Incontro del 1° febbraio

Alle ore 18,30 la recita comunitaria dei vespri; subito dopo ha inizio la formazione che, sempre alla presenza del padre assistente padre Aldo Imbrogno, é condotta dalla presidente provinciale Teresa Paonessa. La sua relazione apre con un esortazione: Che facciamo come T.O.M.? In che modo il T.O.M. cerca di essere presente nel territorio? Dopo il concilio Vaticano II, come espresso nella Crhisti fideles laici (esortazione post sinodale di Giovanni Paolo II ), si ha infatti una riqualificazione della figura del laico, ritenuto ormai strumento indispensabile nello stesso ruolo di missionarietà della Chiesa nel mondo, e chiamato a realizzare proprio nel mondo, nella sua secolarità, il proprio percorso di santità.
Tutto ciò é possibile se il laico, quindi anche il terziario minimo, nel suo vivere quotidiano in ambito familiare, sociale, di lavoro, sfidando le tendenze individualistiche, egocentriche e le pseudo libertà del mondo d’oggi, riesce ad incarnare i principi cristiani, primo fra tutti l’amore per il prossimo. Un amore che si qualifica poi in rispetto, giustizia, comprensione, solidarietà con l’altro testimoniando in modo credibile l’Amore di Cristo e creando i presupposti per la conversione dell’altro in Dio.
“Esprimere il Primato di Dio con la propria vita”- “Essere servi fedeli di Dio e riporre solo in Lui il proprio cuore”-(Ved. I capitolo della Santa Regola, lasciataci dal nostro Santo Fondatore San Francesco da Paola), tema del programma nazionale T.O.M. 2009/2010, é cosa non facile. E’ necessario a tal fine una maggiore formazione, un maggiore approfondimento della nostra Regola (dimensione contemplativa della spiritualità laicale minima); conoscere meglio la Santa Regola però, non significa conoscenza teorica superficiale di leggi da osservare, ma implica accogliere col cuore i contenuti in essa espressi, creando i presupposti per convertirli in azione, nel conseguimento di una vera maturità spirituale.
“Vivere nel mondo con il cuore fisso in Dio” esprime nella sua lettera la correttrice nazionale Gabriella Tomai in modo da, “Essere nel mondo ma non essere del mondo” come dice il Vangelo Giovanni: 17,13-18. E’ in questo contesto che é maturato il progetto di un corso di formazione per formatori, atti poi a collaborare con gli stessi delegati alla formazione per promuovere la crescita spirituale delle proprie fraternità. E’ sempre in questo contesto che si elabora un programma nazionale unico di formazione delineando percorsi comuni come quello di promuovere l’aspetto contemplativo del carisma minimo ,ossia ricercare nel silenzio la voce dello Spirito per poi farsi guidare dallo Spirito e riscoprire la propria vocazione laicale minima; si valorizzano quindi gli stessi Esercizi spirituali, la Santa Messa, i Sacramenti, preghiere personali e comunitarie.
Alla fine della relazione, come spunto per la riflessione sulla tematica appena trattata, sono poste alla fraternità tre domande: 1) Cosa é per me la Regola?
2) Nella mia vita tengo presente la Regola? 3) Faccio riferimento ad essa? In che modo?
Dopo qualche intervento si conclude con la preghiera.

GISELLA LEONE.

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