Il ricordo di Fra Ciccio Marrella

Il 24 febbraio è tornato alla Casa del Padre Fra’ Francesco (Ciccio) Marrella.

Alla vigilia della Quaresima, tempo propizio nel quale si rinnova la speranza in Colui che ci ha fatti passare dalla schiavitù della morte alla gloria, ha concluso la sua lunga giornata terrena Fr. Francesco Marrella, che da alcune settimane aveva compiuto 92 anni, avendone trascorsi ben 76 nella nostra Famiglia come Fratello Oblato.
Dopo aver superato la tappa riservata “per i più robusti” (Sal 90,10), la sua forte fibra ha iniziato a presentare i primi segni della malattia che ne ha progressivamente ridotto i movimenti e che solo grazie alle amorevoli e diuturne cure, soprattutto del P. Correttore e dei suoi collaboratori, ha avuto un decorso molto lento, quasi impercettibile. Ormai “vecchio e sazio di giorni (Gen 25,8), ha trovato nella preghiera quotidiana la forza che gli ha fatto abbracciare silenziosamente la croce della sofferenza. L’ho incontrato per l’ultima volta il 10 febbraio u.s. e sono rimasto edificato dalla precisione con cui ha partecipato alla preghiera prima e dopo la mensa.
D’altro canto, guardando a ritroso il suo percorso da religioso, questo stile non deve meravigliarci. Infatti, appena giunto a Paola accompagnato dal Correttore di Pizzo, P. Pasquale Ferrara, il nostro “Cicciarello” si distinse subito per le sue doti di cuore e di intelligenza, onde, emessa la professione come Fratello Oblato, lasciò la Casa Madre e fu inviato a Roma, presso il nuovo Collegio Internazionale, ove per diversi anni svolse l’ufficio di sagrestano. Difatti, la liturgia e ed il decoro per la casa del Signore hanno sempre contrassegnato il suo servizio nel nostro Ordine. Forse non tutti lo ricordano mentre suonava ed accompagnava col canto le cerimonie, ma tutti ricordiamo la sua particolare e singolare passione per il presepe, dove la sua intelligenza aveva modo di esprimersi attraverso originali ed artistiche ricostruzioni. L’esperienza maturata in campo liturgico, la sua forte devozione verso la Vergine del Miracolo, unitamente al servizio che svolgeva in chiesa a disposizione dei fedeli, indussero mons. Armando Fares, Arcivescovo di Catanzaro, ad istituirlo ministro straordinario dell’Eucaristia nell’Anno Santo del 1975.

Oltre alla chiesa e alla cucina, l’altro campo in cui questo indefesso operaio della Vigna del Signore si è contraddistinto è stato quello della questua. Fedele agli obblighi cui sono tenuti i nostri Oblati, quante miglia di chilometri ha percorso Fra Ciccio per procurare, soprattutto nell’immediato dopo guerra, quanto serviva al sostentamento dei frati. Ne sanno qualcosa i fratini di Grottaglie: il 20 ottobre 1955 aprì i battenti la Scuola Apostolica che, nell’arco di pochissimi anni, si riempì di fratini. Se al peso della preparazione dei cibi per cinquanta ragazzi si aggiunge anche la questua, svolta peraltro con i mezzi e nelle ristrettezze di allora, ci si rende subito conto di quanto fosse alta ed ardita l’impresa da lui portata avanti.
Tra le tante attestazioni sul suo costante impegno per la crescita e la diffusione dell’Ordine, riporto uno stralcio della lettera che scrisse l’11 novembre 1959 a P. Oronzo Carriero, Provinciale del tempo, dove manifesta la sua disponibilità alla volontà dei Superiori Maggiori: «nella mia Provincia di Catanzaro si è aperto un secondo convento cioè Sambiase; dato che a tutti fa nausea, se volete che ci vada io da povero fratello a fare un po’ di bene … per come abbiamo portato su questo grandioso convento di Grottaglie, così speriamo di portare su l’antico convento di Sambiase tuttora Municipio».
Insieme con noi, nell’elevare al Signore il nostro cantico di gratitudine per questo grande dono che è stato Fra Ciccio, ci sono i tanti poveri che, bussando alle porte dei nostri conventi, sono stati accolti e serviti «con cuore lieto e con volto sereno», così come prescrive la nostra S. Regola.
Nell’accompagnare con la preghiera personale e con i prescritti suffragi (Dir. 52) l’anima eletta fra Francesco Marrella all’incontro con “Cristo nostra Pasqua” (1 Cor 5,7), rivolgiamo la nostra fervida preghiera al Padrone della Messe perché questo vuoto sia al più presto colmato. Con Fra Ciccio, infatti, si estingue la benemerita categoria dei Fratelli Oblati. Il B. Nicola Saggio, di cui quest’anno ricordiamo il III centenario della sua nascita al cielo, avvalori questa nostra richiesta, affinché la vocazione del Religioso Fratello conosca una nuova e promettente fioritura.
Vi saluto affettuosamente nel comune Padre S. Francesco di Paola.

(P. Rocco Benvenuto)
Provinciale

NOTE BIOGRAFICHE

Fra Francesco Marrella era nato a Pizzo Calabro (VV) il 30 gennaio 1917 ed è stato accettato nell’Ordine a Paola il 20 aprile 1931. Compiuto il noviziato ed emessa nella Casa Madre la prima professione come fratello oblato il 10 dicembre 1933, si è definitivamente legato a Roma il 2 febbraio 1938 emettendovi la professione perpetua. Sempre disponibile verso i superiori maggiori, nelle varie sedi dove l’obbedienza lo ha portato ha ricoperto sempre gli uffici di sagrestano e cuoco. È stato di comunità a Roma-Collegio di Via Collazia (1934-1941), a Taranto (1941-1942), a Pizzo (1942-1944), a Cosenza (1944-1953), a Grottaglie (1954-1959, 1962-1964), a Sambiase (1961-1962, 1964-1975), a Catanzaro (1975-1980) e a Catona, dal 1980 al 24 febbraio 2009, giorno in cui ha lasciato questa vita ed è tornato alla Casa del Padre. Dopo le esequie, la salma di Fra Ciccio sarà tumulata nella tomba dell’Ordine nel Cimitero di Paola.

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