Incontro del 13 febbraio 2012

TEMATICA : “LA VERA PERFEZIONE DELL’UOMO SI REALIZZA NELL’AMORE E NELLA CAPACITA’ DI FARE PENITENZA PER L’ALTRO”

C’erano due cisterne a distanza di qualche decina di metri l’una dall’altra; si guardavano e, qualche volta, facevano un po’ di conversazione. Erano molto diverse; la prima cisterna era perfetta: le pietre che la formavano erano salde e ben compatte, a tenuta stagna. Non una goccia della preziosa acqua era mai stata persa per causa sua.

La seconda presentava invece fenditure, come delle ferite, dalle quali sfuggivano rivoletti d’acqua. La prima, fiera e superba della sua perfezione, si stagliava nettamente. Solo qualche insetto osava avvicinarsi o qualche uccello. L’altra, era coperta invece di arbusti fioriti, convolvoli e more che si dissetavano all’acqua che usciva dalle sue screpolature. Gli insetti ronzavano continuamente intorno a lei e gli uccelli facevano il nido sui bordi. Non era perfetta, ma si sentiva tanto, tanto felice. In questo breve brano, abbiamo due simbologie : La prima cisterna, perfetta, salda, a tenuta stagna, potrebbe rappresentare l’uomo della società di oggi; l’uomo che vede la sua perfezione, nella realizzazione del suo IO personale: conseguimento di potenza, ricchezza, fama, carriera e che non si pone problemi etici, spianandosi la via con compromessi, scelte egoistiche, disonestà varie, per nulla curandosi del fatto che, quello stesso comportamento danneggia il suo prossimo, ostacola il bene comunitario. Svanisce infatti in lui il senso del peccato, giustificandolo anche : “Se non fai così non ti realizzi”-“Il mondo va così, non lo salvi tu.” E’ lo stesso uomo che, nella difesa delle sue false libertà, ha anche smarrito il senso della famiglia, del grande dono della paternità e maternità, nonché di quello della procreazione e quindi, della difesa del diritto alla vita. Un uomo quindi, che nella tutela esclusiva di se stesso, non è capace di generare vita per gli altri, proprio come la cisterna che non perde una sola goccia della sua preziosa acqua!! La seconda cisterna invece, rappresenta il vero cristiano, ossia un uomo che va alla continua ricerca della perfezione dell’anima, della coscienza pura e che per conseguire ciò, pone al centro della sua vita quotidiana, non se stesso, ma, Dio e il prossimo. Tale scelta, comporta delle sofferenze, delle perdite materiali e morali nella vita di ogni giorno, rappresentate nel racconto, dalle crepe della cisterna. E’ proprio però questa penitenza, vissuta con risolutezza e con gioia, ad esprimere la vera carità verso l’altro e, come l’acqua che filtra dalle fenditure della cisterna, ha il potere di creare vita attorno a sé, ossia un mondo migliore, più ad immagine di Dio.

Nei rapporti interpersonali, avere l’umiltà di mettersi in discussione, placando il proprio orgoglio e desiderio di rivalsa, accettando e comprendendo l’altro nella sua diversità, é vero, ci costa, ma questa nostra penitenza vissuta per amore, ci fa essere operatori di pace come vuole Gesù e ci fa vivere la bellezza della comunione. Perdere un po’ di noi stessi come tempo, da destinare all’ascolto, ad un aiuto fisico e morale di un nostro prossimo, é penitenza, sempre per amore, ma ci fa guadagnare un sorriso, un riparo alla solitudine e al disinteresse per la vita di qualcuno che ci sta accanto. Vivere una vita sobria, di onesto lavoro, in pieno affidamento alla Provvidenza Divina, rifiutando i compromessi, gli imbrogli, i contratti illeciti, ci fa perdere in ricchezza, carriera, potenza, onori, per amore, ma si guadagna un mondo più giusto e vivibile per tutti. La vera perfezione quindi dell’uomo, é L’AMORE, ossia la capacità di sacrificarsi per l’altro. Solo in tal senso vanno intese le parole di Gesù :”Siate perfetti come é perfetto il Padre Vostro che é nei cieli”.

GISELLA LEONE

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