» Esperienza fraterna “Di sana vita in comune” - Terz’Ordine dei Minimi – Fraternità di Sambiase

Esperienza fraterna “Di sana vita in comune” -

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Il 23 ottobre 2011 parte della fraternità ha vissuto, nella casa minima di Longabardi, una giornata di “sana vita in comune”, condividendo momenti di preghiera, di studio e di servizio tra confratelli e consorelle. Dopo la recita delle lodi, il Padre Assistente ha illustrato il tema proposto:

La Santa Messa spiegata da S. Pio da Pietralcina

Testimonianza di P. Derobert, figlio spirituale di P. Pio

Egli mi aveva spiegato, poco dopo la mia ordinazione sacerdotale, che celebrando l’Eucarestia, dovevo porre in parallelo la cronologia della Messa e la Sua passione.

Si trattava e, darsene conto in primo luogo, che il Sacerdote sull’altare è Gesù Cristo.

Da questo momento, Gesù nel suo sacerdote, rivive indefinitamente la passione.

Dal segno della Croce iniziale fino all’offertorio, è necessario unirsi con Gesù nel Getsemani.

Si deve seguire Gesù nella sua agonia, soffrendo davanti a questa “marea nera” del peccato.

Ci si deve unire a Lui nel dolore di vedere che la parola del Padre, che Egli era venuto a portarci, non sarebbe stata ricevuta o ricevuta molto male dagli uomini.

E da questo punto di vista bisogna ascoltare le letture della Messa come dirette personalmente a ciascuno di noi. L’offertorio è l’arresto, L’ora è giunta.

Il prefazio è il canto di lode e di ringraziamento che Gesù dirige al Padre che gli ha permesso di arrivare infine a questa ” ORA ”

Dall’inizio della preghiera eucaristica fino alla consacrazione ci incontriamo rapidamente con Gesù in prigione, nella sua atroce flagellazione, la sua coronazione di spine e nel suo viaggio della croce per le strade dolorose di Gerusalemme, tenendo presente nel “memento” a tutti i presenti e a tutti quelli per i quali pregano particolarmente.

La Consacrazione ci dà il “corpo offerto ora, il Sangue sparso ora”. E’ misticamente la crocifissione del Signore. E per questo San Pio soffriva atrocemente in questo momento della Messa.

Noi ci riuniamo poi con Gesù sulla croce e offriamo, da questo momento, al Padre, il sacrificio redentore. E’ il significato della preghiera liturgica che segue immediatamente alla consacrazione.

Il “per Cristo, con Cristo e in Cristo”corrisponde al grido di Gesù: ” Padre nelle tue mani raccomando il mio spirito”. Da questo momento il sacrificio è consumato e accetto al Padre. Gli uomini da questo momento in avanti non stanno più separati da Dio e ritornano ad incontrarsi uniti. E’ la ragione per la quale in questo momento si recita la preghiera di tutti i figli: “Padre nostro….” La frazione del pane segna la morte di Gesù.

L’intenzione, l’istante nel quale il Padre, avendo spezzato l’Ostia( simbolo della morte) lascia cadere un pezzetto del corpo di Gesù nel calice del Sangue prezioso, segna il momento della risurrezione, infatti il corpo e il Sangue si riuniscono di nuovo ed è a Cristo vivo che andiamo a ricevere nella comunione.

La benedizione del Sacerdote segna i fedeli con la Croce, come segno distintivo e anche come scudo protettivo contro le astuzie del maligno. Si comprenderà come dopo aver udito dalla bocca di P. Pio tale spiegazione, sapendo bene che Egli viveva dolorosamente questo, mi abbia chiesto di seguirlo per questo cammino…ciò che faccio ogni giorno con tanta allegria!

L’argomentazione è stata proposta come cammino di fede, di preghiera, di silenzio, di ascolto, di riflessione, di orientamento nella vita. Illuminati da queste conoscenze, nella chiesa di Longobardi, abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica con la comunità di quella parrocchia.

Momento gioioso al quale tutti hanno partecipato è stato la preparazione dell’agape, parte preparata sul posto altri cibi preparati a casa, consumati con giovialità e sobrietà tutto all’insegna dell’umiltà e della condivisione fraterna.

Dopo una breve pausa per riassettare i locali, si sono svolti i lavori di gruppo per approfondire il tema, dove ognuno ha potuto esprimere i propri pensieri ed esperienze, alla fine, ricomposto il gruppo, sono state condivise le varie riflessioni e conclusioni.

Il sacerdote che presiede la S Messa rappresenta Cristo in mezzo a noi, agisce in Suo nome perché attraverso il sacramento dell’Ordine Sacro ha ricevuto questo potere. Per apprezzare pienamente il mistero della S Messa dobbiamo prendere coscienza e consapevolezza di quanto Dio ci ama; dell’inestimabile valore del Dono che ci ha dato gratuitamente, dobbiamo comprendere quello che ha fatto per dimostrarci il Suo grande Amore: “ ha dato il Suo Unico Figlio”, per la nostra salvezza. Pertanto, attraverso la partecipazione alla Messa, dobbiamo convincerci che Gesù ci ha manifestato e ci fa rivivere il Suo Sacrificio, affinché noi ci offriamo con Lui per diventare più forti, per amare di più e meglio Lui e il nostro prossimo.

Egli dona a noi il Suo corpo e il Suo sangue come “ cibo di vita eterna”, poiché, quando il sacerdote spezza l’Ostia dopo la Consacrazione ne mette un pezzetto nel calice dove ha consacrato l’acqua e il vino, l’unione dei tre elementi è vita, quindi, Gesù che era morto è risorto e diventa anche per noi causa di resurrezione.

Con l’invito al banchetto eucaristico e accostandoci alla Comunione ci uniamo a Cristo, a tutta la Chiesa, è segno per noi di resurrezione ed è garanzia della gloria eterna.

Uscendo dalla chiesa, dopo aver partecipato alla S Messa, dobbiamo sentirci persone nuove, corroborati dalla Parola e dall’Eucarestia, rinnovati dalla forza dello Spirito Santo nel corpo, nella mente e nello spirito, benedetti contro le insidie del maligno, dobbiamo sentirci pronti a vivere la Messa nei nostri ambienti quotidiani con tutti quelli che incontriamo sul nostro cammino, con spirito d’amore e carità,e con “tanta allegria”.

Con la preghiera di ringraziamento, la prima giornata di esperienza di fraternità si è conclusa all’insegna della gioia e della carità, tutti soddisfatti, entusiasti, ricaricati, motivati e desiderosi di viverne altre.

Tina Di Cello del. Stampa

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