Incontro del 23 novembre

Dopo la consueta recita comunitaria dei Vespri alle ore 18,30, alla presenza del padre assistente padre Aldo Imbrogno, c’è un breve intervento del correttore Antonio Mamertino, con finalità informative sui prossimi eventi relativi alla vita stessa di fraternità: 1) Lunedì 7 dicembre, l’incontro della fraternità con il padre provinciale P. Rocco Benvenuto, nel contesto della sua visita canonica dal 6 al 9 dicembre 2009; 2) Domenica 13 dicembre, Il ritiro spirituale di Avvento a Paola; 3) Lunedì 14 dicembre, un’uscita, un’agape fraterna, per assaporare la gioia di stare insieme e promuovere ancor più lo spirito di comunione.
Si passa poi al momento formativo condotto dalla delegata alla formazione Rita Vincenti ed orientato al programma formativo nazionale T.O.M. per il triennio 2009-2012 ossia: “Essere servi fedeli di Dio e riporre solo in Lui il proprio cuore”; un obiettivo che ognuno di noi deve perseguire, per essere concreti testimoni del Vangelo con la propria vita e avere la salvezza eterna. Ved. S.Regola Cap.1,par.1 ed art. 20 delle Costituzioni. Si fa inoltre riferimento alla lettera scritta dalla presidente nazionale T.O.M. Gabriella Tomai, dal titolo: “Abitare il mondo con il cuore fisso in Dio”; in essa c’è l’invito per il laico minimo a vivere il Primato di Dio nella propria vita, in un progetto di piena comunione con Lui- a fare deserto intorno a sé di tutto ciò che è materiale, per poter ascoltare la voce dello Spirito (Dimensione contemplativa della spiritualità laicale minima); finalità queste, perseguibili con la partecipazione ai ritiri spirituali, a momenti di preghiera personale e comunitaria, come la lectio divina, la Liturgia delle Ore, rafforzando la vita Sacramentale della Confessione e Comunione, e valorizzando, il significato della Santa Messa. Solo ricercando la piena comunione con Dio, si può sentire il Suo Amore Infinito, ed arricchiti della Sua Grazia, acquistare la forza per accogliere col cuore la Sua Parola. Il cuore non è solo la sede delle emozioni, dei sentimenti, ma come inteso dal popolo ebraico, il motore della volontà, delle proprie azioni. Ascoltare con il cuore i precetti di Dio, significa pertanto attuarli, concretizzarli nella propria vita in ambito familiare, lavorativo, sociale; significa per il laico minimo, “Essere nel mondo, ma non essere del mondo”.Ved.Giovanni 17,13-18. E’ solo in questo contesto, che la vita secolare non solo non è un limite al percorso di santificazione proposto dal nostro Santo Fondatore, ma addirittura è un valore aggiunto, una sorta di luogo teologico in cui realizzare la propria Santità, vivendo proprio nelle difficoltà del mondo il carisma penitenziale. Conclude poi Padre Aldo con una precisazione. I Comandamenti di Dio dice- vengono dati all’uomo proprio quando egli si ribella, vivendo in conseguenza uno stato di confusione. Essi, non sono dati per limitare la sua libertà, per opprimerlo, ma al contrario per indicargli, proprio come dei segnali stradali, la giusta via ed il giusto agire, preservando la sua incolumità. La Sacra Scrittura è pertanto piena espressione dell’Amore di Dio, che vuole sempre il nostro bene, la nostra salvezza.Ved. Geremia:31,31-34. Osea:2,16. E’ la Parola Viva di Dio, di un Dio che non è irrangiungibile, ma ci è sempre accanto, in un rapporto filiale, personale, su cui poi si costruisce l’identità di ognuno di noi, purchè il nostro cuore sia disposto ad accoglierla in quanto tale, e poi applicarla nel proprio vivere. Ved. Matteo: 6,19-21; Salmo: 40,7-9.

Gisella Leone

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