Incontro del 9 gennaio 2012

Con la recita dei Vespri alle 18.30 si è dato inizio all’incontro settimanale del lunedì.

Presenti trentadue membri della fraternità.

Giuditta Serra novizia e la consorella Rita Vincenti hanno relazionato circa il ritiro spirituale d’Avvento tenutosi a Fuscaldo il 10-11 dicembre.

Avvento: Tempo di silenzio e d’ascolto.

L’incontro con il Signore: rendersi grembo della Parola per una Mistica del servizio.

La riflessione di Giuditta:

“IO SONO L’ACQUA; TU LA SORGENTE”, frase metaforica per comprendere e attualizzare il vangelo di Giovanni cap.4.

L’episodio narrato è ambientato al pozzo di Giacobbe.Pozzo, che esprime profondità, ma soprattutto il percorso della nostra vita, il fondo rappresenta la terra, il cielo rappresentato dalla parte superiore del pozzo e la distanza tra il fondo e la bocca del pozzo rappresenta e contiene qualcosa d’essenziale per la vita dell’uomo: l’acqua. L’incontro è veramente un dialogo pieno, attraversato dall’affettività, dalla ricerca del senso della vita, della morale e soprattutto dalla moralità. In questo incontro si scopre un Dio bisognoso e mendicante, quindi un Dio che si è fatto uomo per donare l’acqua viva e dissetare l’uomo.L’accoglienza della samaritana è segno dell’accoglienza dell’uomo di Dio. Ognuno di noi può chiedere al Signore il dono dell’acqua che ha il potere di renderci felici per la vita eterna. La samaritana è ognuno di noi, con i propri impegni, con la fretta, con il darsi da fare perché si deve.

Siamo noi con i nostri dubbi e le nostre diffidenze a domandarci: ha senso credere oggi? La samaritana siamo noi con il bisogno d’amore; e Dio è venuto proprio per noi ed è disposto a donarci la sua acqua viva, Lui è lì al pozzo che aspetta il nostro arrivo.

La consorella Rita Vincenti ha letto la relazione della presidente nazionale Gabriella Tomai: DONNE DI VANGELO, l’icona biblica dell’incontro di Maria ed Elisabetta parla alla donna di oggi.

Maria ed Elisabetta due donne diverse per la loro storia personale, ma con una caratteristica in comune: entrambe hanno incontrato il Signore in un contesto contemplativo, non già estemporaneo.

Sono due donne abituate a vivere alla presenza di Dio, ciò ci provoca, perché avere scelto di vivere alla presenza di Dio, non fare a meno di Lui, anzi tenerLo al centro del loro esistere e motivo profondo del loro vivere. Questa è la vita contemplativa, orientata al Signore della vita che diviene origine e fine di tutta l’esperienza umana.

Ci sentiamo provocati perché quest’atteggiamento contemplativo lo avvertiamo estraneo a noi soprattutto se confrontato con le nostre prospettive efficientistiche, siamo illusi di essere protagonisti della storia, ecco perché le delusioni quando ci scopriamo incapaci e impotenti. E’ Dio che cambia la vita, i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri. Queste due donne sono mistiche perché si sono interrogate sul mistero che le ha pervase, il loro vivere alla presenza di Dio le ha guidate in un percorso di comprensione e obbedienza che le ha rese disponibili all’accogliere il dono e generose nel condividerlo. Hanno accettato entrambe la promessa del Signore, obbediscono, accettano pur senza comprendere tutto fino in fondo. Hanno capito il mistero che le creature che portano in grembo devono accoglierle e custodirle.Dio è fedele alle sue promesse le due donne di fede accettano che il Signore sconvolga la loro vita.

Alla luce di queste due grandi madri non possiamo ignorare che essere madre passa attraverso un sì incondizionato alla Vita, essere madre comporta accogliere il Mistero della Vita. Solo restando alla presenza di Dio si può cogliere il senso della propria vita e della propria maternità. Anche noi siamo chiamati a metterci in cammino e raggiungere quanti hanno bisogno del nostro aiuto, uscire dalla nostra tranquillità quotidiana per aprirci a una novità che può essere contestuale a una profonda sofferenza. Maria ed Elisabetta c’insegnano che servire e condividere è possibile se avremo fatto la scelta di vivere alla presenza di Dio, riconoscere nella sua Parola la forza del cambiamento e la promessa di Vita piena e abbondante.

Questa è una sintesi di due momenti intensi, è chiaro che chi ha vissuto l’esperienza del ritiro personalmente a Fuscaldo ha potuto usufruirne meglio.

L’incontro ha avuto termine alle 19.40.

Tina Di Cello

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