Incontro formativo 11-03-2013

Dopo la recita dei Vespri la delegata alla formazione ha relazionato sul tema trattato al ritiro di Quaresima svoltosi a Paola il 10 marzo 2013

RIFLESSIONI SUL RITIRO DI QUARESIMA T.O.M. :

“SIATE MISERICORDIOSI COME E’ MISERICORDIOSO IL PADRE VOSTRO”

“L’esistenza cristiana consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio,per poi ridiscendere, portando l’amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di Dio”. Con queste bellissime parole, Papa Benedetto XVI, inaugura la Quaresima 2013 sottolineando l’indissolubile simbiosi tra fede e vita. La fede autentica infatti, è consapevolezza dell’amore di Cristo, e farlo poi operare in ognuno di noi, nel quotidiano, perché altri possano farne esperienza, predisponendoli alla conversione. Il detto Paolino: “Non sono io che vivo in Cristo, ma è Cristo che vive in me”, vale anche per noi; questo è un cammino difficile, di ascesi penitenziale, perché si rende possibile solo nel continuo sacrificio di se stessi (IO), per fare posto a DIO, per il bene dell’altro; il periodo di Quaresima, alla sequela di Gesù nel deserto,grazie a momenti di più intensa spiritualità vissuta nel silenzio, nel digiuno,nella preghiera e ascolto della Parola, con i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia, può costituire un’occasione privilegiata per questo percorso di conversione. Tema del Ritiro Spirituale di Quaresima di quest’anno è stato :”La Misericordia di Dio”, riportato sia nella lectio divina (con il brano dell’adultera) Giovanni:8-1,11- sia nella liturgia della Santa Messa Domenicale (con la parabola del “Padre Misericordioso”) Luca:15-1,3 e 15-11,32. Considerando il primo tra i due, in esso si mette in risalto come Gesù, chiamato dai farisei ad esprimere il suo parere sull’applicare o no la legge di Mosè (lapidazione) su una adultera colta in flagrante colpa, sia coerente con la “Misericordia” del Padre che vuole riabilitare l’uomo dal suo peccato, non condannarlo, rispondendo con serenità: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Una frase questa, che disarma tutti,dal più anziano al più giovane dei farisei, perché li induce ad una introspezione, a vedere cioè le pecche che appesantiscono i loro cuori, facendoli declinare quindi dal loro intento e allontanandoli. Il loro cuore indurito, incline a rispettare freddamente una legge e a giudicare soltanto, non riesce a recepire l’Essenza della Parola di Dio: ossia l’Amore Supremo che non condanna, ma riabilita e perdona. Gesù, rimasto solo con la donna, le chiede: << Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Neanche io ti condanno. Va e d’ora in poi non peccare più >>. La Misericordia di Dio quindi, non è una giustificazione a perseverare nella colpa, ma viceversa è un invito amorevole alla conversione, che ne rappresenta la diretta conseguenza. Ognuno di noi infatti, può convertirsi, può rinascere a vita nuova, percepire la gioia della Grazia di Dio, perché è stato precedentemente e gratuitamente già perdonato da Dio, grazie al Sacrificio di Cristo morto e Risorto per la nostra Redenzione . Ma la conversione esige che ognuno di noi si riconosca peccatore, bisognoso di perdono, umile, perché alla ricerca vera di Dio e non sia invece, pieno del proprio IO, incarcerato nella propria presunzione, bisognoso di rivalsa, di affermazione, di giustizia umana. Tali fattori infatti, induriscono il cuore e, proprio come i farisei, impediscono di cogliere l’altro in quanto persona, figlio di Dio e nostro fratello e quindi, di amarlo, accettarlo e comprenderlo nel suo essere, impedendo così la comunione e smarrendo quello che è il nostro vero compito : Dare testimonianza a noi stessi e agli altri della “Misericordia di Dio” . In Luca : 6-36,38 è così espresso : << Siate dunque misericordiosi come è misericordioso il Padre Vostro .Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato; vi sarà versato in seno una buona misura,pigiata,scossa e traboccante; poiché sarà usata verso di voi la stessa misura di cui vi siete serviti >>. In Luca : 7-36,50-( Il fariseo e la peccatrice ), Gesù dice al fariseo, relativamente alla peccatrice (versetto 47) : “I suoi numerosi peccati sono stati perdonati perché essa ha molto amato ; colui invece al quale poco si perdona, poco ama” . E rivolto alla donna (versetto 48 ) dice: << La tua fede ti ha salvato, va’ in pace>>. Tutti siamo quindi salvati benché peccatori,grazie alla gratuita e infinita Misericordia di Dio, purché però il nostro cuore ami veramente, prendendo coscienza delle proprie deficienze e chiedendone sinceramente il perdono; questo perdono da noi ottenuto però, sull’esempio di Cristo, ci deve portare al perdono-accettazione dell’altro, continuamente, creando i presupposti, nel completo abbandono alla Volontà Divina, per un vivere di Comunione e di pace.

GISELLA LEONE

I commenti sono chiusi.