NOTIZIE E FOTO DEL SANTUARIO DI PATERNO CAL.

Paterno e’ il secondo Convento fondato e costruito da S.Francesco da Paola. Il luogo fu scelto dal Santo per la solitudine e il raccoglimento che il luogo offriva e continua ad offrire anche oggi. Luogo privilegiato di preghiera e di riflessione.

Paterno sorge nell’alta valle del Crati, sulle pendici orientali della catena paolana.

Patrono del Paese è San Francesco e si festeggia la seconda domenica dopo Pasqua.

Il Santuario è di notevole valore artistico ed architettonico, nonché di grande interesse storico, la cui costruzione risale al XV sec.

La chiesa appare sontuosa ed ampia a due navate. Lo stile attuale è barocco, ai tempi di S Francesco era gotica, più bassa e con capriate a travi di castagno.

Dopo il sisma del 1638 fu ricostruita come la si vede oggi.

Tutte le chiese volute da San Francesco sono dedicate alla Madonna e questa è consacrata alla Vergine Annunziata.

Vi si conservano oltre ad alcune reliquie del Santo anche dipinti di pregevole fattura e di enorme valore storico e artistico.

La costruzione del convento (che viene quasi sempre distinto dalla chiesa nelle fonti storiche) risale all’anno 1472. Tra le reliquie conservate nell’apposita Cappella, sotto il busto ligneo del Santo ritratto in atteggiamento di mistico penitente , c’è un Ossicino di S. Francesco, offerto al Santuario dal Generale dei Minimi P. Castiglione, un Cappuccio, una funicella, calzari in stoffa di S. Francesco, e due suoi Codici Liturgici, una Pentola metallica servita per la cucina del Convento e strumento di molti miracoli (anche recenti), e una delle pietre sulle quali il Santo partendo per la Francia, lasciò impresse le orme dei piedi.

Nella nicchia sopra l’altare è posta la statua intera del Santo con lo sguardo pieno d’amore rivolto verso quanti vengono a chiedere la sua protezione.

Nella sacrestia si può ammirare il soffitto in tavole arabescate del 1500, e sostare in preghiera sul sepolcro di P.Paolo Rendace, compagno di San Francesco.

Le parti del Convento di grande interesse sono il chiostro ed il refettorio.

Il chiostro su sei archi ogivali per lato, poggianti su altrettante colonne, offre ai visitatori un senso di armonia e luminosità.

Nel corridoio, da un lato, vi sono lunette con affreschi del Seicento raffiguranti alcuni tra i più grandi prodigi operati dal Santo a Paterno.

Di notevole interesse, i luoghi che videro S. Francesco protagonista di eventi straordinari e umile servo della gente di Paterno: la fornace; la grotta della penitenza, dove il Santo discendeva sia di giorno che di notte, per ricaricarsi dell’Amore di Dio; l’oratorio originariamente era una capanna costruita dal Buon Padre per la preghiera comunitaria con i suoi compagni eremiti e più tardi la sua cella personale, dove si flagellava per scontare i peccati degli altri; “il maricello”e le varie edicole dei miracoli.

PRODIGI OPERATI DAL SANTO IN QUESTI LUOGHI

Pare che S Francesco si sia reso irreperibile all’arrivo a Paterno dei soldati del re Ferrante venuti a catturarlo: “Egli era in chiesa dove tante volte l’avevano cercato, ma si era reso invisibile ai loro occhi”.

Si racconta che, nel momento in cui si doveva collocare un pesante architrave sul portale, gli operai si rifiutarono di dare una mano, dicendosi stanchi dall’enorme fatica della giornata.

Frate Francesco, allora, lo prese con una mano e lo mise a posto.

Un teste al processo di canonizzazione ha dichiarato che era un miracolo il giorno che il Santo non operava miracoli a Paterno.

Una grande folla accorse a Paterno per l’arrivo di San Francesco; tutti lo lodavano e chiedevano benedizioni.

Un uomo tra la folla disse che Francesco era un impostore e la gente lo volevano linciare, ma il Santo li fermò, poi disse all’uomo che lo accusava di non essere un impostore, ma un servo di Dio: l’uomo subito s’inginocchiò ai suoi piedi pentito.

A fatica San Francesco riuscì ad entrare nella chiesa matrice per adorare Gesù Eucaristico.

L’indomani su quel popolo fece infinite benedizioni e cominciò ad operare molti miracoli:.

Un giorno rimosse con facilità un grosso masso che rendeva difficoltoso l’accesso al convento.

Un giorno San Francesco passava per la strada che portava alla chiesa e vide due fratelli che litigavano per un albero di gelso che cadeva proprio al confine della strada; allora Francesco divise l’albero in due e allontanò i due nuovi alberi in modo da farci passare la strada che portava al convento.

Un altro miracolo che ancora oggi può essere documentato a Paterno è quello della trave che il diavolo spezzò e che il Santo sistemò miracolosamente sulla porta della chiesa. Ancora oggi si può ammirare la trave spezzata che regge il portale.

Due giovani sposi attendevano la nascita del loro figlio, ma nacque senza bocca, senza orecchie, con il volto completamente senza forma.

Pieni di fede lo portarono al Santo il quale, dopo una preghiera, modellò sul viso del bambino occhi, naso e bocca e lo consegnò ai genitori felici e riconoscenti.

Un giorno i contadini litigavano per chi dovesse avere il solco d’acqua che il santo aveva fatto. Si ritirò in preghiera e l’indomani il solco era sparito; tutti chiesero perdono al Santo.

Un altro giorno 200 ammalati furono guariti. Ogni giorno una folla di sofferenti, muti, sordi, ciechi venivano guariti da Dio per mezzo di Francesco.

Anche a Paterno, diede la vita ai morti, tra cui un uomo trovato assiderato

reliquie

pentola

Sepolcro di P.PAOLO RENDACE compagno di S Francesco

L'ARCHITRAVE SPEZZATO

battistero

chiostro

grotta della penitenza

fontana

REFETTORIO


TINA DI CELLO

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