Incontro del 30 aprile 2012

IL LAICO MINIMO E LA FAMIGLIA

La famiglia è ritenuta la cellula primordiale della società: nel suo contesto infatti, maturano le identità che andranno a far parte della società; possiamo quindi dire che la società in cui viviamo è lo specchio dei principi etico – morali – spirituali – sociali vissuti e trasmessi dalle singole famiglie. La società in cui viviamo, è una società secolarizzata in cui la stessa famiglia, come istituzione, è in crisi : prevalgono infatti, nei singoli membri, un marcato individualismo che porta ad una superficialità o addirittura ad una chiusura dei rapporti interpersonali. Siamo troppo presi dalle nostre cose che hanno sempre la priorità, per dare invece spazio all’ascolto, alla comprensione, all’accoglienza e accettazione di chi ci sta accanto e ne constatiamo le conseguenze: Divorzi, frustrazioni, solitudini e anche soluzioni drastiche quali tragedie familiari, che sono tutt’altro che rare nella nostra cronaca quotidiana.

Ci stiamo abituando ad accettare come normali altre forme di famiglia, come le famiglie allargate, la convivenza , poiché l’individuo non vuole vivere un rapporto affettivo che duri tutta una vita ed è pronto ad una nuova esperienza qualora essa stessa si ritenga necessaria. Tutto ciò per la nostra egoistica libertà. E i figli ? Cosa sentiranno ? Come diventeranno? Il concetto di famiglia si distorce ancora di più con l’accettazione, anche dalle stesse istituzioni politiche, della famiglia omosessuale, accusando di razzismo chi non sia d’accordo con tale teoria. Ma si può riconoscere come famiglia, l’unione di due persone che, per natura, non potranno mai procreare ? E giustificano il loro senso di esistere solo nel diritto di avere compiacimento sessuale? Si tutela la famiglia quando, sempre per soddisfare le nostre esigenze di ordine economico, o di libertà da impegni o perché non si è ancora maturi, si regolamentano le nascite, non con metodi naturali (astinenza nei periodi fecondi), ma con l’aborto, compreso la pillola del giorno dopo? E ancora, si tutela la famiglia quando nella stessa, non ci si prende abbastanza cura dei deboli, degli anziani, bisognosi di cure mediche, ma soprattutto di calore umano? Tale immagine della famiglia, non é quella compresa nel piano di Dio e contemplata nell’Amore supremo di Cristo, che per la nostra salvezza ha sacrificato la sua vita. Dio ha stabilito in Genesi : 2,24 che :

<< l’uomo lasci sua padre e sua madre, si unisca alla donna e i due siano una sola carne>>; ancora in genesi : 1, 27-28- dice: << Maschio e femmina li creò, siate fecondi e moltiplicatevi>>. L’unione carnale è quindi benedetta da Dio nel sacro vincolo del matrimonio, in una unione indissolubile : <<Nessuno separi ciò che Dio ha congiunto>>; ma questa unione carnale (la sessualità), non ha fine a se stessa, solo per soddisfare i propri sensi, bensì è elevata alla funzione sublime di atto di amore, di donazione reciproca degli sposi, per la procreazione dei figli. Essa pertanto, presupponendo la complementarietà dei sessi, nega l’omosessualità. C’è però, come atto di amore fraterno da parte del cristiano, l’obbligo morale di aprirsi e supportare la persona che abbia questo problema, aiutandola a portare la sua croce, nell’astinenza. La famiglia,secondo il piano di Dio e concepita nell’amore di Cristo, si apre gioiosamente alla vita; è questo il suo vero fine. Non solo: L’amore di Cristo che porta di riflesso all’amore per l’altro, a donarsi sacrificando se stesso, prevede la necessità della indissolubilità del matrimonio, aborrendo il divorzio, l’adulterio, in modo da tutelare i figli ; solo così, vivendo l’amore reciproco, anche nelle difficoltà, i genitori possono adempiere all’altra missione affidata loro da Dio, che è l’educazione dei propri figli all’amore e al rispetto verso gli altri, nel sacrificio di se stessi. La famiglia, riscoprendo Cristo nel suo contesto, si fa promotrice di un’opera evangelizzatrice e missionaria nella società in cui vive. Riscoprire Cristo, significa trasformare la propria famiglia in una Chiesa domestica, in una comunità di fede e speranza in Dio per vivere poi la carità verso se stessi e verso gli altri; significa privilegiare nella propria famiglia la preghiera, la lettura della Parola e soprattutto, testimoniare la necessità dei sacramenti che corroborano la Carità.

GISELLA LEONE

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