Riflessione sul Ritiro di Quaresima

Esperienza di profonda spiritualità nella quale proprio come le prime Comunità Cristiane, ved. Atti degli Apostoli : 2, 42-47 , abbiamo condiviso con tutte le altre fraternità, la preghiera, soprattutto quella interiore e silenziosa con l’Adorazione Eucaristica, per sentire parlare dentro di noi Gesù, capire ciò che Egli, vuole da noi, ognuno nel proprio contesto di vita, e prepararci ad ascoltare e meditare quindi la sua Parola, non secondo i nostri punti di vista, ma secondo i punti di vista di Dio.

Abbiamo insieme condiviso la Mensa Eucaristica e il pane materiale in tutta serenità, giovialità, con tante attenzioni reciproche, sperimentando la vera Comunione. Perché ? Forse perché, in questa bellissima giornata, abbiamo lasciato parlare Gesù dentro di noi, facendo tacere il nostro IO ; abbiamo fatto parlare quel Gesù che ci dice di non chiuderci in noi stessi (intimismo), ma che ci apre al dialogo con tutti indifferentemente e con purezza di cuore, ossia senza interessi di parte, affascinati solo di veder gioire il proprio fratello di fede, e di stare in pace con noi stessi e con gli altri. Abbiamo vissuto la concordia, perché in ognuno di noi è prevalsa la volontà di aderire a Cristo, di amare la Carità, che ci fa superare ogni ostacolo, non precludendoci all’altro, vivendo la Fraternità. La Fraternità quindi, è un atteggiamento del cuore, una unione trascendentale perché dono dello Spirito, comunione Spirituale che dà gioia, perché fondata solo su Cristo, ossia sull’Amore. Regola capitolo I: par. 1.

Bisogna allora compiere un percorso di liberazione da noi stessi (come affermazione del proprio IO – interessi materiali ecc.) per essere capaci di stabilire un rapporto vero, autentico con l’altro, vedendolo non come un ostacolo, un incomodo, ma apprezzandolo come persona, come un dono di Dio e con il quale siamo chiamati a collaborare, per edificare il Suo Regno. Nella Fraternità, ognuno è chiamato a vivere la propria vocazione secondo le sue doti, ma al contempo, proprio tramite gli altri, nelle diversità, nelle contraddizioni, si ha la possibilità di crescere, di maturare, imparando a vivere la propria vocazione alla Fraternità . Il percorso non è facile, ma non si può d’altro canto trovare una comunione precostituita, già pronta; la comunione si costruisce con lacrime e sangue, con la penitenza, col sacrificare se stessi, per il bene comune. Non siamo soli in questo percorso: Gesù ci è sempre accanto se lo ricerchiamo e ci affidiamo a Lui con la Preghiera, la meditazione della Parola e soprattutto la vita Sacramentale.

GISELLA LEONE

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