incontro formativo del 28 aprile 2014

28 aprile 2014

Dopo la recita dei Vespri, il delegato al Congresso Nazionale Tom Francesco Ruberto, ha illustrato i lavori svoltesi a Roma dal 28 febbraio al 2 marzo 2014.

Ha dichiarato di ritenersi soddisfatto per la elaborazione della relazione redatta dal nostro consiglio, e da lui illustrata in sede congressuale, dalla quale traspare il valido contributo offerto per la stesura del documento finale da parte dei responsabili nazionali.

La nostra fraternità ha compiuto, rispetto ad altre, un cammino di crescita considerevole, ciò deve indurci a continuare sempre di bene in meglio.

Il consiglio di fraternità ha ritenuto opportuno dare diffusione di tale documento per discuterne insieme e approfondirne i contenuti.

Insieme s’è letto il documento, sono state fatte delle riflessioni e siccome l’argomentazione è ampia s’è deciso di continuarne la discussione nel prossimo incontro, con dei quesiti come pista di riflessione.

Segue documento finale

Tina Di Cello

CONGRESSO NAZIONALE 28 febbraio – 2 MARZO 2014

“Avrete amore scambievole gli uni verso gli altri e non temerete di chiamarvi fratelli e sorelle”

A conclusione del Congresso Nazionale del Terz’Ordine dei Minimi, le riflessioni programmatiche sono confluite in un documento approvato dall’Assemblea all’unanimità .

Tale documento diventa impegno per il Nuovo Consiglio Nazionale in relazione alle

priorità condivise nel corso dei lavori del Congresso:

Consapevoli che la Regola contiene un prezioso codice di vita spirituale che San Francesco di Paola ci ha lasciato, riteniamo fondamentale oggi, in un mondo frammentato e individualista, vivere la nostra spiritualità contemplativa e penitenziale in chiave fortemente relazionale. Sperimenteremo così che è possibile costruire una fraternità universale, nella quale si possa vivere come fratelli ed essere strumenti di perdono, riconciliazione e di pace divenendo così animatori di vita attorno a noi.

In questa prospettiva la fede in Gesù, che è egli stesso innanzitutto un evento relazionale, ci restituisce la consapevolezza che l’unico modo per parlare all’uomo di oggi è la relazione, cioè la capacità di entrare in empatia con l’altro assumendosene la responsabilità.

In chiave relazionale il cammino del TOM italiano ritiene di dover riprendere alcuni

obiettivi già individuati all’esito del Congresso del 2009 per riaffermarne l’importanza e

suggerire metodi e modalità di implementazione.

1. La proposta di vita minima per essere realmente attraente e credibile deve porsi

come strategia della conversione personale e comunitaria che apra all’accoglienza

dell’altro guardando al “modello trinitario”, così da vivere la relazione e la

comunione fraterna in maniera profondamente incarnata nella vita secolare.

2. La spiritualità penitenziale laicale deve continuare ad essere una proposta di vita per

ciascuno nell’approfondimento esperienziale del carisma minimo .

Occorre ancora una costante azione di discernimento anche comunitario laddove vanno verificate insieme le scelte e le opzioni più qualificanti per garantire una efficace presenza del Terz’Ordine nel mondo.

3. Occorre , dunque, continuare ad insistere sulla Formazione come strumento privilegiato per la costruzione di una solida e robusta spiritualità di comunione per i laici minimi.

Si avrà cura di arricchire di ulteriori contenuti il percorso formativo per le fraternità. Si

conferma la validità della metodologia con riferimento alla proposta di itinerari con cadenza ciclica, e si riafferma la necessità di riservare particolare attenzione alla offerta di strategie metodologiche diversificate per poter mediare i contenuti dei futuri percorsi formativi.

4. Insopprimibile strumento di crescita per il TOM nazionale è la Commissione Nazionale per la Formazione e spiritualità .

La Commissione continuerà ad operare stabilmente a livello nazionale con l’apporto di

laici e religiosi che vogliano impegnarsi nella predisposizione di progetti ed itinerari

formativi nonché nello studio del carisma e della spiritualità.

La Commissione agirà in raccordo con il Consiglio Nazionale tramite il Delegato alla

formazione e potrà beneficiare di sostegno anche economico da parte della Cassa Nazionale per il finanziamento delle proprie attività.

Sarà cura della Commissione di elaborare itinerari formativi da offrirsi come supporto

documentale anche alla formazione locale, nelle fraternità, alla formazione iniziale per i

prenovizi, novizi e nuovi professi locali.

5. Appare opportuno proseguire nel “Progetto di sostegno formativo” creando un’equipe di esperti disponibili ad animare gli incontri formativi nelle fraternità che ne faranno richiesta nonché, in situazioni di difficoltà, per aiutare i Consigli nell’elaborazione di percorsi formativi e comunque nell’animazione.

6.Fondamentale la prosecuzione della Scuola Nazionale per i formatori con attenzione alle metodologie ed alla necessità di decentrare alcune attività ( v. pag.13 Relazione Finale)

7.Un’ulteriore proposta è quella di tracciare delle linee guida unitarie per la formazione

degli aspiranti e dei novizi, facendo particolare attenzione alla conoscenza della personalità, figura e carisma del Padre Fondatore.

8. Un’ ulteriore frontiera è quella delle esperienze : sia a livello locale che a livello centrale si propongano esperienze di vita minima e l’avvio a livello nazionale di una “scuola di fraternità” per imparare a condividere, a conoscersi a relazionarsi ad individuare strategie di superamento dei conflitti.

Dovranno continuarsi nei vari territori in cui operano le Fraternità ed i Centri territoriali. ( scuole di preghiera, lectio biblica, esercizi spirituali)

9. Nella consapevolezza che la cultura della relazione non può essere solo il frutto di iniziative estemporanee od occasionali, ma deve essere espressione di un’opzione

fondamentale e preliminare nelle scelte dell’intera famiglia religiosa, si conferma la

disponibilità dei terziari alla collaborazione in tutte le iniziative tese alla formazione iniziale dei religiosi ( Novizi e Chierici) nella prospettiva di una maggiore conoscenza del TOM, nonché nel sostenere la formazione permanente di PP. Assistenti e religiosi professi.

CONCLUSIONE

Nella convinzione che la diversità è una ricchezza, ci si sforzerà di far crescere la

consapevolezza che stiamo costruendo la chiesa, creando una fraternità universale.

Ma soprattutto, fedeli al progetto del Fondatore, intendiamo impegnarci attraverso un cammino di riconoscimento reciproco, a realizzare all’interno dell’Ordine, nella sua triplice dimensione, una relazionalità positiva e feconda, che renda visibile l’invito ad avere amore scambievole gli uni verso gli altri, senza temere di chiamarci fratelli e sorelle.

In questo senso ci dobbiamo sentire sempre in viaggio, con il passo leggero di chi sa liberarsi del superfluo e dell’ingombro del proprio io, coltivando in semplicità il dialogo e l’ascolto, in una dinamica di reciproca accoglienza amorevole che è segno della presenza di Dio.

Il cammino che dobbiamo fare è faticoso e non dobbiamo aspettarci un riscontro immediato,

d’altronde “l’uomo non è ancora nato” ( Maria Zambrano) e quindi la fraternità non è ancora nata. Ma a noi il compito di aiutarla a venire alla luce.

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