa”, chiamandoci “servi fedeli di Dio e coloro che ripongono in Lui il proprio cuore”.
“Il peccato del nostro tempo è l’oblio di Dio, perdita del senso di Dio, perché al suo posto mettiamo sempre l’io personale” (P.G. Morosini).
Dobbiamo essere fulminati di Dio come San Paolo, folgorato da Dio e dal Crocefisso e non è stata la visione, Lui è entrato nel suo cuore.
I tempi in cui viveva Francesco non erano neanche tempi facili, eppure non si è mai lasciato andare. Lui con la sua umiltà, ha combattuto sempre per affermare la giustizia secondo Dio; non è mai sceso a compromessi, ha tenuto saldi i principi della fede, perché nella sua vita c’era il Primato di Dio.
Nel secondo e terzo paragrafo “Non nominerete mai il nome Santo di Dio. Anzi in tutto quello che dite e fate, vi asterrete completamente da ogni giuramento; farete attenzione ad evitare la maldicenza e qualunque forma di offesa”,San Francesco vieta il giuramento, soprattutto in nome di Dio e anche quando esiste una verità; vieta il parlar male degli altri; ci invita alla correzione fraterna, sempre con umiltà, ricordandoci che il Signore ci giudica soprattuttto per quello che facciamo ai nostri fratelli.
La nostra Regola è per noi terziari, ma la spiritualità è uguale al primo e al secondo Ordine, la differenza è che i sacerdoti operano all’interno della comunità, le monache operano nel silenzio e nella preghiera, noi abbiamo una grande responsabilità perché, operando nel sociale, siamo testimoni nel mondo.
Il quarto paragrafo parla dell’umiltà del terziario nella fraternità, verso i correttori e nelle forme di catechesi. San Francesco ha vissuto la sua vita in umiltà fin da ragazzo, quando a San Marco Argentano, aiutava e prestava servizio agli altri, sempre con umiltà e carità.
La carità ha sempre contraddistinto il nostro fondatore e come terziari anche noi dobbiamo aprire il nostro cuore agli altri per poter ricevere Dio.

Alla fine, la consorella Tilde, per la riflessione legge un brano di San Paolo ai Romani (12,9-21): “Come Amare”.
L’incontro termina con la preghiera comunitaria.

Incontro del 27 ottobre

Questa sera, come previsto dal programma della settimana, l’incontro di formazione si è tenuto nella chiesa di San Francesco di Paola, alle ore 19,00, insieme a tutti i gruppi della Comunità, per trattare: “San Paolo e il Carisma Minimo”.
Con questo incontro si conclude la settimana di Formazione su San Paolo.
La tematica è tenuta dal Terz’ordine dei Minimi e presiede l’incontro il diacono Aldo Funaro (novizio T.O.M.).
Dopo aver distribuito ai presenti la Prima Lettera ai Corinzi (13,1-13) e alcuni tratti della vita, della personalità e del carattere di San Francesco, tratti dall’Anonimo (VII 2-4), solleva l’attenzione sulle due figure: San Paolo e San Francesco.
Questa sera, dice, deve essere per tutti noi un momento di riflessione, dopo aver ascoltato le tematiche svolte nel corso della settimana.
Paolo, apostolo di carità era accecato di Cristo e dell’Amore di Dio; lui si è dato tutto e a tutti e non si è risparmiato nel diffondere il suo amore.
Paolo vive la conversione nella carità; la carità è Amore e Dio, è Amore.
nella prima lettera ai Corinzi, enuncia bene il concetto della carità in quanto amore: il rendersi umile con i fratelli e piccolo dinanzi al Signore.
Come si rileva dall’Anonimo e dagli scritti di P. G. Morosini, Francesco ha condotto la sua vita con umiltà e in povertà, non perché fosse povero, ma perchè si è reso tale, rinunciando alle vanità del mondo;lui aveva capito che i beni terreni sono tesori momentanei, il vero tesoro è Dio:il Regno dei Cieli.
Paolo e Francesco, due personalità contrastanti, ma uguali nell’Amore di Dio.
L’amore non è una forma egoistica, chi ha nel cuore la carità deve manifestarla agli altri; Dio ha manifestato il suo amore per noi mandandoci Suo Figlio.
Anche l’ultima parte dell’enciclica”Deus Caritas est”, evidenzia che la carità è amore
Conclude invitando tutti ad amare Dio e ad amarsi vicendevolmente, tenendo sempre presente I Comandamenti: “Amare Dio sopra ogni cosa e amare il prossimo come se stessi”; ai terziari , in particolare, raccomanda: “Saper vivere da fratelli e nel silenzio”.

Elisabetta Mercuri

Incontro del 20 ottobre

La fraternità T. O. M., alle ore 19/30, si riunisce nel salone parrocchiale, insieme a tutti i gruppi della nostra Comunità, per vivere e condividere, a partire da oggi fino a lunedì 27, una settimana di formazione su San Paolo.
Questa sera l’incontro, tenuto da Don Armando Augello, è: Paolo “la storia, la personalità, la conversione”.
Martedì 21: Paolo Apostolo “Cristologia ed Ecclesiologia” – Don Armando Augello.
Mercoledì 22: S. Paolo nell’arte – M.° Fernando Cimorelli.
Giovedì 23: S. Paolo e la missione della Chiesa oggi – P. Vincenzo Arzente O.M.
Venerdì 24: Lectio Divina – P. Franco Russo O.M.
Sabato 25: S. Paolo e la cultura – P. Marco Gagliardi
Domenica 26: Celebrazione Eucaristica
Lunedì 27: Preghiera S. Paolo e il “carisma minimo” -TOM
La motivazione degli incontri di questa settimana e dei tanti che ci saranno nel corso dell’anno, fa parte di un progetto di Pastorale Giovanile che si svolgerà nella nostra Comunità e vedrà impegnati tutti i gruppi della parrocchia: “Giovani e relative famiglie, Charitas, Ministri Straordinari e T.O.M.
Si tratta di un cammino di formazione che si rifà alla prima lettera ai Corinzi di San Paolo, con l’intento di voler testimoniare l'”Unità”, proprio sulle orme di San Paolo.
Il progetto è stato approvato, dopo aver letto attentamente e ascoltato la presentazione, da parte del promotore stesso di tale progetto: Padre Marco Gagliardi.
Per rendere meglio l’idea di ciò che la nostra Fraternità, insieme a tutta la Comunità, si appresta a svolgere, a partire da questo momento, viene di seguito riportata la lettera presentata al Consiglio di Fraternità che ne ha condiviso e deliberato obiettivi e contenuti.
Elisabetta Mercuri

“Celebrandosi l’Anno Paolino e l’anno della Parola di Dio, secondo il cammino proposto dalla Chiesa e dal Sinodo dei Vescovi, come Equipe di Pastorale Giovanile si è scelto come tema dell’Anno Pastorale 2008-2009, il seguente: “Sulle orme di Paolo, cultura ed evangelizzazione”.
Tale tema orienterà il cammino di formazione per tutti i gruppi: giovani, Charitas, Ministri Straordinari e T.O.M.
Il tema unico favorisce un cammino di formazione che dà testimonianza di comunione nella Parrocchia oltre alla possibilità, ad ognuno, di scoprire la figura di San Paolo e di confrontarsi con la Parola di Dio, in un progetto più ampio di formazione personale e comunitaria.
Leggendo, inoltre, sia la realtà giovanile in genere, sia quella della nostra Comunità Parrocchiale, si avverte l’esigenza di una formazione: umana e cristiana, che abbiano come obiettivo la formazione ad una piena umanità, attraverso lo sviluppo delle capacità personali e di tutti gli aspetti della persona, e della formazione alle relazioni per giungere ad un pieno e libero rapporto con Gesù Cristo Salvatore, pienezza del cammino di fede. Pertanto si presenta la necessità di puntare alla formazione di un ambiente parrocchiale che favorisca la comunione tra vari gruppi e tra i singoli, al fine di aiutare i giovani ad aprirsi a quell’Amore che Dio vuole per i suoi Figli e tra i suoi Figli.
In questo la Comunità Parrocchiale degli adulti deve necessariamente prestare il proprio apporto.
Sono già stati coinvolti i genitori, per riscoprire il rapporto genitori-figli, affinchè la maturazione del rapporto familiare possa essere trampolino per un’apertura più fiduciosa nei rapporti con gli altri, ma anche perché possano partecipare più attivamente alla formazione e dare il loro contributo attraverso idee ed esperienze. Questo non solo perché genitori, ma specialmente perché cristiani e, come cristiani, tutti siamo chiamati a collaborare all’interno della comunità parrocchiale.
Il Decreto Conciliare Apostolicam Actuositatem così riferisce:

N°9 – I laici esercitano il loro multiforme apostolato tanto nella Chiesa che nel mondo. Su questo duplice fronte si aprono svariati campi d’attività apostolica di cui ricordiamo i principali. Essi sono: le comunità ecclesiali, la famiglia, i giovani, l’ambiente sociale, l’ordine nazionale e internazionale…
N° 10- Come partecipi della missione di Cristo sacerdote, profeta e re, i laici hanno la loro parte attiva nella vita e nell’azione della Chiesa. All’interno delle comunità ecclesiali la loro azione è talmente necessaria che, senza di essa, lo stesso apostolato dei pastori non può per lo più ottenere il suo pieno effetto… Infatti i laici che hanno davvero spirito apostolico, ad esempio di quegli uomini e di quelle donne che aiutavano Paolo nella diffusione del Vangelo (cfr. At 18,1 8-26; Rm 16,3) , suppliscono a quello che manca ai loro fratelli e confortano cosi sia i pastori, sia gli altri membri del popolo fedele (cfr. I Cor 16,17-1 8).

Proprio quest’ultima affermazione del Decreto ci fa riscoprire il cammino parrocchiale, come cammino di comunione ed espressione dei propri carismi e della propria chiamata alla testimonianza battesimale e, sull’esempio di s. Paolo e dei suoi collaboratori, vivere l’Anno Paolino come anno di maggiore collaborazione e di riscoperta della chiamata battesimale alla testimonianza di Cristo, morto e risorto per la salvezza dell’uomo, come S. Paolo scrive spesso nelle Lettere alle varie Comunità.
Il Concilio Vaticano Il, che è stato senza dubbio spinta nuova ad una maggiore comunione nella Chiesa, espressione della stessa comunione intratrinitaria, ha ben sintetizzato nella Costituzione Conciliare “Gaudium et Spes”, l’importanza di tale comunione: Iddio, che ha cura paterna di tutti, ha voluto che tutti gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli. Tutti, infatti, creati ad immagine di Dio « che da un solo uomo ha prodotto l’intero genere umano affinché popolasse tutta la terra » (At17,26), sono chiamati al medesimo fine, che è Dio stesso. Perciò l’amor di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento. La sacra Scrittura, da parte sua, insegna che l’amor di Dio non può essere disgiunto dall’amor del prossimo, «e tutti gli altri precetti sono compendiati in questa frase: amerai il prossimo tuo come te stesso. La pienezza perciò della legge è l’amore» (Rm13,9); (lGv4,20). (G.S. n° 24).
Come uomini, però, soggetti alla realizzazione progressiva, sia della nostra realtà umana che cristiana, dobbiamo porre le condizioni perché la Comunione di Cristo si possa esprimere in tutto ciò che è proprio della vita ed in ogni settore della Pastorale, poichè: Dal carattere sociale dell’uomo appare evidente come il perfezionamento della persona umana e lo sviluppo della stessa società siano tra loro interdipendenti. La persona umana, che di natura sua ha assolutamente bisogno di una vita sociale è e, deve essere, principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali (45). Poiché la vita sociale non è qualcosa d’esterno all’ uomo, l’uomo cresce in tutte le sue capacità e può rispondere alla sua vocazione attraverso i rapporti con gli altri, la reciprocità dei servizi e il dialogo con i fratelli. (G.S. n° 25).
Posto che ciò sta alla base di ogni progetto pastorale e di ogni attività parrocchiale, come responsabile della Pastorale Giovanile della Parrocchia, insieme a tutti i collaboratori che contribuiscono con i loro carismi personali a condurre questo settore della pastorale parrocchiale, abbiamo inteso creare una maggiore collaborazione fra tutti i Gruppi parrocchiali, per poter testimoniare tale comunione e collaborazione auspicata dal Concilio e necessaria alla vita cristiana per vivere la vocazione comune di Figli di Dio.
Pertanto si è pensato di coinvolgere la Fraternità TOM, come è naturale che sia, affinché possa esprimere quello che è proprio del Carisma Minimo, e possa essere testimonianza di comunione e fraternità per i giovani. In tal senso, si pensa al Terz’Ordine come testimonianza della fraternità attraverso l’animazione di momenti di preghiera comuni, aperti cioè a tutti i gruppi, in cui testimoniare anche il Carisma Minimo, che siano momenti di animazione della vita spirituale e richiamo Vocazionale a condividere lo stesso cammino, e attraverso la partecipazione alla programmazione e realizzazione delle attività rivolte ai giovani, come la Missione Giovani e il Campo Scuola estivo.
Questo si è pensato anche a partire dall’itinerario di Formazione del Terz’Ordine dei Mmmii, terza tappa, che ha come obiettivo favorire un cammino unitario di formazione per tutto il Terz’Ordine ed ha come titolo: “Insieme per servire il mondo”. Lo stesso Itinerario di formazione prevede come obiettivo: “Vivere la fede e la spiritualità nella dimensione ecclesiale della comunione, condizione essenziale per annunciare il Vangelo della Carità e della Conversione”. Tra i contenuti invece, lo stesso documento programmatico, riporta: “Il Carisma si rivela nella vita di comunione: comprendere che solo insieme, nell’accoglienza e nella collaborazione reciproca, possiamo essere espressione della pienezza di Cristo ed edificare il suo corpo”. (Ff4,7-13; Ad Gentes 28; Bonhoeffer “La vita comune”), e in attuazione di ciò che il programma riporta tra le proposte operative: “La preghiera come prima forma di apostolato, nelle diverse forme:
la Santa Messa,… Incontri di preghiera Vocazionali, Lectio Divina…, Progetti di solidarietà”.
Inoltre, nello stesso documento, sotto il titolo: “Il TOM vive e testimonia il Carisma nel servire il mondo”, la missione è intesa come: “Scrutare e discernere i segni dei tempi: con competenza e qualità del servizio, il TOM rende un servizio all’uomo contemporaneo”.
In realizzazione di tale programma, quindi, crediamo sia compito e possibilità di attuare il Carisma proprio del Terz’Ordine, che questo presti all’interno della Parrocchia un servizio d’animazione della spiritualità dei giovani attraverso i momenti sopradetti, tenendo presente anche quella che è la definizione di Pastorale Giovanile: È l’insieme delle azioni che la Comunità compie, sotto la guida dello Spirito di Gesù, per dare pienezza di vita e speranza a tutti i giovani (Tonelli, 2007).
Per iniziare, si chiede alla Fraternità di fornire un calendario delle attività da inserire nel calendario comune parrocchiale affinché si possano rendere partecipi tutti i fedeli della Parrocchia delle attività d’ogni gruppo, associazione e realtà.
Sicuro di una risposta, auguro a tutto il Consiglio, un proficuo impegno per vivere e testimoniare il Carisma di S. Francesco in questa nostra realtà parrocchiale, per giungere alla pienezza della vita in Cristo.

Sambiase, lì 15 ottobre 2008
Memoria di Santa Teresa D’Avila


Cordiali Saluti
P. Marco Gagliardi OM

Incontro del 13 ottobre

Proseguono gli incontri di formazione della nostra Fraternità. Come di consueto, ad aprire la riunione dei terziari è stato il momento di preghiera con la celebrazione dei Vespri.
Nel corso dell’incontro ci siamo soffermati sull’importanza del sentirsi fratelli, componenti di una stessa famiglia. Un po’ tutti si sono espressi manifestando la volontà e il desiderio di sentirsi sempre più uniti specie nei momenti di difficoltà e di incomprensione. Dal dibattito è emersa l’importanza dell’amore verso Cristo come fattore unificante: se amiamo Gesù allora possiamo amare il nostro fratello; se amiamo il nostro fratello allora possiamo amare Gesù.
Alla conclusione si è programmato il ritiro spirituale a Dipodi.

Incontro del 6 ottobre

Nel salone della parrocchia di S.Francesco di Paola si è riunita la fraternità per il primo incontro di formativo del nuovo anno sociale, che ufficialmente ha avuto inizio con la celebrazione della S.Messa il 29 settembre, in ricorrenza della festa di S.Michele Arcangelo Protettore del Terz’Ordine. Continua a leggere