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	<title>Terz'Ordine dei Minimi - Fraternità di Sambiase</title>
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	<description>Sito ufficiale della Fraternità del TOM di Sambiase- Lamezia Terme</description>
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		<title>19 maggio Giornata della Fraternità a Paola</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia Informa]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, il prossimo 19 maggio ci ritroveremo per celebrare insieme LA XXVII GIORNATA DELLA FRATERNITA&#8217;. Il tema di riflessione, scelto in sintonia con il programma annuale è: &#8221; UN CAMMINO DI CONVERSIONE PER VIVERE LA COMUNIONE&#8221;. Nel corso dell&#8217;anno sociale questa giornata è un momento importante, perché ci dà l&#8217;opportunità di ritrovarci insieme come appartenenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,<br />
il prossimo 19 maggio ci ritroveremo per celebrare insieme LA XXVII GIORNATA DELLA FRATERNITA&#8217;.<br />
Il tema di riflessione, scelto in sintonia con il programma annuale è: &#8221; UN CAMMINO DI CONVERSIONE PER VIVERE LA COMUNIONE&#8221;.<span id="more-1534"></span></p>
<p>Nel corso dell&#8217;anno sociale questa giornata è un momento importante, perché ci dà l&#8217;opportunità di ritrovarci insieme come appartenenti ad un&#8217; unica Provincia.</p>
<p>In questo anno Giubilare questa giornata assume un carattere particolare : si potrà visitare la cella del Santo (per le modalità vi giungeranno le opportune notizie).<br />
Con questa giornata non si chiude l&#8217;anno sociale che prosegue nelle singole Fraternità. Inoltre, il prossimo 3 giugno a Paola, nella ricorrenza del 50° anniversario della proclamazione di S. Francesco di Paola a patrono principale della Calabria, si terrà alle ore 11.00 una solenne concelebrazione presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria &#8211; Bova e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, alla quale prenderanno parte gli Ecc.mi Vescovi della Regione, il clero, i consacrati e naturalmente i fedeli che intendono partecipare, nonché le autorità civili e militari che operano sul territorio regionale. Al termine della celebrazione sarà scoperta una lapide commemorativa dedicata al B. Giovanni XXIII. I Terziari sono invitati a partecipare.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di ritrovarci insieme per vivere questa giornata vi saluto nel comune Padre San Francesco.</p>
<p><strong>Teresa Paonessa<br />
Correttrice Provinciale TOM</strong></p>
<p><strong>&#8221; UN CAMMINO DI CONVERSIONE PER VIVERE LA COMUNIONE&#8221;</strong></p>
<p>ORE 9: 00 Arrivo e raduno sul sagrato dell&#8217;obelisco<br />
ORE 9. 30 Ingresso in Chiesa nuova e RECITA dell&#8217;ORA MEDIA (ORA TERZA)<br />
ORE 9: 45 Saluti<br />
ORE 10: 00 Meditazione di Padre Domenico Crupi OM<br />
ORE 10: 30 ADORAZIONE SILENZIOSA E MEDITATA<br />
ORE 12: 00 PAUSA<br />
ORE 15: 30 Santa Messa Presieduta dal MRPP. Padre Rocco Benvenuto OM concelebrata dal Rev. Padre Del. Prov. P. Fanco Santoro e da tutti i PADRI ASSISTENTI.<br />
ORE 17:00 Partenze</p>
<p>P.S. Si consiglia i Presidenti:<br />
-di comunicare il numero dei partecipanti entro il 10 maggio<br />
- la recita delle lodi nei Pulman<br />
-di invitare alla confessione, possibilmente nelle proprie sedi<br />
-di portare con sé il breviario<br />
-Fotocopiare la formula della Professione secondo le vigenti costituzioni,(durante la messa rinnoveremo la Professione)<br />
-Per quanto riguarda l&#8217;offertorio,ogni fraternità porterà un cesto con i prodotti tipici che consegneremo alle nostre consorelle Monache (come ogni anno ricordiamo di evitare oltre alla carne, uova, latte e derivati).</p>
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		<title>Donazione quadro S. Francesco a cappella ospedale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di Fraternità]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[San Francesco da Paola in vita fu molto attento e pieno di bontà verso tutte le persone in difficoltà fisiche-spirituali-materiali; con il suo sguardo dolce e penetrante possa continuare a soccorrere, dare conforto e sollievo a quanti a Lui si rivolgono, sofferenti nel corpo e nello spirito, affinché la sofferenza non renda cattivo nessuno, anzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/05/donazione_quadro1.jpg" rel="lightbox[1526]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1527" title="donazione_quadro1" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/05/donazione_quadro1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/05/donazione_quadro2.jpg" rel="lightbox[1526]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1528" title="donazione_quadro2" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/05/donazione_quadro2-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>San Francesco da Paola in vita fu molto attento e pieno di bontà verso tutte le persone in difficoltà fisiche-spirituali-materiali; con il suo sguardo dolce e penetrante possa continuare a soccorrere, dare conforto e sollievo a quanti a Lui si rivolgono, sofferenti nel corpo e nello spirito, affinché la sofferenza non renda cattivo nessuno, anzi avvicini maggiormente al Signore.</p>
<p>A tal uopo, in occasione della ricorrenza del 50°anniversario della proclamazione di S Francesco da Paola, PATRONO DELLA CALABRIA, la fraternità del Terz’Ordine dei Minimi di Sambiase a ricordo dell’evento, ha donato un quadro da posizionare sulla parete sinistra della cappella ospedaliera,con l’immagine del Santo molto espressiva,  invito al Silenzio: “Tacere per attendere alla Preghiera e all’Ascolto”,per accettare e fare la volontà di Dio.</p>
<p>L’immagine è la riproduzione di un dipinto murario del 1848, rinvenuto sulla volta della scala dell’ex convento di Sambiase, adibito ora a delegazione comunale, a devozione di Gregorio Cianflone da Maida.</p>
<p>A rappresentare l’ASP di Catanzaro il Dott. Tomaino e la Dott.ssa Marasco.</p>
<p>La concelebrazione Eucaristica, durante la quale è stato benedetto il quadro, è stata presieduta da P Aldo Imbrogno assistente spirituale della fraternità, concelebranti P. Vincenzo De Cicco cappellano dell’ospedale e il diacono Don Giuseppe De Fazio.</p>
<p>La celebrazione è stata radio trasmessa in tutti i reparti ospedalieri con grande gioia e commozione da parte di tutti gli ammalati e familiari presenti.</p>
<p>Hanno partecipato in cappella, inoltre, visibilmente commossi di gioia tanti terziari che hanno animato con canti e suppliche la S Messa,  fedeli e operatori sanitari.</p>
<p><strong>Tina Di Cello del.stampa</strong></p>
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		<title>Incontro del 19 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione 2011-2012]]></category>

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		<description><![CDATA[L’incontro di formazione è stato tenuto dal confratello Gennaro Calidonna proponendo alla fraternità le sue riflessioni sulla lettera del Papa. Tutti, consapevolmente o meno, stiamo diventando dei gran corridori. A volte siamo catapultati in un continuo slalom di appuntamenti, legati alle nostre famiglie e alle nostre amicizie, ecc. L’impressione che ci accompagna costantemente è perciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro di formazione è stato tenuto dal confratello Gennaro Calidonna  proponendo alla fraternità le sue riflessioni sulla lettera del Papa.</p>
<p>Tutti, consapevolmente o meno, stiamo diventando dei gran corridori.<span id="more-1524"></span></p>
<p>A volte siamo catapultati in un continuo slalom di appuntamenti,  legati alle nostre famiglie e alle nostre amicizie, ecc. L’impressione che ci accompagna costantemente è perciò quella</p>
<p>del non aver mai tempo, dell’essere sempre in ritardo. Il nostro essere sempre di corsa ci rende poi anche parecchio nervosi, insoddisfatti, tesi, con il volto teso e imbronciato, e infine chiusi e impenetrabili agli altri e alle loro richieste, perché un tale stile di vita ci svuota, ci conduce sempre fuori di noi stessi, non ci concede di ritornare alle sorgenti autentiche del nostro essere e di poterci ristorare.</p>
<p>Non c’è, in verità, solo una fame del corpo da soddisfare, vi è pure una fame dell’anima di cui dobbiamo divenire coscienti. E un’anima che non ci vede più è un grosso pericolo: è la porta aperta verso la superficialità e la distrazione. Più radicalmente un’anima affamata è esposta al pericolo di non riconoscere l’altro che ci sta accanto, con il suo carico di umanità, di gioia, di dolore, di vita.</p>
<p>Ebbene quello della Quaresima è proprio un tempo per prendere piena consapevolezza che anche la nostra anima ha una fame da soddisfare: fame di luce, fame di consolazione, fame di bellezza, fame di orientamento, fame di autenticità, fame di verità, di punti fermi, di valori, di pace, di gioia.</p>
<p><strong>Più puntualmente: fame di preghiera, fame di Parola.</strong></p>
<p>La Quaresima è per questo uno spazio liturgico intenso e particolarmente segnato dalla preghiera e dall’ascolto della Parola. E dalla pratica del digiuno corporeo quale occasione per ascoltare l’altra fame che c’è in noi. Di pregare la Parola e di una Parola che diventi nostra preghiera, ciascuno di noi ha bisogno. Ogni giorno. E la Quaresima suona la sveglia in tale direzione. Unicamente in questo modo potremo essere all’altezza di quelle preziose indicazioni che Benedetto XVI ha indicato nel suo messaggio per la Quaresima del 2012: la responsabilità verso il fratello, il dono della reciprocità, il comune cammino nella santità. E tutto questo parte &#8211; ha scritto il Papa &#8211; dalla nostra capacità di “prestare attenzione”, cioè di osservare bene, di essere attenti, di guardare con consapevolezza, di accorgersi di una realtà.</p>
<p>Dipende cioè dall’arte di coltivare la nostra anima, con la preghiera, con la Parola, con il digiuno che si fa carità e con la penitenza che si fa richiesta di perdono e di amore.</p>
<p>“Prestiamo attenzione”: la responsabilità verso il fratello. L’esortazione del Papa per la Quaresima 2012 ci porta al cuore della fede cristiana, ricentrandoci sull’amore fraterno e sulla responsabilità verso il prossimo.</p>
<p><strong>Il nostro prossimo (l’altro) è condizione di vita per noi.</strong></p>
<p>Riflettendo sul nucleo centrale della fede cristiana – la carità – il Papa ci offre un prezioso testo della Lettera agli Ebrei, per approfondire e mettere in pratica il cammino cristiano personale e comunitario verso la Pasqua: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb 10,24).</p>
<p>Ci invita a fare il punto sulla responsabilità verso il fratello. È un grande tema per la fede cristiana e per la convivenza umana. «Intellettualmente e materialmente l’altro è per ciascuno di noi condizione di vita» .</p>
<p>Cerchiamo di entrare nel vivo del discorso del Papa, analizzando l’invito a «prestare attenzione». Che cosa significa? Lo spiega bene egli stesso: «significa osservare bene, essere attenti, guardare con consapevolezza, accorgersi di una realtà». E più avanti: « invita a fissare lo sguardo sull’altro, prima di tutto su Gesù, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli». Si tratta di saper imparare a “osservare”, cioè a leggere i segni, mettendo in gioco la nostra persona. Dobbiamo confrontarci con Gesù, nostro prossimo, e poi con tutti gli altri prossimi che lo rappresentano.</p>
<p>Questa è una grande sfida per l’uomo contemporaneo, ripiegato su di sé e sempre più distratto e sedotto. Si esige perciò una svolta epocale: dall’io al tu, dall’egoismo alla fraternità, dall’indifferenza alla solidarietà. Il Papa è consapevole della debolezza dell’ora attuale: «Spesso, invece, prevale l’atteggiamento contrario: l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo mascherato da una parvenza di rispetto per la “sfera privata”». La nostra vita rischia di diventare sempre più strappata agli altri, cioè “privata” dal bene comune, in particolare da quello per eccellenza che è la relazione positiva con gli altri: la fraternità.</p>
<p><strong>L’attenzione si fa ascolto dell’altro.</strong></p>
<p>Perciò è necessaria una svolta. Si tratta di una riscossa, di un “risveglio” che implica un impegno personale di intelligenza e di volontà, quindi di libertà. Ma c’è di più. Stiamo prendendo consapevolezza che un percorso di idee deve essere accompagnato da uno stile di vita coerente che trasformi elementi teorici in applicazioni concrete.</p>
<p>In una «civiltà dell’urlo e del rumore» e di una «cultura del non ascolto» in cui, murati nel monologo, si privilegiano pratiche egocentriche, diventa indispensabile il recupero del dialogo. Esso è la soluzione al problema delle relazioni umane. Ma per dialogare bisogna saper ascoltare. E questo richiede “attenzione”: l’essere presenti a se stessi e agli altri, senza distrazioni.Bisogna voler ascoltare e farlo con tutto se stessi: «l’ascolto impegna tutto il nostro essere» ; «esige la presenza della persona e tutti quegli atti che fanno la presenza: coscienza, volontà, attenzione, silenzio, impegno, tempo; atti che sono proprio all’opposto della passività e dell’improvvisazione». Come prestare attenzione agli altri se siamo incapaci di colloquio, di dialogo?</p>
<p><strong>L&#8217;ascolto si fa disponibilità verso gli altri.</strong></p>
<p>Il silenzio voce dell’anima:</p>
<p>Il silenzio, ancor prima di essere possibilità di riflessione, deve essere spazio per l’ascolto, capacità di accoglienza, recettività senza pregiudizi, disponibilità libera dalla presunzione di sé. Il silenzio, così inteso, può paragonarsi a quel terreno buono di cui leggiamo nel Vangelo  capace di ricevere il seme della parola: della Parola di Dio e della parola dei propri simili.</p>
<p>Il silenzio può essere un dono o una sorta di penitenza, concepito quasi come un’ammenda o come una limitazione, dipende da come lo si concepisce, lo si vive, dal contesto in cui si è chiamati a incarnarlo.      E’ un dono quando diventa lo spazio per incontrare Dio, per comunicare con Lui e, con gli altri. Dio ci parla attraverso il suo silenzio. La contemplazione è l’incontro di due silenzi: quello di Dio e quello dell’uomo. Chi impara a pregare veramente, impara ad ascoltare il Verbo silenzioso, impara ad ascoltare e sa veramente relazionarsi anche con gli altri uomini.    A volte, però, il silenzio può essere una penitenza. Ci sono momenti in cui è difficile non parlare, perché ciò diventa un bisogno. E’ difficile tacere quando non si è compresi, quando si è stati offesi, quando l’altro vuole avere sempre ragione, quando vediamo comportamenti sbagliati negli altri, quando abbiamo una sofferenza, quando capiamo che l’altro ci giudica male.    Quando si riesce a vincere il bisogno di parlare e si sa tacere, il silenzio diventa &#8220;penitenza&#8221; che ci insegna a dominare le nostre passioni e che, anche con dolore, ci apre la via ad una forma di ascesi che conduce ad una vera maturità umana e cristiana. Si sperimenta, allora, una grande pace e si riesce a dominare anche i propri pensieri rettificandoli e trasformandoli in positivo, ritrovando l’equilibrio interiore.</p>
<p>«È necessario, per esempio, prima di tutto, far tacere la fretta che ci spinge a non interessarci del prossimo col pretesto del nostro molto da fare. Se ricorriamo a questo pretesto, è segno che in noi manca la condizione fondamentale dell’ascolto, che è quella di essere sempre disponibili verso gli altri, sempre desiderosi di accoglierli e fare loro del bene. Non è questione di tempo: si tratta di disposizione interiore».</p>
<p>Ma c’è un secondo ostacolo, ancora più insidioso: «C’è una fretta ancora più nascosta, che ci impedisce di ascoltare: ed è la fretta con cui noi, subito, immediatamente, cataloghiamo la persona che ci parla. Al punto che crediamo di sapere già dove vorrà parare col suo discorso. E così avviene che invece di ascoltare, pure tacendo di voce, noi parliamo a noi stessi di quella persona, e ne parliamo indipendentemente da lei, come a noi pare e piace; e così non la incontriamo, non l’accettiamo, non ci immedesimiamo in lei».</p>
<p>Il pregiudizio minaccia la genuinità dell’ascolto, la sua pienezza. Perciò è necessario un silenzio interiore radicale, per fare il vuoto dentro di noi ed essere accoglienti, e, al tempo stesso, “vivere l’altro”, “farsi uno” con lui, “farsi uno con tutti”, per “centrare la comunicazione sul tu”.</p>
<p>Di fronte alla vita disprezzata, alla persona sfruttata, all&#8217;uomo e alla donna sola, e ad ogni figlio di Dio abbandonato, non si può tacere, non si può stare &#8220;fermi&#8221;.                                                                                                                                       Volere il bene dell’altro, con maturità e con responsabilità: questo ci permette di essere «custodi» dei nostri fratelli, e di vedere negli altri, in ogni nostro simile, un altro “me stesso .</p>
<p>Un impegno forte, quello proposto dal Papa alla Chiesa. Un impegno radicale che ci metta nelle condizioni di riconoscere l&#8217;Amore di Dio per noi, e di &#8220;ridonarlo&#8221; coraggiosamente a tutti i nostri fratelli.</p>
<p>Dunque un sostegno e una “correzione” anche spirituale come segno di attenzione, di carità e di amore in vista di quella reciprocità che fa sì che “la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale”.</p>
<p>Una strada che esige impegno e non permette scorciatoie, richiedendo di spendersi in prima persona senza riserve e senza “tiepidezza”, ricordando l’insegnamento dei maestri spirituali secondo i quali “nella vita di fede chi non avanza retrocede”. E avanzare significa anche tendere alla “misura alta della vita cristiana.</p>
<p>Un altro aspetto su cui il Papa ci invita a riflettere durante la quaresima è la pratica della elemosina. L’elemosina, che esprime l’apertura al fratello. Non c’è vera apertura a Dio senza che il cuore si apra realmente al fratello, senza che si superi il cerchio dell’egoismo. Elemosina = misericordia. Proprio quello che chiediamo a Dio quando diciamo: “Signore abbi misericordia”; quella tenerezza di cui abbiamo bisogno e che chiediamo umilmente a Dio, noi siamo chiamati a donarla al fratello. Sarà la misericordia espressa nel gesto della condivisione, ma anche nella presenza e nel tempo che spendiamo per il fratello.</p>
<p>L’elemosina rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. La pratica dell’elemosina diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore. Ciò che dà valore all’elemosina è dunque l’amore.</p>
<p>Questo dono d’amore di Dio nei nostri confronti non deve esaurirsi in noi stessi, ma è dono che si rinnova tanto più lo condividiamo: allora elemosinare è dare ma prima ancora darsi.</p>
<p><strong>Gennaro Calidonna</strong></p>
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		<title>Incontro del 12 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione 2011-2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la recita dei vespri il P Assistente ha continuato la lettura e la riflessione sul messaggio del Papa per la Quaresima del 2012. &#8220;Gli uni agli altri&#8221;: il dono della reciprocità. Tale &#8220;custodia&#8221; verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la recita dei vespri il P Assistente ha continuato la lettura e la riflessione sul messaggio del Papa per la Quaresima del 2012.</p>
<p><span id="more-1522"></span>&#8220;Gli uni agli altri&#8221;: il dono della reciprocità.</p>
<p>Tale &#8220;custodia&#8221; verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana! L&#8217;apostolo Paolo Invita a cercare ciò che porta &#8220;alla pace e alla edificazione vicendevole&#8221; (Rm 14, 19), giovando al &#8220;prossimo nel bene, per edificarlo&#8221; (ibid. 15, 2), senza cercare l&#8217;utile proprio &#8220;ma quello di molti, perché giungano alla salvezza&#8221; (1 Cor 10, 33). Questa reciproca correzione ed esortazione, in spirito di umiltà e di carità, deve essere parte della vita della comunità cristiana.</p>
<p>I discepoli del Signore, uniti a Cristo mediante l&#8217;Eucaristia, vivono in una comunione che li lega gli uni agli altri come membra di un solo corpo. Ciò significa che l&#8217;altro mi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e la mia salvezza. Tocchiamo qui un elemento molto profondo della comunione: la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. Nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, si verifica tale reciprocità: la comunità non cessa di fare penitenza e di invocare perdono per i peccati dei suoi figli, ma si rallegra anche di continuo e con giubilo per le testimonianze di virtù e di carità che in essa si dispiegano. &#8220;Le varie membra abbiano cura le une delle altre&#8221; (1 Cor 12, 25), afferma San Paolo, perché siamo uno stesso corpo. La carità verso i fratelli, di cui è un&#8217;espressione l&#8217;elemosina &#8211; tipica pratica quaresimale insieme con la preghiera e il digiuno &#8211; si radica in questa comune appartenenza. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all&#8217;unico corpo che è la Chiesa. Attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi e ringraziare con loro per i prodigi di grazia che il Dio buono e onnipotente continua a operare nei suoi figli. Quando un cristiano scorge nell&#8217;altro l&#8217;azione dello Spirito Santo, non può che gioirne e dare gloria al Padre celeste (cfr. Mt 5, 16).</p>
<p>&#8220;Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone&#8221;: camminare insieme nella santità.</p>
<p>Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10, 24) ci spinge a considerare la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre più alta e più feconda (cfr. 1 Cor 12, 31-13,13). L&#8217;attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, &#8220;come la luce dell&#8217;alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio&#8221; (Pr 4, 18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell&#8217;amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr. Ef 4, 13). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell&#8217;amore e delle buone opere. Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di &#8220;trafficare i talenti&#8221; che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr. Mt 25, 25s). Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa per la salvezza personale (cfr. Lc 12, 21b; 1 Tm 6, 18). I maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede. Cari fratelli e sorelle, accogliamo l&#8217;invito sempre attuale a tendere alla &#8220;misura alta della vita cristiana&#8221; (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo millennio ineunte [6 gennaio 2001], n. 31). La sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santità di taluni cristiani esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di imitarne le virtù. San Paolo esorta: &#8220;gareggiate nello stimarvi a vicenda&#8221; (Rm 12, 10).</p>
<p>Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano l&#8217;urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr. Eb 6, 10). Questo richiamo è particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua. Con l&#8217;augurio di una santa e feconda Quaresima, vi affido all&#8217;intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.</p>
<p>Dal Vaticano, 3 novembre 2011</p>
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		<title>Incontro del 5 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione 2011-2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la recita dei Vespri il P.Assistente ha dato lettura e spiegazione del Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2012. &#8220;Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone&#8221; (Eb 10, 24) Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l&#8217;opportunità di riflettere sul cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la recita dei Vespri il P.Assistente ha dato lettura e spiegazione del Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2012.<span id="more-1520"></span></p>
<p>&#8220;Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone&#8221; (Eb 10, 24)</p>
<p>Fratelli e sorelle,</p>
<p>la Quaresima ci offre ancora una volta l&#8217;opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l&#8217;aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. È un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale. Quest&#8217;anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: &#8220;Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone&#8221; (10, 24). È una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l&#8217;accesso a Dio. Il frutto dell&#8217;accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore &#8220;con cuore sincero nella pienezza della fede&#8221; (v. 22), di mantenere salda &#8220;la professione della nostra speranza&#8221; (v. 23) nell&#8217;attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli &#8220;la carità e le opere buone&#8221; (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l&#8217;attenzione all&#8217;altro, la reciprocità e la santità personale.</p>
<p>1. &#8220;Prestiamo attenzione&#8221;: la responsabilità verso il fratello.</p>
<p>Il primo elemento è l&#8217;invito a &#8220;fare attenzione&#8221;: il verbo greco usato è katanoein, che significa osservare bene, essere attenti, guardare con consapevolezza, accorgersi di una realtà. Lo troviamo nel Vangelo, quando Gesù invita i discepoli a &#8220;osservare&#8221; gli uccelli del cielo, che pur senza affannarsi sono oggetto della sollecita e premurosa Provvidenza divina (cfr. Lc 12, 24), e a &#8220;rendersi conto&#8221; della trave che c&#8217;è nel proprio occhio prima di guardare alla pagliuzza nell&#8217;occhio del fratello (cfr. Lc 6, 41). Lo troviamo anche in un altro passo della stessa Lettera agli Ebrei, come invito a &#8220;prestare attenzione a Gesù&#8221; (3, 1), l&#8217;apostolo e sommo sacerdote della nostra fede. Quindi, il verbo che apre la nostra esortazione invita a fissare lo sguardo sull&#8217;altro, prima di tutto su Gesù, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli. Spesso, invece, prevale l&#8217;atteggiamento contrario: l&#8217;indifferenza, il disinteresse, che nascono dall&#8217;egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la &#8220;sfera privata&#8221;. Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell&#8217;altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere &#8220;custodi&#8221; dei nostri fratelli (cfr. Gen 4, 9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell&#8217;altro e a tutto il suo bene. Il grande comandamento dell&#8217;amore del prossimo esige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilità verso chi, come me, è creatura e figlio di Dio: l&#8217;essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere nell&#8217;altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore. Il Servo di Dio Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: &#8220;Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli&#8221; (Lett. enc. Populorum progressio [26 marzo 1967], n. 66).</p>
<p>L&#8217;attenzione all&#8217;altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. La cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è &#8220;buono e fa il bene&#8221; (Sal 119, 68). Il bene è ciò che suscita, protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell&#8217;altro, desiderando che anch&#8217;egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità. La Sacra Scrittura mette in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da una sorta di &#8220;anestesia spirituale&#8221; che rende ciechi alle sofferenze altrui. L&#8217;evangelista Luca riporta due parabole di Gesù in cui vengono indicati due esempi di questa situazione che può crearsi nel cuore dell&#8217;uomo. In quella del buon Samaritano, il sacerdote e il levita &#8220;passano oltre&#8221;, con indifferenza, davanti all&#8217;uomo derubato e percosso dai briganti (cfr. Lc 10, 30-32), e in quella del ricco epulone, quest&#8217;uomo sazio di beni non si avvede della condizione del povero Lazzaro che muore di fame davanti alla sua porta (cfr. Lc 16, 19). In entrambi i casi abbiamo a che fare con il contrario del &#8220;prestare attenzione&#8221;, del guardare con amore e compassione. Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello? Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l&#8217;anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni. Mai dobbiamo essere incapaci di &#8220;avere misericordia&#8221; verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero. Invece proprio l&#8217;umiltà di cuore e l&#8217;esperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e all&#8217;empatia: &#8220;Il giusto riconosce il diritto dei miseri, il malvagio invece non intende ragione&#8221; (Pr 29, 7). Si comprende così la beatitudine di &#8220;coloro che sono nel pianto&#8221; (Mt 5, 4), cioè di quanti sono in grado di uscire da se stessi per commuoversi del dolore altrui. L&#8217;incontro con l&#8217;altro e l&#8217;aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine.</p>
<p>Il &#8220;prestare attenzione&#8221; al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli.</p>
<p>Non così nella Chiesa dei primi tempi e nelle comunità veramente mature nella fede, in cui ci si prende a cuore non solo la salute corporale del fratello, ma anche quella della sua anima per il suo destino ultimo. Nella Sacra Scrittura leggiamo: &#8220;Rimprovera il saggio ed egli ti sarà grato. Dà consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà il sapere&#8221; (Pr 9, 8s). Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr. Mt 18, 15). Il verbo usato per definire la correzione fraterna &#8211; elenchein &#8211; è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male (cfr. Ef 5, 11). La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale quella di &#8220;ammonire i peccatori&#8221;. È importante recuperare questa dimensione della carità cristiana. Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui all&#8217;atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall&#8217;amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello.</p>
<p>L&#8217;apostolo Paolo afferma: &#8220;Se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu&#8221; (Gal 6, 1). Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l&#8217;importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. Persino &#8220;il giusto cade sette volte&#8221; (Pr 24, 16), dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e manchevoli (cfr. 1 Gv 1, 8). È un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C&#8217;è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr. Lc 22, 61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi.</p>
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		<title>Buona Pasqua</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 15:31:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dal Consiglio Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro …. O notte veramente gloriosa, che ricongiunge l&#8217;uomo al suo Dio&#8221; (Exsultet) La Presidente Gabriella Tomai e i Componenti il Consiglio Nazionale del TOM augurano una santa Pasqua nella grazia di Dio, nella comunione fraterna, nella solidarietà con ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro ….<br />
O notte veramente gloriosa, che ricongiunge l&#8217;uomo al suo Dio&#8221; (Exsultet)</p>
<p>La Presidente Gabriella Tomai e i Componenti il Consiglio Nazionale del TOM augurano una santa Pasqua nella grazia di Dio, nella comunione fraterna, nella solidarietà con ogni uomo, nel rispetto e nella salvaguardia di tutto il creato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fraternità di Paola augura Buona Pasqua</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 17:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fraternità T.O.M. di Paola augura affettuosi auguri di Buona Pasqua Un Abbraccio in San Francesco Adele Calomino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/04/buona_pasqua.jpg" rel="lightbox[1512]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1513" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="buona_pasqua" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/04/buona_pasqua-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>La Fraternità T.O.M. di Paola augura affettuosi auguri di Buona Pasqua</p>
<p>Un Abbraccio in San Francesco</p>
<p><strong>Adele Calomino</strong></p>
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		<title>2 aprile: commemorazione Pio Transito San Francesco di Paola</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2 aprile 2012: Chiesa Matrice alle ore 18 La domenica delle Palme del 28 marzo 1507 Francesco si ammala di una febbre insistente fino ad aggravarsi durante la settimana santa. Il giovedì, nonostante la febbre e l&#8217;età avanzata, 91 anni, si reca in chiesa per partecipare alla Messa in Coena Domini. Riceve con grande devozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/04/s_francesco1.jpg" rel="lightbox[1506]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1509" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="s_francesco" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/04/s_francesco1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>2 aprile 2012: Chiesa Matrice alle ore 18</strong></p>
<p>La domenica delle Palme del 28 marzo 1507 Francesco si ammala di una febbre insistente fino ad aggravarsi durante la settimana santa. Il giovedì, nonostante la febbre e l&#8217;età avanzata, 91 anni, si reca in chiesa per partecipare alla Messa in Coena Domini. <span id="more-1506"></span>Riceve con grande devozione tra le lacrime la comunione e dopo assiste alla cerimonia della lavanda dei piedi.</p>
<p>Il venerdì santo, convocati tutti i religiosi, li esorta ad osservare la Regola, alla carità scambievole e, soprattutto, alla osservanza del voto di vita quaresimale. Per vincere le perplessità di alcuni, egli prende ancora una volta i! fuoco tra le mani per ricordare il principio che lo aveva guidato per tutta la vita: A chi ama Dio tutto è possibile.</p>
<p>Poi, dopo avere designato come suo successore nel governo dell&#8217;Ordine, padre Bernardino Otranto da Cropalati, si fa leggere la Passione del Signore secondo Giovanni, si asperge più volte con l&#8217;acqua benedetta, guardando ripetutamente verso il Crocifisso. Poco prima di spirare, pronuncia l&#8217;ultima preghiera:</p>
<p>&#8220;O Signore Gesù Cristo, buon pastore delle anime nostre,<br />
conserva i giusti,<br />
converti i peccatori,<br />
porta in cielo le anime dei defunti<br />
e sii propizio a me<br />
miserabilissimo peccatore &#8221;</p>
<p><strong>E così muore verso le ore 10 del 2 aprile (venerdì santo) del 1507.</strong></p>
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		<title>XIII VENERDI&#8217; &#8211; LA PERSEVERANZA DI SAN FRANCESCO</title>
		<link>http://www.tomsambiase.it/xiii-venerdi-la-perseveranza-di-san-francesco</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Fratelli, siamo arrivati al termine della pia pratica dei Tredici Venerdì in onore di S. Francesco di Paola; l’abbiamo vissuta come cammino di fede per ripensare la nostra vita cristiana alla luce di alcune virtù. Chiudiamo i nostri incontri meditando sulla perseveranza. Il cammino di fede non è né facile né breve, ma ha bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fratelli, siamo arrivati al termine della pia pratica dei Tredici Venerdì in onore di S. Francesco di Paola; l’abbiamo vissuta come cammino di fede per ripensare la nostra vita cristiana alla luce di alcune virtù. Chiudiamo i nostri incontri meditando sulla perseveranza. Il cammino di fede non è né facile né breve, ma ha bisogno di essere continuo, radicale, perseverante, secondo le parole di Gesù: ‘Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime’.<span id="more-1504"></span></p>
<p>La perseveranza nel bene va presa in un duplice senso: come continuità temporale, che non ammette interruzioni, fino alla morte, e come radicalità qualitativa, che non ammette mezze misure e compromessi. Il Signore ci vuole al suo seguito per tutta vita e non vuol condividere con altri l’amore e la fedeltà che gli abbiamo giurato. Il regno di Dio può essere costruito solo da persone che, accolto Gesù e il suo vangelo, si dedicano alla sua causa per tutta la vita e senza compromessi, secondo la propria specifica vocazione; i tentennanti sono scartati da Gesù: ‘Chi mette mano all’aratro e poi si volta indietro non è adatto per il regno dei cieli’.</p>
<p>È così che guardiamo noi alla perseveranza di S. Francesco. Egli è vissuto fino a 91 anni, rimanendo fedele alla sua consacrazione. Ed ha vissuto questa scelta anche con radicalità, senza mezze misure, senza compromessi, educando così anche gli altri.</p>
<p><strong>Saluto del celebrante</strong></p>
<p>C         Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p>C         Cristo Salvatore, che ci ha predestinati alla gloria futura, e vuole che ad essa tendiamo con la perseveranza nel bene, vi accompagni sempre nella vita, e la sua grazia sia con tutti voi.</p>
<p>A         E con il tuo spirito.</p>
<p>C         Preghiamo</p>
<p>O Dio, che hai lasciato a ogni uomo la libertà unita alla responsabilità di costruire il suo futuro, ti preghiamo, per intercessione del tuo servo Francesco, che non venga mai meno in noi l’opera di bene che tu hai iniziato, affinché con la tua grazia, unita ai nostri sforzi e alla nostra perseveranza, meritiamo di vivere con te nella gloria dei beati. Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p><strong>Inizio dei Vespri</strong></p>
<p><em>Inno, antifone e Salmi dal giorno del salterio</em></p>
<p><strong>Celebrazione della parola</strong></p>
<p><em>I lettura, Dalla lettera agli Ebrei (Eb 10, 32-39)</em></p>
<p>Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni nei quali, dopo essere stati illuminati, avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta, ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo.</p>
<p>Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi. Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa.</p>
<p>Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà: il mio giusto vivrà mediante la fede; ma se indietreggia, la mia anima non si compiace in lui. Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima.</p>
<p>Parola di Dio.</p>
<p><strong>Salmo responsoriale: Sal 1</strong></p>
<p>Rit. Il servo fedele riceverà la vita.</p>
<p>Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,<br />
non indugia nella via dei peccatori<br />
e non siede in compagnia degli stolti;<br />
ma si compiace della legge del Signore,<br />
la sua legge medita giorno e notte.</p>
<p>Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,<br />
che darà frutto a suo tempo<br />
e le sue foglie non cadranno mai;<br />
riusciranno tutte le sue opere.</p>
<p>Non così, non così gli empi:<br />
ma come pula che il vento disperde;<br />
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,<br />
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.</p>
<p>Il Signore veglia sul cammino dei giusti,<br />
ma la via degli empi andrà in rovina.</p>
<p>II lettura &#8211; L’esempio di S. Francesco<br />
Dalla Vita di S. Francesco scritta da un discepolo anonimo contemporaneo</p>
<p>Egli volle osservare e custodire le legge naturale, i comandamenti di Dio dell’antica e nuova Legge; cercò di amare e onorare Do con tutto il cuore, con le labbra e con le opere, di servirlo e obbedirgli con tutti i sensi e con tutta la sua mente. Ebbe, per special favore, in pieno possesso le virtù morali, cardinali e teologali; le beatitudini promesse ai santi patriarchi, ai profeti, agli apostoli, ai martiri, ai confessori, alle vergini, agli eremiti e agli anacoreti. Le ricercò come un secondo Elia e un Giovanni evangelista, con la pratica delle virtù e la palma della vittoria. Così soppiantò vittoriosamente il mondo, la carne e il demonio.</p>
<p>Fu degno di lode nella sua infanzia, caritatevole nella sua adolescenza, degno di onore nella sua giovinezza e molto amabile nella sua vecchiaia, vegliando in ogni tempo, facendo penitenza per novant’anni. Di bene in meglio, di virtù in virtù, l’Uomo di Dio, senza interruzione, si studiò di perseverare in ogni buona devozione, nella santa religione, che è, per i religiosi buoni, un paradiso in terra. E operò così santamente da entrare nella Patria celeste.</p>
<p><strong>Omelia del celebrante</strong></p>
<p><em>Ant. e canto del Magnificat</em></p>
<p><strong>Preghiera dei fedeli</strong></p>
<p>C         Fratelli, noi siamo certi che il Signore gradisce gli sforzi che compiamo per camminare nella via del bene. Preghiamo perché possiamo continuare con perseveranza a credere fermamente nel suo amore e ad operare il bene nel tempo, che la sua bontà ci concede per la nostra santificazione e per lavorare alla costruzione del suo regno.</p>
<p>A         Signore, per intercessione di S. Francesco, rendici perseveranti nel bene.</p>
<p>-           Perché nel nostro impegno di costruire il bene, lì dove la vita ci pone, accettiamo la logica evangelica del piccolo seme che produce grandi frutti e del poco lievito che fa fermentare una grande massa, preghiamo.</p>
<p>-           Perché non perdiamo mai la fede nella Provvidenza di Dio ma possiamo collaborare con essa con umiltà e generosità, accettando che si compia sempre la volontà di Dio, preghiamo.</p>
<p>-           Perché non ci stanchiamo mai di fare il bene, confidando nella grazia di Dio, sostegno incrollabile di ogni discepolo di Cristo al di là e al di sopra di ogni aiuto umano, preghiamo.</p>
<p>-           Perché non ci accontentiamo di vivere solo un cristianesimo superficiale, ma ci impegniamo con tutte le forze in una vita di fede che punta diritto verso la santità, preghiamo.</p>
<p>C         E ora imploriamo l’infinita bontà del Padre celeste con la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato.</p>
<p><strong>Canto del Padre nostro</strong></p>
<p><em>Esortazione prima dell’orazione finale</em></p>
<p>Carissimi fratelli, siamo arrivati alla fine della pia pratica dei Tredici Venerdì. L’abbiamo fatta con fede, con amore e con tanta speranza di ottenere dal Signore, per intercessione di S. Francesco, le grazie delle quali abbiamo bisogno. Sappiamo che la devozione al nostro Santo non finisce qui, ma continuerà, perché noi vogliamo bene a S. Francesco. Essa deve continuare così come l’abbiamo vissuta in questi venerdì, cioè con il desiderio, la volontà e lo sforzo di imitarlo. S. Francesco deve essere per noi non solo il santo da invocare, ma anche la guida da seguire e il modello da imitare.</p>
<p>Non perdiamoci allora di coraggio, ma ripartiamo con fede, guardando alla meta della santità, che deve essere anche il nostro obiettivo. Siamo perseveranti nella preghiera, nella messa domenicale, nella pratica dei sacramenti. Siamo perseveranti in quel bene  iniziato a fare, seguendo le proposte ascoltate ogni venerdì. Come promessa abbiamo il Paradiso, dove un giorno noi godremo Dio assieme a S. Francesco, che abbiamo invocato qui in terra.</p>
<p>C         Preghiamo.</p>
<p>O Signore, che hai ritenuto indegno del regno dei cieli chi mette mano all’aratro e poi si volta indietro, noi ti preghiamo: non permettere che distruggiamo ciò che abbiamo cominciato, ma rendi efficace il nostro desiderio di perseverare sempre nell’amore verso di te e verso i fratelli. Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p><strong>Benedizione finale</strong></p>
<p>C         Il Signore sia con voi</p>
<p>A         E con il tuo spirito</p>
<p>C         Dio Padre vi conceda perseveranza nei buoni propositi.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p>C         Gesù Cristo suo Figlio vi doni di essere docili e fedeli alla volontà del Padre.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p>C         Lo Spirito Santo vi dia fortezza d’animo per non deviare mai dal retto cammino.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p>C         E su tutti voi che oggi chiudete la pia pratica dei Tredici Venerdì in onore di S. Francesco di Paola, invoco la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.</p>
<p>A         Amen.</p>
<p><strong>Canto a S. Francesco e bacio della reliquia</strong></p>
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		<title>Assemblea Consigli Fraternità Calabria</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 14:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedolab</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 marzo 2012 si è svolta l’assemblea di tutti i Consigli delle Fraternità della Calabria, compresi i Padri Assistenti, assieme ai componenti del Consiglio Provinciale per riflettere sul tema: “VOCAZIONE E SERVIZIO NEL TOM”. “Vivere la responsabilità del proprio ruolo come servizio a Dio e ai fratelli” L’incontro ha avuto inizio alle 8.30 con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/3.jpg" rel="lightbox[1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1492" title="3" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/3-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Il 3 marzo 2012 si è svolta l’assemblea di tutti i Consigli delle Fraternità della Calabria, compresi i Padri Assistenti, assieme ai componenti del Consiglio Provinciale per riflettere sul tema: “VOCAZIONE E SERVIZIO NEL TOM”.</p>
<p>“Vivere la responsabilità del proprio ruolo come servizio a Dio e ai fratelli”<span id="more-1491"></span></p>
<p>L’incontro ha avuto inizio alle 8.30 con l&#8217;accoglienza dei partecipanti nel Convento dei Padri Minimi di Sambiase (Breve momento di Fraternità).</p>
<p>Alle ore 9.30 recita delle Lodi Mattutine presieduti da P. Franco Santoro</p>
<p>Ore 9.50 la correttrice provinciale ha dato lettura del messaggio della Correttice Nazionale impossibilitata, per motivi di salute, ad essere presente ai lavori.</p>
<p>Ore 10.15 i Gruppi in base alle deleghe che ognuno svolge nel proprio Consiglio si sono riuniti per discutere e scambiarsi le varie esperienze che si vivono nelle proprie fraternità.</p>
<p>Alle ore 11.45 Incontro di tutti i gruppi per la condivisione delle varie esperienze.</p>
<p>Alle ore 12.45 recita dell&#8217; Ora Media.</p>
<p>Con l&#8217;agape fraterna si è conclusa l&#8217;esperienza di ritrovarsi tante realtà diverse ma accomunate da un unico intento : vivere il carisma minimo di San Francesco da Paola nostro comune Padre Fondatore.</p>
<p>Di tanta grazia ringraziamo il Signore,gli organizzatori e tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita dell&#8217;iniziativa, poichè questi incontri, sicuramente contribuiranno alla crescita e alla maturità di ognuno e di conseguenza di tutta la fraternità, per un cammino sempre più unitario.</p>
<p><a title="atti incontro" href="http://www.tomsambiase.it/doc/atti_incontro_3_marz_2012.doc">scarica gli atti dell&#8217;assemblea</a></p>
<p><strong>Tina Di Cello Del.Stampa</strong></p>
<p><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/1.jpg" rel="lightbox[1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1493" title="1" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/6.jpg" rel="lightbox[1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1494" title="6" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/6-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/5.jpg" rel="lightbox[1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1495" title="5" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/5-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><a href="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/2.jpg" rel="lightbox[1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1496" title="2" src="http://www.tomsambiase.it/wp-content/uploads/2012/03/2-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
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