Formazione: incontro del 19 novembre 2012

PROFESSIONE  DI  FEDE E VITA DEL CREDENTE : CONSAPEVOLEZZA DELL’ESSERE CHIESA

Le riflessioni precedenti ci hanno portato ad affermare che la giusta conoscenza della fede é presupposto indispensabile per l’obbedienza alla fede, ossia all’agire secondo DIO (conversione dell’uomo) e che questa nostra fede può essere ravvivata e crescere, solo rimanendo sempre a contatto della “Parola”.  Anche il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che, solo credendo, la fede cresce, perché ci si abbandona in un Amore che si scopre essere sempre più grande, perché ha la sua origine in Dio. La Parola di Dio, si dice nelle Sacre Scritture, è “ Lampada per i nostri passi, Luce per il nostro cammino”. Alla luce di quanto  é stato detto  nella scorsa riunione, “La fede senza le opere é morta”(riflessioni sulla lettera di Giacomo), mi é venuto spontaneo chiedermi : Ma noi, permettiamo alla  Parola, di dirigere veramente la nostra vita o ci é scomoda e quindi la mettiamo nell’oblio, quando cozziamo con le regole del mondo e con le pretese del nostro IO?

Crediamo veramente al contenuto della nostra fede, ossia al Progetto d’ Amore di Dio che ha voluto la redenzione dell’umanità, tramite il sacrificio del Suo stesso figlio Gesù Cristo? Siamo veramente convinti che Gesù é Via- Verità e Vita, ossia che l’osservanza dei suoi precetti (primo fra tutti l’Amore), é indispensabile per il conseguimento della nostra e altrui salvezza? E per creare sin da ora sulla terra un mondo più bello, più giusto, più ad immagine di Dio? Perché é solo in tale contesto che il cristiano cambia il suo modo di rapportarsi a Dio;  é solo se alla base ci sono queste convinzioni, che la professione di fede  diventa autentica e cessa di essere un cristianesimo di parata, un insieme di atti formali incapaci di trasformare il proprio modo di agire, perché gli stessi non toccano il cuore. E’ solo nell’Illuminazione della vera fede che ogni atto di professione assume il valore che gli è proprio : La Preghiera diventa in tal caso, un vero dialogo con Dio, mezzo di abbandono nella speranza. L’accostamento alla Parola diventa un vero rapportarsi e confrontarsi con Lui, vera guida per il nostro cammino. I Sacramenti, soprattutto l’Eucarestia, vero mezzo di rinascita e rinvigorimento spirituale, per dominare le nostre passioni e potenziare le nostre virtù, nel nostro vivere quotidiano.

La Spiritualità del cristiano in tal caso, non é quindi una Spiritualità ipocrita, tendente all’evidenziazione di sé (proprio come i farisei), ma, in atteggiamento di profonda umiltà, esprime il vero bisogno di Dio, di stare sempre alla sua presenza e di lasciarsi plasmare dalla forza dello Spirito Santo, per attuare la Sua volontà.( Contemplazione che diventa Azione ). La volontà di Dio é espressa dalle opere dell’amore – Giovanni : 13, 34-35 dice infatti :” Vi do un Comandamento nuovo, che vi amiate a vicenda : amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”.”In questo conosceranno  tutti che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri”. Amare l’altro significa vivere il sevizio in ogni ambito, rifiutando il potere come fine a se stesso. Significa vivere la comprensione, l’accettazione delle diversità, la solidarietà, l’onestà, rifuggendo dalle prevaricazioni, cupidigie,ambizioni, egoismo, e ricercando la Comunione, frutto della giustizia e della pace. Cosa é la Chiesa in questo contesto? Quale l’atteggiamento del cristiano e del cristiano laico, in essa? Il termine Chiesa significa convocazione, riunione di credenti. La Chiesa é stata voluta da Dio, concepita da Lui nel suo disegno di salvezza dell’umanità; già nell’antica Alleanza Dio ha eletto il suo popolo (la sua chiesa), donandogli con Mosè la Tavola dei “Dieci Comandamenti”, per preservarla dalla perdizione.

Nella Nuova Alleanza, la Chiesa poi é stata istituita da Cristo (Figlio di Dio) che l’ha fatta Sua Sposa perché ha sacrificato la sua stessa vita per la sua redenzione, donando ad essa la possibilità di santificarsi, nella obbedienza ai Suoi Precetti. Dopo Cristo, gli stessi Apostoli da Lui inviati e poi i loro diretti discendenti (Gerarchia della Chiesa), le persone consacrate, i laici, insieme unico gregge con un solo Pastore (Cristo), tramite l’azione dello Spirito Santo, hanno portato avanti nei secoli fino ad ora, il messaggio di salvezza di Dio per l’umanità, operando conversioni per sé e per gli altri. La Chiesa é una torre vivente la cui Pietra Miliare é Cristo. E’ fatta da uomini peccatori, ma nel suo contesto, soprattutto nel Sacramento dell’Eucarestia, anelano alla santità. I cristiani sono membra vive di uno stesso corpo che, pur nella eterogeneità, nella molteplicità delle loro funzioni, garantiscono la sopravvivenza del Corpo stesso (ossia la Chiesa); e ancora, i cristiani sono come i tralci uniti alla Vite (Cristo) che, se vengono da essa sradicati, si seccano e muoiono. Si evince da ciò che i cristiani, pur nelle contraddizioni, possono far maturare e accrescere la loro fede, conseguendo la salvezza, solo nella Chiesa.

GISELLA LEONE

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