XII venerdì: S. FRANCESCO E LA FAMIGLIA

Fratelli, è importante riflettere sulla famiglia, fondamento della società e sempre esposta a pericoli di ogni genere. La storia ci insegna che tante crisi e difficoltà della società hanno avuto come causa e punto di partenza la crisi della famiglia. Siamo qui, con S. Francesco, a pregare e a riflettere su di essa, lasciandoci guidare dalla parola di Dio. Egli ha avuto in dono da Dio una famiglia esemplare. Giacomo e Vienna, i suoi genitori, lo hanno circondato di amore, lo hanno seguito nel cammino di maturazione spirituale, lo hanno sostenuto nella scelta di vita, rispettandolo, accompagnandolo, sostenendolo. Quando ha iniziato il contatto con le persone, dopo gli anni di solitudine nella grotta, forse proprio sulla scorta dell’esperienza di amore e di condivisione in famiglia, è ritornato su questo tema, esortando, ammonendo, rimproverando e incoraggiando. Ha difeso così la santità del matrimonio e la famiglia come luogo d’accoglienza del dono della vita; ha esortato i figli ad ubbidire ai propri genitori e questi ad andare d’accordo tra loro e a prendersi cura dei figli, vivendo tutti nel timore del Signore. Ha raccomandato soprattutto la riconciliazione e il perdono per conservare la pace in famiglia e mantenerne ferma la stabilità.

Saluto del celebrante

C Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

A Amen.

C La grazia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo, che nascendo è stato accolto nella casa di Nazaret da Maria e da Giuseppe e che stava loro sottomesso, sia con tutti voi.

A E con il tuo spirito.

C Preghiamo

O Dio, Padre di bontà, creatore dell’universo, che hai formato l’uomo e la donna a tua immagine e hai posto sulla prima famiglia il segno della tua benedizione, concedi che le nostre famiglie, per l’intercessione di S. Francesco, possano vivere nel tuo santo timore e nell’osservanza della tua legge, testimoniando il tuo amore ai fratelli. Per Cristo nostro Signore.

A Amen.

Inizio dei Vespri

Inno, antifone e Salmi dal giorno del salterio

Celebrazione della parola

I lettura

Dal libro della Genesi (Gen 2,18-25)

Il Signore Dio disse: ‘Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile’. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorte di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: ‘Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta’. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e la sua donna, ma non ne provavano vergogna.

Parola di Dio.

Salmo responsoriale: Sal 127

Rit. Beato chi cammina nella via del Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai di ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivi
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli.
Pace su Israele!

II Lettura – L’esempio di S. Francesco

Dai Processi Cosentino e Turonense per la canonizzazione di S. Francesco e dalla Vita di San Francesco scritta da un discepolo anonimo contemporaneo.

I genitori di Francesco, Giacomo e Vienna, contrassero matrimonio legittimo secondo le consuetudini e l’uso di santa romana Chiesa e per tutto il tempo della loro vita vissero nel predetto matrimonio in pace e in serenità. In Paola erano considerati da tutti come persone oneste e come buoni cristiani (Processo Cosentino).

Quando Francesco giunse all’età di quindici anni, fu avvisato del voto fatto dai suoi genitori, e senz’altro volle compierlo. A tale scopo fu accompagnato dai suoi genitori al convento di S. Francesco in S. Marco, al quale sua madre lo aveva promesso a Dio con voto. Vestì devotamente il saio francescano. Detto addio al padre e alla madre, rimase lì con i frati, servendo umilmente il Signore e quei religiosi. Terminato l’anno a S. Marco con quello stesso abito, che aveva portato da casa sua, chiamati suo padre e sua madre, li condusse con lui in pellegrinaggio ad Assisi, alla chiesa di S. Francesco e di S. Maria degli Angeli. Ritornato dal pellegrinaggio, con l’intenzione determinata di condurre una vita solitaria, si ritirò in un podere di suo padre distante quasi un chilometro da Paola. I genitori gli procuravano il necessario.

Molte signore lo aiutavano non solo con le loro elargizioni, ma anche lavorando con le loro mani, trasportando pietre, nonostante vestissero seta, per fare cosa grata al servo di Dio, il quale raccomandava loro di osservare il sacramento del matrimonio (Anonimo).

Un giorno Francesco riprese così un giovane: ‘Tu sei stato un cattivo figliolo, perché hai avuto parole con tua madre; sta’ attento a non farlo più’. Ad un altro disse che la malattia che gli era sopravvenuta la si doveva al fatto che non aveva obbedito, come invece si conviene, al padre e alla madre; cioè per il fatto che non aveva prestato loro l’obbedienza e l’onore dovuto (Processo Turonense).

Omelia del celebrante

Ant. e canto del Magnificat

Preghiera dei fedeli

C Fratelli, chiediamo per tutte le famiglie il dono della concordia, dell’unità, della pace. Preghiamo perché esse rispondano alla loro vocazione di cellula fondamentale della società e perché i governanti ne difendano il valore e la stabilità, aiutandole e promuovendole nei loro bisogni.

A Signore, per intercessione di S. Francesco, dona alle nostre famiglie amore e unità.

– Perché noi credenti siamo fermi e decisi nell’annunciare e nel difendere i valori cristiani della famiglia, non temendo gli attacchi che contro di essa vengono fatti in ogni modo e contrastando, soprattutto con la forza della testimonianza, ogni propaganda contraria, preghiamo.

– Perché i genitori sappiano accogliere con amore il dono della vita; perché si promuova una cultura della vita che sconfigga la cultura di morte, che si manifesta con l’aborto, l’eutanasia e le manipolazioni genetiche, preghiamo.

– Perché i rapporti tra genitori e figli possano svilupparsi nel dialogo reciproco; perché i genitori rispettino la vocazione dei loro figli e perché i figli abbiamo fiducia dei loro genitori, preghiamo.

– Perché i figli amino i genitori sempre, fino all’età più avanzata, senza sentire come peso la loro assistenza; perché venga debellato il male sociale della solitudine e dell’abbandono degli anziani, preghiamo.

C E ora imploriamo l’infinita bontà del Padre celeste con la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato.

Canto del Padre nostro

Esortazione prima dell’orazione finale

Carissimi fratelli, ritornando a casa, dopo questa riflessione sulla famiglia, ritroveremo i problemi che abbiamo lasciato e per i quali, abbiamo pregato S. Francesco. Da questa celebrazione portiamo anzitutto il coraggio che ci viene dalla preghiera e dalla comunione con il Signore, vissuta nel sacramento dell’altare. Promettiamo al Signore di fare quello che è in nostro potere perché in famiglia possiamo essere felici. Sappiamo accogliere e mettere in pratica quanto ci è stato insegnato per dare alla famiglia stabilità, serenità, unità, pace. A garanzia di ogni altro bene spirituale e materiale, mettiamo al centro della nostra famiglia Dio e lo sforzo di tendere a lui con tutto il cuore, non solo da soli, ma insieme, anche attraverso la preghiera quotidiana. S. Francesco voglia benedire e proteggere le nostre famiglie.

C Preghiamo.

O Dio, origine e fondamento della comunità domestica, fa’ che nelle nostre famiglie imitiamo le stesse virtù e lo stesso amore della santa famiglia di Nazaret. Sorretti dal patrocinio di S. Francesco, possiamo un giorno godere la gioia eterna riuniti nella tua casa. Per Cristo nostro Signore.

A Amen.

Benedizione finale

C Il Signore sia con voi

A E con il tuo spirito

C Dio Padre, che è fonte di ogni paternità, vi doni sempre la sua benedizione

A Amen.

C Gesù Cristo, che si è sottomesso ai suoi genitori, illumini con la sua parola il vostro comportamento nella famiglia.

A Amen.

C Lo Spirito Santo, che è spirito di amore, vi conceda di vivere sempre nelle vostre famiglie in unità e carità.

A Amen.

C E su tutti voi che avete ricordato con fede l’impegno di S. Francesco per la famiglia, scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.

A Amen.

Canto a S. Francesco e bacio della reliquia

I commenti sono chiusi.