Incontro del 9 novembre

Alle ore 18,30 inizio con la recita comunitaria dei vespri alla presenza del padre assistente P.Aldo Imbrogno. Il correttore Antonio Mamertino informa poi la fraternità della riapertura del corso di formazione per formatori (che si terrà a Paola rispettivamente nei giorni 28-29 novembre 2009; 27-28 febbraio e 17-18 aprile 2010) sollecitandone le eventuali iscrizioni. Segue l’intervento della consorella Tilde Gaetano sul congresso provinciale del 23-24-25 ottobre 2009 a Paola, nel corso del quale è stato rinnovato lo stesso consiglio provinciale con la riconferma a presidente provinciale di Teresa Paonessa già presidente uscente. Vengono tracciati brevemente i momenti salienti di svolgimento del congresso: La lectio Divina animata da Padre Franco Santoro il pomeriggio di venerdì, seguita dalla relazione del presidente uscente Teresa Paonessa sulla sua esperienza triennale di conoscenza di tutte le fraternità, esprimendo in merito, un bilancio complessivamente positivo,nonostante le difficoltà. Nel giorno successivo, le relazioni dei vari correttori sulle esperienze positive e negative di ciascuna fraternità; poi la relazione del confratello Franco Romeo con la moglie sulla regola del T.O.M. (luce che illumina i penitenti) ed infine la lettera della presidente nazionale Gabriella Tomai, sul tema “Vivere il carisma penitenziale per trasformare noi stessi e il mondo”. Dal congresso di ottobre sono emersi dei punti essenziali per la crescita del T.O.M. : 1) Necessità di maggiore formazione- 2) Centralità della Regola nel percorso formativo- 3) Dialogo propositivo nei confronti dei religiosi.

Dopo questa parentesi informativa, segue l’intervento formativo di  Padre Aldo che tratta la tematica del perdono (I parte: ossia il perdono visto dal lato esclusivamente umano). In tal proposito, egli espone alla fraternità le riflessioni sul perdono, non di un religioso, ma di uno scrittore di Rio de Janeiro nato il 24/08/1947: Pablo Coelho- riflessioni a lui pervenute per via email- tra l’altro in lingua spagnola. Dice lo scrittore: Quando crescerai, scoprirai che hai scoperto menzogne e che hai sofferto per sciocchezze. Se sarai un buon guerriero, non devi colpevolizzarti di quello che hai fatto, ma devi fare in modo che gli errori non si ripetano. Ciò significa quindi che non bisogna morire nei propri errori, ma perdonare se stessi per rialzarsi e con l’esperienza acquisita,  non incorrervi più.

Perché è difficile perdonare? Perché non sai cosa significa perdonare! Il perdono è un’espressione d’amore- libera dai legami che amareggiano l’anima ed infermano il corpo. Molti dei nostri sforzi di perdono falliscono perché pensiamo che perdonare sia diminuire e dimenticare ciò che è stato, giustificare o scusare un determinato evento. Perdonare, non significa accettare il male ricevuto con rassegnazione, o dare ragione a chi ti ha offeso e continua ad offenderti, ma significa semplicemente accantonare quei pensieri negativi che ci causano dolore e rabbia e quindi sofferenza. Crediamo ancora che il perdono debba condurci inevitabilmente alla riconciliazione con l’altro, o divenire amici intimi del nostro aggressore; non implica per niente questo. Il perdono è per voi stessi, condizione indispensabile per vivere bene, in pace. Il perdono, è accettare il fatto così com’è e non pretendere che la persona che ci ha fatto del male cambi o modifichi il suo operare. Il perdono si deve realizzare senza aspettative, senza sperare che chi lo riceve , cambi. Si perde così tempo ed energia in una discolpa che non viene mai. Se vogliamo essere risarciti della nostra sofferenza, chi tiene il controllo della nostra vita è l’ego che è stato offeso. Il perdono invece è gratuito. La mancanza di perdono dice, San Francesco di Paola, è il veleno più distruttivo dello spirito. Il perdono quindi, è un’azione che dobbiamo rinnovare ogni giorno, e la persona più importante a cui dobbiamo perdonare è a noi stessi. Solo perdonando dal profondo del nostro cuore, possiamo guardare i fatti così come sono successi e lasciarli nel nostro ieri. Dice il Signore: “Perdona perché possa essere perdonato” e ancora, “Ricorda che con la misura che usi, sarai misurato.”

Viene inoltre citata una frase di Nick: Là dove si radicano le nostre debolezze, vanno a perdersi le nostre qualità. Dopo questa trattazione si rimanda ad un prossimo incontro per lo svolgimento della II parte  della tematica: il perdono dal punto di vista di Dio; si conclude quindi con la preghiera.

Gisella Leone

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