Verbale del 12 ottobre

Questa sera ha inizio il primo incontro di formazione e, subito dopo la recita della Preghiera comunitaria Padre Aldo Imbrogno, padre assistente della Fraternità, prende la parola e inizia a trattare sulla Comunità, l’importanza di essere Comunità.
Per essere e formare una vera Comunità è indispensabile anzitutto vivere bene e star bene insieme agli altri, ai fratelli.
La Comunità è un dono che ci viene dato da Dio e come ogni dono non deve essere tenuto nascosto per se stessi, ma  va donato.
Fa riferimento alla seconda parte della lettera ai Romani cap.12 dove San Paolo parla della Comunità come tempio di Dio, che è tempio di Cristo, quindi tempio mistico.
Nella Comunità si realizza l’Unità, con un solo corpo ed un solo spirito; dove il corpo è quello mistico di Cristo che è la sua Chiesa e un solo spirito che la vivifica, quindi ognuno di noi è un membro di questo corpo mistico e, come ogni membro ha la sua funzionalità, allo stesso modo  ciascuno di noi, con gioia, deve collaborare per un buon funzionamento, ognuno secondo i doni straordinari ricevuti.
Un corpo è armonioso ed efficace  se è ben collegato al cervello, altrimenti si paralizza, perde la sua funzionalità.
Nel corpo mistico la nervatura è data dalla Carità, l’unica che ci può far amare e rispettare gli altri. Dove c’è discordia c’è la disfunzione di questo corpo, l’amore e l’umiltà rendono il corpo armonioso.
Paolo usa l’esempio del corpo per farci capire che se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo essere Comunità, essere legati indissolubilmente gli uni agli altri; vivere la comunione fraterna diventa un sacrificio vivente.
Altro importante concetto di Comunità è l’Autorità, perché anch’essa è dono di Dio, quindi va rispettata, chi si oppone all’Autorità va contro ad un ordine stabilito da Dio e attirano la condanna sopra se stessi .
Non si deve ubbidire alle Autorità solo quando è palese che si va contro le leggi di Dio.

Con la preghiera termina l’incontro.

Elisabetta Mercuri

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