Incontro del 13 dicembre

ASPETTO PENITENZIALE DEL CARISMA MINIMO: IL RAPPORTO CON L’ALTRO.

Il rapporto con l’altro é un fattore di grande rilevanza sociale e umana perché, dalla modalità in cui viene vissuto,dipende il saper creare una comunità. Purtroppo nella società di oggi, come dice la stessa Chiara Lubick, l’io é al centro dell’universo, quindi il rapporto con l’altro viene stabilito solo in funzione di un utile per il singolo; é così che nel vivere odierno si palesano diverse realtà: o subisci,( le ingiustizie, le prevaricazioni, le incomprensioni ) o contrattacchi,(seguendo le vie dei compromessi,della violenza, della menzogna ecc.) o sei competitivo (ossia, vivi la tua vita nella speranza di far fallire l’altro).Alla luce di queste considerazioni, si vive quindi :sopra l’altro (dominandolo)-sotto l’altro (diventandone succube)-in funzione dell’altro (parassita). Un tale stato,come abbiamo più volte considerato,porta a diseguaglianza tra gli uomini e di conseguenza, sofferenza, tensione, infelicità, mancanza di pace interiore, dal piccolo ambiente, al mondo intero. ( Un mondo non più ad immagine di Dio), in cui non c’é la speranza, non si comprende il messaggio divino di Salvezza. Bisogna quindi cercare nella vita sociale una cultura cristianamente orientata; ed é proprio compito dei laici,nel nostro caso laici minimi,creare un percorso che alla luce del Vangelo,possa realizzare una vita vivibile per tutti; dobbiamo cioè realizzare il saper vivere con l’altro creando quindi la comunità. Come? Fede, Speranza, Carità, tre virtù teologali che se pienamente vissute, edificano la vita del cristiano. La fede assoluta in Dio infatti, é sinonimo di speranza in Lui, e al contempo, forza propulsiva alla carità verso gli altri. E’ poi l’amore di Cristo che, come un fluido vitale irrora tutte le membra e fa sì che ognuna, pur nel suo ruolo specifico, ma in sinergia con le altre, contribuisce a vivificare un solo Corpo che é la Chiesa. E’ l’amore di Cristo che permette di vivere l’aspetto penitenziale del carisma minimo: Rinnegare il nostro io per amore per amore dell’altro, sopprimendo le nostre passioni (orgoglio,evidenziazione di sé gelosie, invidie, vanità, cupidigia ) ed esaltando virtù come l’umiltà, la pazienza, la comprensione, la solidarietà, ecc. Bisogna rispettare l’altro come persona, non offendendo la sua dignità di figlio di Dio e quindi nostro fratello, rapportarci con lui senza pregiudizi. L’altro infatti, é un terreno sacro che, come disse Dio a Mosè sul monte Sinai vicino al roveto ardente, non possiamo attraversare con i calzari ( dei pregiudizi, degli odi, dei rancori, delle invidie o gelosie). Quando attraversiamo il terreno dell’altro con i calzari,si passa spediti, non riusciamo a cogliere le sue ricchezze, la sua diversità, la sua interiorità ed incuranti si rischia di cancellare tutto. A piedi nudi invece, il timore di farci male, ci induce a camminare piano, ad essere più prudenti, riflessivi, a cogliere i particolari e quindi a non ferirci e non ferire. Contiamo sulla Grazia di DIO per riuscirci.

Gisella Leone

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