Incontro del 14 novembre 2011

FEDE – SPERANZA – CARITA’ : VIRTU’ INDISPENSABILI PER VIVERE LA NOSTRA VOCAZIONE MINIMA.

L’obiettivo del programma formativo nazionale T.O.M. di quest’anno é:

“Essere capaci di vivere con coerenza la nostra vocazione minima”. Il termine vocazione, abbiamo più volte ascoltato, significa chiamata ; ognuno di noi infatti, anche se in contesti differenti, tramite il Carisma di San Francesco da Paola (umiltà, carità, penitenza), é stato chiamato da Dio ad intraprendere un cammino di Spiritualità più intensa che non é quella dei consacrati, ma che, adattandosi alle nostre esigenze di vita da secolari, tende comunque a migliorarci interiormente, per essere donne e uomini nuovi ; donne e uomini cioè capaci di testimoniare con le proprie opere l’amore di Dio nel mondo. La parola “CHIAMA”, se la scomponiamo,significa infatti : CHI AMA.

I frutti dell’amore sono : l’unità, la pace, la giustizia, la solidarietà, l’onestà, la serenità ecc. ; frutti che, se coltivati da ognuno, rendono il mondo migliore e possono in tal caso convertire gli altri a Dio, operando la nostra e altrui salvezza. Il cammino di conversione, di perfezionamento interiore a cui ognuno di noi é chiamato, dura tutta una vita e, in questo cammino, la nostra Luce, il nostro Compagno di viaggio é e deve essere Cristo. In Luca : 9,35 (Vangelo della Trasfigurazione), gli Apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo, odono da una nube la voce di Dio che esclama: < Questi é il mio figlio prediletto, “Ascoltatelo”. Il termine ascoltatelo, non si riferisce certo ad un ascolto formale, cioè ad un semplice udire, ma significa invece ascoltare con il cuore ciò che Gesù ci dice, per poi essere capaci di convertire in azione tutti i suoi insegnamenti; significa in altre parole, ricercare con entusiasmo Cristo, con lo studio e riflessione sulla Parola, con la preghiera costante in qualsivoglia forma, con i Sacramenti, soprattutto l’Eucarestia (Piena Espressione del Suo immenso amore per noi), per esserne fortificati e quindi obbedirlo nella nostra vita.

I santi che noi veneriamo, tra cui il Nostro Santo Padre San Francesco da Paola, hanno fatto questo. Tali mezzi di perfezionamento spirituale quindi, ci possono aiutare a concretizzare la nostra vocazione, nella stessa misura in cui noi poniamo Cristo a dirigere la nostra vita, secondo l’ intensità della nostra fede in Lui; una fede che, se concreta, ci fortifica nella speranza(sapremo infatti che Dio sarà sempre al nostro fianco), portandoci a vivere poi la Carità. Diceva San Paolo dopo la sua conversione: Non sono io che vivo in Cristo, ma é Cristo che vive in me. In conclusione, Dio ci chiama tutti indistintamente, ma la realizzazione del Suo progetto in ognuno di noi, dipende dal nostro libero arbitrio, dalla nostra volontà di accettarlo. Se noi ci rendiamo impermeabili alla Grazia Divina, Essa scivola su di noi senza lasciare alcun segno, anche se facciamo tante cose e altrettanto belle; dobbiamo essere invece delle spugne che assorbono l’Acqua Ristoratrice di Cristo per spremerla poi da noi stessi nei momenti bui della nostra vita, riconoscendo quindi e, affrontando bene le nostre aridità spirituali. Preghiamo e chiediamo a Dio ogni giorno che aumenti la nostra fede.

Gisella Leone

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