Incontro dell’11 gennaio

Dopo la consueta recita comunitaria dei vespri alle ore 18,30, ha inizio la formazione, condotta dal prof. Filippo D’Andrea che, dietro invito del padre assistente p.Aldo Imbrogno, espone alla fraternità nelle sue linee generali, il contenuto del suo libro “L’Eremita Viandante”; l’intento, é quello di approfondire la Spiritualità del nostro Santo Fondatore perché, conoscendolo meglio, possiamo poi meglio applicarne i principi nella nostra realtà quotidiana. Il relatore, terziario minimo dal 1979, in una breve introduzione, ricorda nell’itinerario della sua formazione, Padre Giuseppe Fiorini Morosini che lo ha accompagnato nella sua conoscenza, nonché Padre Galuzzi che incontrava quando possibile. Nella stesura del suo libro egli dice, l’approccio non é quello dello studioso distaccato, ma di colui che vuole proprio capire la spiritualità minima, consultando a tale scopo le varie fonti minime: l’Anonimo, I Processi, anche piccoli saggi scritti da padre Vincenzo Arzente e da padre Giovanni Sposato su loro interpretazioni di carte antiche; il tutto per delineare il percorso di vita del nostro Santo, guardando però la contemporaneità ossia intuendo ciò che San Francesco con la sua vita, vuole dire all’uomo nell’oggi, anche a coloro che non sono suoi figli spirituali: “La conversione delle persone all’essenzialità che é quello di servire Dio sempre e dovunque”. Il titolo stesso del libro “L’Eremita viandante”, racchiude già questo contenuto: infatti , la scelta di vita eremitica, ossia di una vita rustica,solitaria, a contatto con la terra, libera dal fardello del materialismo umano, per ascoltare e obbedire solo alla voce dello Spirito, permettono al nostro Santo di sentire il grande Amore di Dio e di trasmetterlo poi a chiunque incontrava sul suo cammino. Asceta sociale quindi, ma non per gratificazione personale, bensì per riportare gli altri a Dio; tanti infatti erano quelli che si convertivano, sperimentando la sua carità, la sua umiltà, la sua vita austera, la sua incorruttibilità, il suo amore per la giustizia. Una persona veramente libera e proprio perché libera, capace di liberare gli altri. Tanti sono i profili che si delineano da un’analisi della sua vita: L’Eremita solitario, della terra e della nostra terra (é il santo più calabrese).Eremitaggio che é espressione della ricerca della essenzialità della vita, unico mezzo per la riscoperta di Dio e per essere strumenti di Dio nel mondo. Eremita scomodo dal punto di vista politico, diplomatico: Non disdegnava infatti di ammonire i potenti sulle ingiustizie perpetrate ai deboli, e poteva fare ciò, perché era persona libera da interessi di parte, dedita solo ad obbedire a Dio e alla sua giustizia. Eremita scomodo, ma anche Armonico: Le sue regole sono infatti una sintesi di Spiritualità già provata (Persona equilibrata, credibile). Emerge anche un’idea di Famiglia dalla vita del nostro Santo: La sua stessa famiglia era una famiglia santa che contribuì moltissimo alla sua formazione spirituale; il carisma penitenziale gli venne proprio dal padre che era un eremita in qualche modo laico. Si mette quindi in risalto l’importanza e la responsabilità dei genitori nell’educazione e preparazione alla vita dei loro figli. San Francesco raccomandava ai genitori che accorrevano a lui, di amare i propri figlioli, inculcando in essi la virtù dell’umiltà e la bontà e viceversa, ammoniva i figli a rispettare il padre e la madre.Il lavoro per San Francesco, era lavoro per il Signore, diventava preghiera, perché inteso sempre come servizio, amore per l’altro e il luogo di lavoro diventava Chiesa Vivente.L’impegno sociale era l’impegno della croce.Saper vivere la croce,nella docilità di Spirito, é espressione del suo carisma penitenziale e fonda l’identità del laico minimo. Infine c’è un’idea evangelica di cultura in San Francesco; fede e cultura sono sorelle perché la cultura può aiutare a fare progredire l’uomo nella fede.Una cultura che però é utile tanto, quanto correlata alla umiltà.Al termine della relazione qualche breve intervento, poi la preghiera conclusiva.

Gisella Leone

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