Incontro del 9 marzo

VERBALE DI FORMAZIONE:DATA : 09/03/2009

Alle ore 19, come di consuetudine, la recita comunitaria dei Vespri alla presenza del nostro Padre Assistente che, dietro lettura e meditazione del passo del Vangelo Luca : 6,36-38- ci ha incoraggiati a vivere tra di noi la grazia della misericordia e del perdono, favorendo quindi in un clima di perfetta unione, la crescita spirituale della famiglia T.O.M. La delegata alla formazione Rita Vincenti, prima di sviluppare la tematica della giornata, ha stimolato la fraternità a leggere e meditare la lettura scritta dal nostro Padre Generale in occasione della Quaresima; la Liturgia infatti, ci presenta la Quaresima come ” tempo propizio “- “tempo di “grazia” nel quale come singoli, ma maggiormente come comunità, siamo chiamati a mettere ordine nelle nostre cose per il raggiungimento di una concreta conversione. La delegata alla formazione, accogliendo poi la richiesta del consiglio nazionale di avere dei suggerimenti delle proposte dalle stesse singole fraternità circa le tematiche da trattare nel nuovo programma formativo, ha proposto a noi il tema dell’accoglienza che sembra oggi non esserci più. Qualcuno dei presenti ha condiviso pienamente l’esigenza di maturare nell’accoglienza perché saper vedere nell’altro Gesù Cristo, accogliendolo e rispettandolo così come egli è, è il presupposto indispensabile per vivere in comunione e poter crescere insieme nella fede; un’altra consorella ha avvertito invece l’esigenza di una maggiore formazione nel discernimento del peccato, perché magari siamo preparati teoricamente, ma nella pratica viviamo spesso uno stato di confusione. Ed eccoci al tema della riunione: La figura del Laico nella Chiesa. Chi sono i Laici? Quale il loro ruolo? Con il Concilio Vaticano II, i laici sono riconosciuti dal Clero, indispensabili, determinanti nel ruolo di missionari età della Chiesa nel mondo. Negli stessi documenti della Chiesa tratti dal Concilio Vaticano II-ved. Lumen Gentium art.31-32- col nome di laici si intende l’insieme dei cristiani ad esclusione dei membri dell’Ordine Sacro e dello Stato religioso sancito nella Chiesa che,incorporati a Cristo con il Battesimo e costituiti popolo di Dio, riconfermati poi con la Cresima, grazie a questi doni ricevuti, sono resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo e compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano. I laici infatti, sono dei secolari, ossia persone che hanno nel mondo impegni di famiglia, lavoro, sociali; vivendo essi stessi questi impegni temporali secondo Dio, rinvigoriti continuamente dall’assiduità ai Sacramenti, specialmente alla Sacra Eucarestia, con il fulgore della loro fede, della speranza e della carità verso gli altri, riescono a manifestare Cristo nell’ambiente in cui vivono, diventando sale che dà sapore al vivere sociale e luce che illumina il mondo riportandolo a Dio. Ved (Matteo:4,13-16). Il laico è quindi vivo strumento della Chiesa per realizzare il regno di Dio sulla terra, contribuendo alla sua crescita come il granello di senape e svolgendo il suo apostolato dal di dentro, come il lievito che fa fermentare la massa. Ved.(Matteo:13,31-33). Tutti nella Chiesa (sia Sacri Ministri che il resto del popolo di Dio), in questa missione salvifica hanno la stessa dignità; tutti sono chiamati alla santità, nell’intento comune di edificare il Corpo di Cristo, anche se per vie diverse, collaborando gli uni con gli altri in perfetta unione, come membra vive di uno stesso corpo in Cristo. Oltre all’Apostolato individuale svolto dai fedeli singolarmente nelle diverse condizioni della loro vita, ha grande importanza l’Apostolato organizzato, ossia associazione erette per un’attività apostolica in comune, come il T.O.M, ai fini di un maggiore sostegno ai propri membri, sia come guida-formazione, sia come organizzazione, sperando in frutti molto più abbondanti rispetto ai singoli operanti separatamente.

Gisella Leone

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